Competenze, relazioni e consapevolezza: conclusa l’esperienza che ha messo al centro la qualità della vita.
Dalla formazione in classe all’incontro diretto con il territorio, è il percorso concreto e condiviso che ha visto protagonisti gli studenti della Scuola alberghiera IAL di Aviano e del Liceo artistico Galvani di Cordenons. Al centro, i progetti “Impastiamo la vita” e “Cappa e Spada”, promossi dal Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo in co-progettazione con la Cooperativa sociale Itaca. Un percorso educativo e sociale che ha unito scuola, territorio e comunità, costruito nel tempo e capace di generare competenze, relazioni e strumenti concreti per una comunità più accogliente e inclusiva.
LA FORMAZIONE IN CLASSE
Nel corso dell’ultimo anno, gli operatori di comunità della Cooperativa Itaca hanno incontrato da marzo ad aprile le classi seconde di Sala, Cucina e Pasticceria dello IAL di Aviano. Una sessantina di studenti hanno partecipato a un ciclo di quattro incontri per approfondire le tematiche legate all’invecchiamento e alle patologie dementigene, affrontando il funzionamento del cervello e della memoria, la sua evoluzione nel tempo e le modalità più appropriate di relazione. Un percorso pensato per fornire strumenti concreti a futuri professionisti della ristorazione, chiamati a svolgere un ruolo attivo nella costruzione di contesti più accoglienti e rispettosi.
L’INCONTRO CON IL TERRITORIO
Il percorso ha previsto anche momenti di incontro diretto con le persone che vivono una condizione di fragilità. Il 27 aprile, un gruppo di studenti di Sala ha preso parte a un’esperienza al Centro diurno di Aviano “A. Formigoni”, contribuendo al servizio della merenda, ma soprattutto hanno avuto l’opportunità di fermarsi a conversare con gli anziani. Un’esperienza significativa sul piano umano e professionale, che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi in modo autentico con le relazioni e le emozioni che caratterizzano la quotidianità delle persone.
“A dir poco emozionante. Non mi era mai capitato di servire al tavolo una persona anziana. Prima di entrare, credevo non sarei riuscito a dire gran che, invece, una volta lì, mi sono molto stupito di quanto io abbia parlato e di come sia stato naturale chiacchierare con i signori del mio tavolo”, è stato il commento di uno degli studenti.
IL MOMENTO DI RESTITUZIONE
La conclusione finale dei progetti è avvenuta il 5 maggio, con un pranzo comunitario che non poteva che essere ospitato alla Scuola alberghiera di Aviano. Le persone che frequentano il Centro diurno, insieme ai familiari e agli operatori, sono state accolte dagli studenti e dai docenti in un contesto curato nei dettagli, a partire dalla mise en place, di sguardi attenti a cogliere ogni piccolo bisogno, dove la professionalità si è intrecciata con la cura della relazione umana. Un’esperienza che ha messo in luce come la competenza tecnica possa diventare strumento di cura, attraverso gesti, attenzioni e capacità di ascolto.
“È stato il coronamento di un percorso iniziato quattro anni fa – commenta la coordinatrice IAL, Tania Della Libera -, all’interno del quale gli studenti sono stati coinvolti non solo in un servizio al tavolo tecnicamente professionale, ma anche in un servizio fatto con il cuore e volto a prendersi cura di persone con fragilità, che di solito restano nascoste. Esperienze che solo alcuni di loro hanno già vissuto nel contesto familiare, ma che raramente capita di affrontare nel contesto scolastico, formativo e lavorativo”.
L’INTRECCIO CON CAPPA E SPADA
Durante questo momento, è avvenuta anche la consegna dei 14 kit di posate inclusive, realizzati attraverso il progetto “Cappa e Spada” dal Liceo artistico Galvani di Cordenons, agli anziani del Centro diurno, che in futuro li potranno sperimentare in prima persona nei centri diurni dell’Ambito. Nati all’interno di un percorso di sensibilizzazione dedicato all’invecchiamento attivo, i kit rappresentano il risultato concreto della collaborazione tra i due istituti, resa possibile dalla co-progettazione promossa dal Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo e dalla Cooperativa Itaca. Le valigette, utilizzate e sperimentate nei mesi dagli studenti dello IAL durante i percorsi di stage, sono tornate simbolicamente al territorio, cariche di esperienze e significati.
UN PROGETTO CHE GENERA COMUNITÀ
L’incontro tra “Impastiamo la vita” e “Cappa e Spada” ha dato vita a un percorso educativo capace di unire competenze diverse – relazionali, professionali e progettuali – in un’unica direzione: costruire comunità più attente e inclusive. Gli studenti di Scuola alberghiera e Galvani sono diventati protagonisti di un processo che li vede non solo acquisire conoscenze, ma anche agire come portatori di cultura e consapevolezza nei contesti di vita quotidiana.
IMPEGNO SOCIALE E VALORIZZAZIONE DELLE RELAZIONI
“L’impegno del servizio in questi ultimi anni è stato, e lo è tuttora, sostenere le famiglie del territorio e, in particolare, quelle in cui sono presenti persone con deterioramento cognitivo, demenza o Alzheimer – afferma Katia Pantarotto, responsabile del Servizio sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo -. Il nostro obiettivo è promuovere nel territorio una cultura dell’accoglienza e di attenzione verso l’altro, per rendere ogni luogo momento di socializzazione anche nella gestione delle attività quotidiane. Realizzare questo progetto con i ragazzi ha permesso ai nostri anziani di raccontarsi e di ascoltare mondi diversi, provando emozioni e profumi importanti, che spesso risalgono al loro passato”.