Folkest sul Territorio, la sezione di Folkest che porta la musica nelle piazze, nei borghi e negli spazi più affascinanti del Friuli Venezia Giulia e non solo, chiude la stagione con un’ultima settimana – prima delle giornate di San Daniele (3- 5 luglio) –  che vedrà protagonisti due grandi della musica italiana: Peppe Voltarelli (23 giugno),  I Nomadi (27 giugno) e Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls (26 giugno). E alcune interessantissimi proposte dal panorama indie italiano come i The Strawboys (25 giugno), Angelo Baselli e Giancarlo Casadei (26 giugno) e il  Turkuaz Trio (28 giugno).
 
Più nel dettaglio, il programma prende il via martedì 23 giugno alle 21.15 nella suggestiva Piazza della Concordia di Ronchi dei Legionari (GO), dove Peppe Voltarelli presenterà La grande corsa verso Lupionòpolis, uno spettacolo che intreccia musica e narrazione in un viaggio ricco di suggestioni.
Si prosegue giovedì 25 giugno alle 20.45 a Villa Cigolotti di Basaldella di Vivaro (PN) con l’energia dei The Strawboys, protagonisti di Tradition in Tune, Rhythm in Motion, un concerto che fonde tradizione e dinamismo contemporaneo.
Venerdì 26 giugno doppio appuntamento per il festival. Alle 20.00, nella straordinaria cornice della Grotta d’Antro a San Giovanni d’Antro (Pulfero)Angelo Baselli e Gianluca Casadei porteranno in scena Fun a velt vos iz nishto mer in yiddish, in collaborazione con Odmevi/Echi – Associazione Sergio Gaggia. Nella stessa serata, a Romans d’Isonzo, in Piazza G. Candussi, saliranno sul palco Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls, protagonisti di un incontro musicale che richiama la grande tradizione del rock italiano.
Il fine settimana si apre sabato 27 giugno alle 21.15 con uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione: i Nomadi si esibiranno nella prestigiosa cornice del Castello di Udine, regalando al pubblico una serata all’insegna della grande musica d’autore.
La rassegna si concluderà domenica 28 giugno alle 18.00 nell’area picnic di Tramonti di Sopra, dove il Turkuaz Trio presenterà Suggestioni Ottomane, un viaggio sonoro tra atmosfere e tradizioni musicali del Mediterraneo orientale: i Turchi si sono fermati poco lontani dalle pendici delle Prealpi Carniche, la loro musica oggi arriva oltre, in quella val Tramontina famosa per le sue acque cristalline e i borghi immersi nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
Ricordiamo che Folkest è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma UpbeatAcciòn Cultural Española, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.
 
Gli artisti

 Più nel dettaglio, il programma prende il via martedì 23 giugno alle 21.15 nella suggestiva Piazza della Concordia di Ronchi dei Legionari (GO), dove Peppe Voltarelli presenterà La grande corsa verso Lupionòpolis, uno spettacolo che intreccia musica e narrazione in un viaggio ricco di suggestioni.
Si prosegue giovedì 25 giugno alle 20.45 a Villa Cigolotti di Basaldella di Vivaro (PN) con l’energia dei The Strawboys, protagonisti di Tradition in Tune, Rhythm in Motion, un concerto che fonde tradizione e dinamismo contemporaneo.

Venerdì 26 giugno doppio appuntamento per il festival. Alle 20.00, nella straordinaria cornice della Grotta d’Antro a San Giovanni d’Antro (Pulfero)Angelo Baselli e Gianluca Casadei porteranno in scena Fun a velt vos iz nishto mer in yiddish, in collaborazione con Odmevi/Echi – Associazione Sergio Gaggia. Nella stessa serata, a Romans d’Isonzo, in Piazza G. Candussi, saliranno sul palco Gianni Belleno e Nico Di Palo Of New Trolls, protagonisti di un incontro musicale che richiama la grande tradizione del rock italiano.

Il fine settimana si apre sabato 27 giugno alle 21.15 con uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione: i Nomadi si esibiranno nella prestigiosa cornice del Castello di Udine, regalando al pubblico una serata all’insegna della grande musica d’autore.

La rassegna si concluderà domenica 28 giugno alle 18.00 nell’area picnic di Tramonti di Sopra, dove il Turkuaz Trio presenterà Suggestioni Ottomane, un viaggio sonoro tra atmosfere e tradizioni musicali del Mediterraneo orientale: i Turchi si sono fermati poco lontani dalle pendici delle Prealpi Carniche, la loro musica oggi arriva oltre, in quella val Tramontina famosa per le sue acque cristalline e i borghi immersi nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
Ricordiamo che Folkest è reso possibile dai numerosi partner che fanno crescere il Festival ogni anno, partner affidabili come il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine e in primis il Comune di San Daniele del Friuli, gli oltre venticinque fra comuni e le pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma UpbeatAcciòn Cultural Española, il Nuovo Imaie, la Banca 360, la Cantina Tavagnacco.

Peppe Voltarelli, poliedrico cantautore, attore e scrittore italiano, noto per essere stato la voce e il fondatore del gruppo cult Il Parto delle Nuvole Pesanti dal 1990 al 2005. È una delle figure più rappresentative del panorama new folk italiano, capace di mescolare le radici calabresi con influenze rock, punk e d’autore. Ha intrapreso una carriera solista di grande rilievo internazionale.

