Si sono concluse oggi le complesse operazioni di recupero e messa in sicurezza di un’imbarcazione a vela semiaffondata, situata nei pressi della foce del fiume Timavo, che era finita in secca negli scorsi mesi invernali e che non è mai stata reclamata da nessuno, nonostante il rituale avviso di ritrovamento e che quindi è stata successivamente classificata come relitto. L’intervento, che ha unito efficacia operativa e tutela ambientale, è stato coordinato dalla Capitaneria di Porto di Monfalcone, che dal 27 al 29 maggio ha ospitato e supportato il personale specializzato del 1° Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto.

Il recupero è scattato allo scadere dei termini di legge previsti dall’avviso di ritrovamento. Lo scenario operativo si presentava estremamente ostico: la precaria stabilità strutturale dello scafo e le insidie dei bassi fondali rendevano l’area inaccessibile ai mezzi navali convenzionali. Davanti a una sfida tecnica così complessa, l’intervento dei Subacquei della Guardia Costiera si è rivelato determinante.

Nelle giornate del 27 e 28 maggio, gli operatori hanno condotto lunghe e delicate immersioni per studiare la conformazione dell’unità, liberare lo scafo dalla spessa coltre di fango che lo teneva ancorato al fondale e posizionare i palloni di sollevamento e le fasce di imbragatura necessarie per il recupero, preparando il relitto per il delicato distacco.

Nella giornata odierna, in coincidenza con la finestra di marea favorevole, si è passati alla fase esecutiva. Le manovre sono state rese possibili grazie alla sinergia logistica con il territorio. La società Opemar srl ha messo a disposizione il pontone “A200” per il sollevamento e il trasporto del relitto fino alla banchina esterna di Marina Nova. Lì, il Comune di Monfalcone ha garantito l’immediato smaltimento della struttura grazie all’impiego di una ruspa comunale.
Questa operazione si inserisce nel quadro delle quotidiane attività della Guardia Costiera volte alla salvaguardia dell’ambiente marino e alla sicurezza della navigazione, evidenziando ancora una volta l’importanza della collaborazione tra le istituzioni, le amministrazioni locali e le realtà imprenditoriali del territorio.