La memoria è stata il filo conduttore del XXXII Raduno Nazionale degli Artiglieri d’Italia, che ha visto commemorare il terremoto del 1976, la Battaglia di Gorizia e la Seconda Battaglia del Piave, eventi tragici e complessi che videro presente anche l’Artiglieria. Se con la Grande Guerra si compì l’Unità italiana, con il soccorso portato alle popolazioni colpite dal terremoto si dimostrò ancora una volta la solidarietà fra l’Esercito e il popolo italiano, e il 27° Gruppo Artiglieria Pesante Semovente “Marche” fu tra i primi ad accorrere sui luoghi del disastro.

Courtesy Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia

Culmine delle celebrazioni del Raduno (che è stato possibile anche grazie al supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e della città di Gorizia) è stata la cerimonia di domenica 14 giugno in Piazza della Vittoria, alla quale hanno preso parte circa 1.500 Artiglieri convenuti da ogni parte d’Italia; a loro è andato il ringraziamento del Generale di Brigata Pierluigi Genta, Presidente dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia. Alla cerimonia hanno preso parte anche le seguenti autorità civili e militari: il senatore Luca Ciriani ministro per i rapporti con il Parlamento; il Generale Antonello Vespaziani, comandante del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina  dell’Esercito, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore Carmine Masiello; il Generale Andrea Simone, comandante dell’Artiglieria Terrestre; il Generale Mattia Zuzzi, comandante dell’Artiglieria Controaerei. In rappresentanza della città di Gorizia sono intervenuti il Sindaco Rodolfo Ziberna, e l’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti.

La cerimonia è stata arricchita dalla presenza della Bandiera di Guerra dell’Arma di Artiglieria, della Bandiera di Guerra del 121° Reggimento Artiglieria Controaerei “Ravenna”, e di un reparto di formazione composto da una sezione del 3° Reggimento Artiglieria terrestre, una sezione del 5° Reggimento Artiglieria “Superga”, e una sezione mista con elementi del 4° Reggimento Artiglieria Contraerei “Peschiera” e del 121° Reggimento “Ravenna”. Schierate in Piazza della Vittoria anche delegazioni in rappresentanza di alcune associazioni d’artiglieria estere, nello specifico la Federation Nationale de l’Artillerie (Francia), la Freundeskreis der Artillerietruppe e.V. (Germania), la Società Ticinese di Artiglieria (Svizzera) e l’Associacion Conde de Gazola (Spagna), nonché una rappresentanza di artiglieri in servizio presso la Guardia di Rocca Compagnia di Artiglieria, della Repubblica di San Marino.

Courtesy Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia

Idealmente è stato presente anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che nel suo messaggio, ha apprezzata la meritoria opera di coesione dell’A.N.Art.I., “che unisce le generazioni in servizio e in congedo”. E la città di Gorizia, in 80 anni di Repubblica, ha ricordato il Presidente Mattarella, “è significativa trama dei destini che uniscono i popoli d’Europa”. Infine, il Generale Genta ha data lettura del messaggio del Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che ha reso omaggio ai Caduti e ai feriti nell’adempimento del dovere, affermando che “il loro esempio è la luce che guida ogni nostro passo”. Infine, il Capo di SME ha sottolineato il ruolo determinante dell’Artiglieria su ogni scenario operativo.

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Nel corso della cerimonia conclusiva in Piazza della Vittoria spiccava la presenza della Bandiera di Guerra dell’Arma Artiglieria, di fronte alla quale, come ha ricordato il Generale Genta, «intere generazioni di ufficiali, sottufficiali, soldati e allievi hanno prestato giuramento di fedeltà alla Patria», mentre la banda del Comando Artiglieria contraerei ha arricchita la cornice. Il XXXII Raduno è stata occasione per riaffermare i valori di riferimento di cui l’A.N.Art.I. è custode con le altre associazioni d’arma: l’amor di Patria, il senso del dovere e la generosa solidarietà verso il prossimo. Nel corso della sua allocuzione, il Generale Genta ha ricordato i momenti salienti della storia moderna di Gorizia, dalle battaglie della Prima guerra mondiale ai giorni difficili del “confine orientale,” dai giorni tragici del terremoto a quelli gioiosi della Capitale Europea della Cultura. Rievocando gli eventi del 1976, sono state commemorate le vittime e si è reso omaggio ai soccorritori, fra cui ci furono anche tanti Artiglieri.

Dopo la cerimonia si è tenuta la sfilata dei circa 1.500 Artiglieri, per un totale di circa 100 Sezioni, preceduti dal Medagliere Nazionale e dalla banda del Comando Artiglieria Controaerei, che da Piazza della Vittoria hanno raggiunto il Teatro Giuseppe Verdi, attraversando via Roma, via De Gasperi, via Nazario Sauro, viale XXIV Maggio e corso Italia.

Courtesy Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia

La ripresa in consegna del Medagliere Nazionale, lunedì 15 giugno, segna l’ultimo, formale atto del Raduno Nazionale, nel corso del quale non sono mancati i momenti d’incontro con la cittadinanza, a carattere sia culturale sia ricreativo, fra cui la mostra di mezzi militari storici organizzata da Cingoli e Ruote per Conoscere la Storia, la mostra di preziose cartoline reggimentali di Artiglieria a cura del Col. Enrico Mascelloni, presso l’Unione Ginnastica Goriziana, l’esibizione di gruppi folkloristici in piazza della Vittoria e lo spettacolo del coro Grop Corâl Vidulês all’Auditorium della Cultura friulana per ricordare il terremoto del 1976, dalle macerie del quale la popolazione friulana ha saputo rapidamente e orgogliosamente risollevarsi.