Ha ottenuto per ben tre volte la Targa Tenco: nel 2010 per il miglior album in dialetto con Ultima notte a Malá Strana; nel 2016 come miglior interprete con Voltarelli canta Profazio e nel 2021 come miglior album con Planetario. È stato protagonista e co-autore di La vera leggenda di Tony Vilar nel 2006 e ha realizzato spettacoli teatrali dedicati a icone come Domenico Modugno.

The Strawboys, qualunque sia la loro origine (probabilmente nelle contee occidentali dell’Irlanda), gli uomini di paglia restano un fenomeno affascinante e misterioso: giovani che si presentano senza invito alle feste di matrimonio, ballano con gli ospiti per poi svanire improvvisamente, così come erano apparsi.

Il loro volto è celato da cappelli di paglia, che vengono bruciati come gesto simbolico se gli sposi li hanno accolti con generosità, oppure lanciati tra i rami degli alberi se l’accoglienza è stata fredda, in segno di disapprovazione. Proprio come i loro enigmatici omologhi irlandesi, The Strawboys è un gruppo che compare all’improvviso… Nuovi sulla scena, ma formati da musicisti di lunga esperienza, vi trascinano nelle danze con uno stile autentico e un repertorio vastissimo, rendendoli perfetti per una serata indimenticabile.

Angelo Baselli e Giancarlo Casadei, di un mondo che non c’è più – Fun a velt vos iz nishto mer in Yiddish – è il titolo di un mèmoir dello scrittore polacco Israel Joshua Singer. L’autore racconta con ironia tipicamente ebraica la sua infanzia passata nello Shtetl di Leoncin, villaggio sperduto nella campagna polacca di inizio ‘900 del quale il padre era stato nominato rabbino.

Di quel mondo Singer ci consegna un racconto talmente vivido che ci pare di udirne le voci, di percepirne gli odori scrive la traduttrice della versione italiana Anna Linda Callow (La Pecora Nera, Adelphi 2022). Di quel mondo perduto, la musica klezmer rappresenta una delle espressioni artistiche più significative, con radici che affondano in secoli di storia e interazioni culturali nell’Europa orientale.

Nico Di Palo e Gianni Belleno, i due fondatori storici dei New Trolls, riportano sul palco l’energia e la magia dei brani che hanno segnato la storia della musica Italiana, affiancati da Claudio Cinquegrana, Stefano Genti e Nando Corradini. Con questa formazione si sono esibiti a Castel San Giovanni, registrando il concerto per la realizzazione dell’album dal vivo Live 50.0.

È uscito poi il singolo Sogni, in collaborazione con il rapper Flowmatto, e il doppio singolo Fuori di qua/La mia musica, esclusivamente su vinile. E infine l’album Le radice e il viaggio continua… Un’occasione imperdibile per rivivere dal vivo successi intramontabili come Una Miniera, Quella Carezza della sera, Aldebaran, Davanti agli occhi miei e tanti altri successi.

I Nomadi, sono il gruppo musicale più longevo in Italia e prima di loro, al mondo, vi sono solo i Rolling Stones. L’esordio avviene nel 1963. A oggi il gruppo emiliano discograficamente conta 52 lavori, fra dischi in studio, live e raccolte per un totale oltre 15.000.000 di copie vendute. Sono oltre cento i fan club sparsi in tutta Italia e ancor più cover band riconosciute.

Il loro è un pubblico transgenerazionale. Da sempre la loro musica è stata coniugata all’impegno umanitario e ha visto i Nomadi promotori di tantissime iniziative di solidarietà. Dopo dieci anni dall’ultimo album dal vivo, i Nomadi tornano con un nuovo live in doppio vinile, formato digitale e CD. Un ritorno alle origini, un tributo alla dimensione che da sempre rappresenta l’anima dei Nomadi, il live. La band, che ha fatto della musica dal vivo la sua essenza e il suo motore creativo, regala al pubblico un album carico di emozione, energia e verità. I Nomadi di oggi sono: Beppe Carletti (tastiere, fisarmonica e cori – dal 1963) Cico Falzone (chitarre e cori – dal 1990) Sergio Reggioli (violino, voce – dal 1998) Massimo Vecchi (basso, voce – dal 1998) Yuri Cilloni (voce – dal 2017) Domenico Inguaggiato (batteria – dal 2023).

Turkuaz Trio. Trio internazionale fondato in Italia dalla liutista e cantante turca Sezen Gümüştekin, è incentrato sulla reinterpretazione di repertori di musica classica turca/ottomana e musica popolare turca con un approccio jazz mediterraneo.

Turkuaz presenta arrangementi originali di Sezen Gümüştekin, dove la combinazione strumentale dell’oud e del contrabbasso jazz di Alessio Bruno danno luogo a un emozionante scambio tra melodia e ritmo, con improvvisazioni, tra classico e contemporaneo, che coniugano est a ovest, sorretti dalle percussioni di Ali Gündeşli. La personale e profonda vocalità di Sezen Gümüstekin trasporterà l’ascoltatore in un viaggio intimo completando il trio con una sonorità originale e radicata nella tradizione.