Martedì 16 giugno Marco Callegari ripercorrerà la vita e l’eredità culturale del fondatore del Museo Bottacin.
Sarà dedicato alla figura di Nicola Bottacin, imprenditore, collezionista e fondatore di uno dei più importanti musei numismatici d’Europa, il prossimo appuntamento della rassegna di conferenze promossa dall’Associazione culturale “Società internazionale di divulgazione Manlio Cecovini per gli studi storici sociali ed etici”.
L’incontro, dal titolo “Nicola Bottacin mercante e numismatico tra Trieste e Padova (1805-1876)”, si terrà martedì 16 giugno alle ore 18.00 all’Antico Caffè San Marco di Trieste.
A raccontare la vicenda di Bottacin sarà Marco Callegari, responsabile della Biblioteca del Museo Bottacin dei Musei Civici di Padova e studioso di storia dell’editoria, delle biblioteche e della bibliografia numismatica. Docente di Bibliografia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, Callegari ha dedicato numerose ricerche alla figura del collezionista e al patrimonio culturale che porta il suo nome, contribuendo a valorizzarne la storia e il ruolo nel panorama numismatico internazionale.
Nato a Vicenza nel 1805 da una famiglia di modeste condizioni economiche, Nicola Bottacin intraprese fin da giovane l’attività lavorativa nel settore dei trasporti e delle comunicazioni, maturando esperienze professionali che lo portarono progressivamente ad assumere incarichi di crescente responsabilità nel commercio internazionale.

La svolta della sua vita arrivò nel 1839 con il trasferimento a Trieste, dove fondò una ditta di commercio all’ingrosso di tessili insieme a Giovanni Pettondi. Nella città adriatica Bottacin riuscì rapidamente a inserirsi negli ambienti più influenti della società locale, ricoprendo incarichi pubblici e instaurando un significativo rapporto di amicizia con l’arciduca Massimiliano d’Asburgo.
A partire dal 1854 sviluppò una profonda passione per la numismatica, dando vita in pochi anni a una straordinaria collezione di monete medievali e moderne, affiancata da una raccolta di opere d’arte realizzate da artisti contemporanei. Una passione che rifletteva una diffusa sensibilità culturale della borghesia triestina dell’epoca, ma che nel suo caso assunse dimensioni e valore eccezionali.
Nel 1865 Bottacin lasciò Trieste per trasferirsi a Padova, dove fondò il museo che ancora oggi porta il suo nome. Grazie a una visione particolarmente innovativa per il tempo, l’istituzione venne dotata di uno statuto autonomo, di una biblioteca, di un archivio e di risorse economiche destinate a garantirne lo sviluppo futuro. Una scelta che consentì al Museo Bottacin di affermarsi nel corso dei decenni come uno dei principali punti di riferimento internazionali nel campo della numismatica.
L’incontro sarà l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva della rassegna promossa dall’Associazione Manlio Cecovini, che riprenderà in autunno con nuovi momenti di approfondimento dedicati alla storia, alla cultura e al pensiero civile.
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