Gran finale per il XXII Festival èStoria: dopo Colazione con la Storia (8.30, Caffè Teatro) la rassegna stampa firmata da Elena Bacchin, Marcello Flores Dino Messina, il teologo Vito Mancuso discorre con Selina Trevisan (10.00 Teatro Comunale G. Verdi, evento su prenotazione) di Gesù e Cristo, due figure, quella umana e quella celeste, che rappresentano due dimensioni costitutive di ognuno di noi.

Di Ebraismo fra tradizione e modernità conversano invece (10.30, Tenda Erodoto) Giulio Busi e Miriam Camerini (Coordina Marco Grusovin). Dio, la Torah e il popolo ebraico: questi gli elementi essenziali dai quali si dipanano il complesso dei riti, delle pratiche e della tradizione culturale di una religione che ancora oggi plasma la Storia nel suo divenire. Alla stessa ora, a Palazzo de Grazia, il Prof. professore ordinario di Storia contemporanea Fulvio Conti e il Dottore di ricerca in storia contemporanea Luca Manenti (Coordina Stefano Cosma) ripercorrono oltre tre secoli di storia della massoneria e spiegano i rapporti tra Massoni, cattolici, ebrei e protestanti.

Alle 12, nell’Aula Magna Polo universitario Santa Chiara per La Storia in Testa Giulia Guerrini presenta il suo libro (con Alfonso Celotto) Viva il Re! Viva la Repubblica. 2 giugno 1946La storia e le storie di un voto;l’indimenticabile giorno che ha dato vita alla nostra Repubblica rivive negli occhi di chi c’era e che ha fatto parte della scelta più radicale in Italia dai tempi dell’Unità. Alla stessa ora il Teatro Comunale G. Verdi ospita l’evento con grandi studiosi a livello mondiale – Tal Bruttmann, storico specialista delle politiche antisemite in Francia durante la seconda guerra mondiale e Olivier Wieviorka, storico specializzato nella storia della seconda guerra mondiale e della resistenza, insieme a Michele Sarfatti,  specializzato nella storia degli ebrei in Italia nel Novecento e nella storia, a confronto sull’interpretazione della Shoah in chiave religiosa. Coordina il giornalista di Focus Storia Roberto Roveda,  evento su prenotazione. Quali sono le categorie culturali o i paradigmi mentali che conducono oggi alla individuazione delle nuove figure di santi e che assumono suggestioni provenienti dal mondo professionale odierno come nuove esperienze di santità? Ancora, di Santi oggi conversano (Aula 3 Polo universitario Santa Chiara) lo storico Miguel Gotor e Jenny Ponzo. Sempre a mezzogiorno, a Palazzo de Grazia, Beatrice del Bo, Marina Migliavacca e Valeria Palumbo parlano, ciascuna con il suo punto di vista, di monacazione forzata, diversa nelle sue caratteristiche nelle diverse epoche, ma con un tratto comune in tutti i tempi: spesso passate sotto silenzio, le monache seppero dare il loro apporto alla storia religiosa cristiana.

Nel pomeriggio, in Tenda Erodoto (15.30) si incontrano Rodolfo Casadei, autore di reportage nelle terre del martirio cristiano e di libri su tematiche africane, don Gideon Edos Obasogie, sacerdote della diocesi cattolica di Maiduguri, nello stato del Borno, nel nord-est della Nigeria e lo studioso di Storia del Cristianesimo Giancarlo Rinaldi (Coordina Valerio Marchi) per parlare delle persecuzioni dei cristiani ieri e oggi.

Alle 17.00, sempre in Tenda Erodoto, La scienza e Dio è il dialogo tra un grande fisico e narratore scientifico, Guido Tonelli, e il teologo Andrea Bellavite; due punti di vista che cercano di comprendere se la scienza sia in grado, da sola, di rispondere alle più antiche fra le domande.

Alla stessa ora, nell’Aula Magna Polo Universitario Santa Chiara per La Storia in Testa il giornalista Massimo Franco presenta (con Matteo Sacchi) Papi, dollari e guerre, il libro racconta come e perché è caduto il tabù che faceva apparire impossibile l’elezione di un papa «yankee». E ci accompagna lungo oltre cent’anni di storia per approdare, nel maggio del 2025, in un imponente e sconosciuto complesso nel cuore di Roma: il Collegio Pontificio Nordamericano dove si è svolto una sorta di pre-Conclave dei cardinali Usa. Restano in ambito americano, sempre alle 17 al Teatro G. Verdi (su prenotazione) si parla di Leone XIV. Un Papa peruviano, un incontro tra S.E. Enrico Feroci, Véronique Lecaros (Coordina Ivan Portelli) che ricostruisce il percorso di Robert Prevost, missionario agostiniano formatosi tra gli Stati Uniti e il Perù, dove l’incontro con comunità marginali e culture diverse ha segnato il suo modo di intendere la fede, l’au­torità e la vita ecclesiale. Ancora, alle 18.30 al Teatro Comunale G. Verdi si parla di Religione e politica nell’era di Trump con Massimo Faggioli, Federico Rampini, Roberto Rusconi; tre esperti a dialogo per mettere a fuoco l’intreccio tra politica e religione nella storia degli Stati Uniti e l’identità americana, divisa tra conservatorismo e slanci progressisti, più che mai oggi.(Coordina Roberto Ventura, Evento su prenotazione).

La VI edizione del Film Festival si chiude con la proiezione di un capolavoro di Pier Paolo Pasolini, alle 20 al Kinemax di Gorizia: Il Vangelo secondo Matteo (1964). Il film è una fedele riproposizione del Vangelo secondo Matteo, dal momento dell’Annunciazione alla Resurrezione di Gesù. Le tappe della vita di Gesù Cristo sono ripercorse senza variazioni nella storia, né cambiamenti anche testuali rispetto alla versione di san Matteo. Il Vangelo di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l’idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica.

Introduzione e commento di Paolo D’Andrea.

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