Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il questore, Lilia Fredella, hanno sottoscritto questo pomeriggio nel Salotto Azzurro del Municipio il Protocollo d’intesa tra il Comune e la Questura di Trieste.

Alla cerimonia hanno preso parte l’assessore alla Sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo, promotrice della delibera di Giunta, il vice prefetto vicario Emanuela Milan, il comandante della Polizia Locale di Trieste, Walter Milocchi e il vice comandante, Paolo Jerman.

L’accordo disciplina l’utilizzo delle immagini di videosorveglianza delle telecamere comunali presso la Sala Operativa della Questura e istituisce un posto di fotosegnalamento presso il Comando della Polizia Locale.

“Con questo protocollo si rafforza la collaborazione tra le diverse forze dell’ordine, con l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza ai cittadini” ha detto il sindaco Roberto Dipiazza.

“L’accordo non è un atto formale, ma un vero passo avanti per la sicurezza integrata della città. Grazie alla sinergia tra Comune, Prefettura e Polizia Locale, introduciamo novità cruciali: la Questura potrà scaricare direttamente le immagini della videosorveglianza e la Polizia Locale avvierà il fotosegnalamento autonomo, allineandosi alle grandi metropoli italiane” ha sottolineato il questore di Trieste, Lilia Fredella.

Il vice prefetto vicario, Emanuela Milan, ha dichiarato come “questo protocollo sia un traguardo fondamentale e non scontato, che permetterà di rispondere alle esigenze della città in modo più preciso e veloce”.

L’assessore alle Politiche della Sicurezza cittadina Caterina de Gavardo nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della sicurezza integrata e della collaborazione tra le istituzioni “A Trieste questa collaborazione è in crescita, stiamo cercando di utilizzare ogni strumento per lavorare assieme nel modo migliore possibile e la firma di questo protocollo è una testimonianza importante. Il laboratorio di fotosegnalamento – ha concluso de Gavardo – è un’opportunità di crescita. Sono pochi i corpi di polizia locale che vantano questo tipo di strumentazione che permette di essere più rapidi, più veloci e più incisivi sul territorio”.

Il comandante della Polizia Locale di Trieste, Walter Milocchi ha evidenziato come la firma del protocollo permetterà di ridurre i ritardi nell’acquisizione delle immagini, specialmente nei casi di reati predatori. Consentendo altresì al Corpo di Polizia Locale, di evitare di spostare i soggetti arrestati, dal Comando alla Questura, per procedere al fotosegnalamento.

L’intesa, della durata di 3 anni, è finalizzata a migliorare l’efficacia delle attività di prevenzione e repressione dei reati, nonché la gestione coordinata dei servizi di ordine pubblico.

Il documento definisce nel dettaglio le finalità del trattamento dei dati. Viene garantita la piena conformità alle normative europee (GDPR) e nazionali sulla tutela della privacy, oltre alle direttive del Garante per la protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza e alle circolari sul fotosegnalamento.

Nel dettaglio, l’accordo consentirà alla Questura di Trieste di accedere, tramite credenziali dedicate e sistemi di autenticazione protetti, alla visualizzazione live delle telecamere autorizzate, alla consultazione dell’archivio video e al download dei filmati selezionati.

L’intesa autorizza inoltre la Polizia Locale a istituire presso il proprio Comando un posto di fotosegnalamento. I rilievi fotodattiloscopici potranno essere eseguiti esclusivamente per le attività di polizia giudiziaria ai sensi dell’articolo 349 c.p.p. La Questura si occuperà della formazione di almeno 20 operatori del Comando triestino per una corretta esecuzione delle procedure. Il Protocollo dispone che la Polizia Locale trasmetta al locale Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica tutti i rilievi eseguiti, escludendo la possibilità per il Corpo di mantenere archivi cartacei o elettronici della documentazione dattiloscopica.

Tutti gli accessi, le visualizzazioni e i download saranno rigorosamente registrati. Le parti effettueranno verifiche periodiche congiunte sul corretto utilizzo del sistema di videosorveglianza e sulla corretta esecuzione dei rilievi.