Le opere sono state svelate in occasione di OPSA in Festa, l’annuale appuntamento organizzato dal Servizio educativo come momento di incontro con il territorio

Rubano (PD), 15 giugno 2026 – Chi frequenta l’Opera della Provvidenza S. Antonio sa che gli spazi della struttura sono caratterizzati da numerose opere d’arte contemporanea: quadri, riproduzioni fotografiche, sculture, mosaici etc. Dal 12 giugno la “collezione” dell’OPSA si è arricchita con venti nuove e grandi tele, collocate nel foyer del Teatro della struttura rendendolo, così, più colorato e accogliente per le migliaia di persone, che ogni anno vi accedono per gli spettacoli che vi vengono organizzati. Questo nuovo ciclo pittorico per l’OPSA ha un doppio valore: i quadri sono stati realizzati in poco più di un anno da dieci Ospiti del Gruppo Pittura dell’Area disabilità e, proprio per questo, sono stati ufficialmente svelati venerdì 12 giugno alla conclusione dei tre giorni di OPSA in Festa, l’appuntamento annuale, organizzato dal Servizio educativo, in cui la struttura spalanca le porte con iniziative e attività aperte al territorio, che coinvolgono non solo gli Ospiti, ma anche tutto il mondo dell’associazionismo e dei servizi che si occupano di disabilità.

Un progetto dalle molteplici finalità

Nel 2024, al termine dei lavori di ristrutturazione del Teatro, è stata proprio la Direzione generale a chiedere al Servizio educativo di coinvolgere gli Ospiti in un progetto di decorazione delle pareti del foyer, altrimenti bianche. Da qui, la strutturazione di un laboratorio dalle molteplici finalità: promuovere in primo luogo l’espressività individuale degli Ospiti tramite la pittura, ma anche acquisire nuove competenze pratiche nel disegno, nell’uso dei colori e nelle tecniche pittoriche. Il tutto con l’obiettivo di realizzare un lavoro “corale”, dato che le opere sarebbero state fruite nel loro insieme, stimolando così la collaborazione e il senso di gruppo tra gli stessi artisti. Il “neonato” Gruppo Pittura ha così impegnato per più di un anno, una volta alla settimana, dieci Ospiti con diverse tipologie di disabilità e con un interesse iniziale per il disegno: Mario Andrich, Samantha Beda, Andrea Campion, Elia Ferro, Giuliano Mambrin, Sandra Maritan, Odorico Piccoli, Giovanni Scanferla, Miria Trevisan, Adelmina Vedovato. Guidato dagli educatori Gianluca Fior, Davide Parpajola e Patrizia Massagrande, il percorso degli Ospiti ha visto prima una fase preparatoria, per arrivare tutti allo stesso livello tecnico, poi la fase creativa per scegliere soggetti e tecniche da sviluppare “in grande”: la maggior parte delle opere ora installate nel foyer del Teatro sono ritratti e autoritratti (120×140 cm) con uno stile pop contemporaneo, poi vi sono anche soggetti naturalistici. «Nella filosofia di accoglienza e presa in carico all’OPSA includiamo anche l’idea del “bello che cura”», spiega don Roberto Ravazzolo, direttore generale OPSA, «per questo la nostra Casa accoglie opere d’arte di diverso tipo, sempre fruibili, ma “usa” l’arte anche come strumento a beneficio degli Ospiti, affinché possano esprimere se stessi, trovino soddisfazione e autostima nel ricevere apprezzamenti per il lavoro svolto e, da un punto di vista terapeutico, allenino e mantengano abilità motorie e funzioni cognitive».