In un contesto climatico globale sempre più critico, recenti studi internazionali evidenziano che, nei prossimi vent’anni, le emissioni generate dai cantieri potrebbero da sole compromettere gli obiettivi globali di contenimento del riscaldamento entro 1,5 °C e 2 °C. Secondo recenti studi, oltre il 70% delle emissioni complessive legate a un nuovo immobile deriva dai processi costruttivi e dalla produzione dei materiali. Senza interventi concreti, le emissioni generate dai cantieri sono inoltre destinate a raddoppiare entro il 2050. In questo scenario, l’ottimizzazione tecnologica e il controllo sistematico dei macchinari impiegati diventano imprescindibili. “Il settore delle costruzioni è chiamato a compiere uno sforzo senza precedenti per rientrare negli obiettivi climatici, e questo richiede Emiliano Torresi, Product Management & Marketing Director, CEO di Faster.
Il settore delle costruzioni si trova a un crocevia storico. Fino a oggi, le politiche di sostenibilità si sono concentrate quasi esclusivamente sulla riduzione delle cosiddette “emissioni operative”, ovvero l’energia impiegata per il riscaldamento, il raffreddamento e l’illuminazione degli edifici completati. Tuttavia, i dati scientifici più recenti impongono un drastico e immediato cambio di paradigma, spostando i riflettori sull’impronta carbonica della filiera edile vera e propria. Uno studio pubblicato nell’ottobre 2025 sull’autorevole rivista Communications Earth & Environment, edita da Nature, rivela uno scenario critico: senza un intervento radicale, le emissioni globali derivanti esclusivamente dalla fase di costruzione raddoppieranno (+100%) entro il 2050, rischiando di esaurire l’intero bilancio di carbonio globale rimasto per contenere il riscaldamento terrestre entro le soglie di 1,5 °C e 2 °C. La quota di emissioni di carbonio generate da materiali da costruzione non sostenibili risulta sensibilmente più contenuta nei contesti caratterizzati da normative ambientali più avanzate e standard costruttivi più rigorosi: circa il 29-30% negli Stati Uniti e il 27-40% nell’Unione Europea. Valori significativamente più elevati si registrano invece in mercati dove la transizione verso pratiche edilizie sostenibili è ancora in fase di consolidamento, come Cina (43-73%) e India (50-61%).
A rafforzare l’allarme interviene una ricerca condotta dalla Aalto University pubblicata a giugno 2025, la quale dimostra che oltre il 70% delle emissioni complessive generate dallo sviluppo di nuovi edifici proviene direttamente dai processi costruttivi e dalla produzione dei materiali, e non dall’uso dell’immobile finito. I cantieri moderni richiedono un dispendio meccanico enorme, storicamente alimentato da combustibili fossili e strumentazioni non sempre ottimizzate. La battaglia per la sostenibilità climatica, dunque, si vince alla radice: trasformando le logiche costruttive e massimizzando l’efficienza idraulica e meccanica dei veicoli pesanti impiegati ogni giorno sul campo.
“In questo scenario, l’ottimizzazione tecnologica e il controllo sistematico dei macchinari impiegati diventano imprescindibili – commenta Emiliano Torresi, Product Management & Marketing Director di Faster, azienda italiana leader a livello globale nella progettazione e produzione di sistemi di connessione idraulica, dal 2018 parte del gruppo Helios Technologies (NYSE: HLIO) – La nostra missione, come fornitori di imprese che operano nel settore, deve essere quella di fornire ai costruttori e agli utilizzatori di macchinari edili componenti capaci di assicurare la massima resa energetica senza alcun compromesso sulle performance. Per esempio, evitare le dispersioni idrauliche e ottimizzare la gestione meccanica delle macchine pesanti significa tagliare direttamente le emissioni sul campo, dimostrando come l’ingegneria d’eccellenza italiana sia un alleato imprescindibile per edificare il futuro in modo realmente responsabile”.
Forte di un solido know-how ingegneristico, Faster ha analizzato a fondo le inefficienze dei cantieri, individuando nel controllo puntuale dei macchinari per il movimento terra e per l’edilizia una leva essenziale per abbatterne l’impatto. Soluzioni all’apparenza invisibili, come gli innesti rapidi ad altissima efficienza sviluppati da Faster, consentono di ottimizzare il trasferimento di potenza nei circuiti idraulici, riducendo il carico richiesto ai motori e migliorando l’efficienza complessiva delle macchine. Anche aspetti apparentemente secondari — come la corretta gestione delle portate, l’ergonomia delle connessioni o la possibilità di operare senza spillaggi di olio — incidono concretamente sull’efficienza dei cantieri. Sistemi più ergonomici e rapidi da utilizzare riducono infatti i tempi di fermo macchina e le manovre improduttive, mentre una gestione ottimizzata dei flussi idraulici consente di limitare dispersioni energetiche e sovraccarichi dei motori. Allo stesso tempo, l’eliminazione degli spillaggi contribuisce a contenere sprechi di fluido, rischi di contaminazione ambientale e interventi di manutenzione non programmata.
Da questa visione nascono sistemi multi-connessione evoluti per il mercato Construction Equipment, progettati per aumentare affidabilità, sostenibilità e continuità operativa. In questa prospettiva si inseriscono soluzioni dedicate alle diverse classi di macchinari: dal sistema MultiSlide per mini-escavatori e applicazioni compatte, che permette connessioni rapide e pulite anche in presenza di pressione residua, fino alla gamma New MultiFaster, evoluzione della storica piattaforma Faster progettata per operare fino a 350 bar (5.000 PSI). A queste si affianca anche MultiQTC, soluzione sviluppata per semplificare e velocizzare le connessioni multiple nei circuiti idraulici delle attrezzature mobili, migliorando ergonomia, sicurezza operativa ed efficienza delle operazioni di attacco e sgancio. Il design flat-face e le soluzioni costruttive ad alta resistenza contribuiscono a ridurre spillaggi, contaminazione e usura, migliorando affidabilità ed efficienza.
Accanto alle soluzioni sviluppate da Faster per migliorare l’efficienza dei sistemi idraulici e ridurre le dispersioni di fluido, il settore sta adottando ulteriori direttrici strategiche per accelerare la decarbonizzazione dei cantieri:
- L’elettrificazione progressiva e l’ibridazione del parco macchine operatore.
- La transizione verso materiali da costruzione a ridotto impatto di carbonio.
- L’implementazione della manutenzione predittiva per mantenere i mezzi costantemente al massimo dell’efficienza energetica.
- La digitalizzazione delle flotte per monitorare i consumi in tempo reale ed evitare cicli di lavoro a vuoto.
- Il recupero sistematico e il riutilizzo degli scarti inerti direttamente in loco.
- La formazione sempre più specifica degli operatori per una conduzione dei mezzi ottimizzata e consapevole.