IL VIA LUNEDÌ 13 LUGLIO, ALLE 21 CON SEI VOCI POETICHE DEL NOSTRO TEMPO
Da sempre la Festa di poesia a Pordenone è luogo d’incontro tra voci diverse che, con i loro versi, scandiscono nella semplice bellezza del chiostro della Biblioteca Civica le parole per raccontare il nostro presente, il corpo, la memoria, le ferite e il desiderio. Promossa da Fondazione Pordenonelegge.it in collaborazione con il Comune di Pordenone nell’ambito dell’Estate in città, curata dal poeta Roberto Cescon con il direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta, la Festa di Poesia si rinnova nella serata di lunedì 13 luglio, dalle 21, e ospita quest’anno sei voci poetiche del nostro tempo: Veronica Chiossi, Ivan Crico, Sebastiano Gatto, Marco Marangoni, Francesca Piovesan e Giacomo Vit, autrici e autori che nell’ultimo anno hanno pubblicato il loro nuovo libro di poesia, aggiungendo tasselli importanti al personale lavoro sulla parola. Con Il coltello sul vassoio, Veronica Chiossi esplora il disamore, la violenza psicologica, la rinascita dopo l’abbandono, trasformando l’esperienza personale in una materia poetica tagliente e lucidissima. Seràie (2016-2026) di Ivan Crico indaga una realtà balorda, in cui l’idea stessa di giustizia viene sopraffatta e quindi le persone dimenticate dalla storia sono sempre di più. Sebastiano Gatto, ne I dì de San Mai, sceglie il veneziano come energia viva della lingua, che sembra nascere direttamente dal respiro delle calli, del lavoro, della fragilità contemporanea. Più meditativa è la traiettoria di Marco Marangoni: ne La voce e la distanza la poesia, sospesa tra pensiero e visione, si fa interrogazione sul tempo, sulla memoria culturale, sul senso stesso dello scrivere, tra echi di Petrarca, Leopardi e Hölderlin. Quella di Francesca Piovesan è una poesia che racconta se stessa e il suo cercarsi: ne L’obbedienza dell’acqua protagonista è infatti una parola che appare e dispare fino al non senso, e la poesia la vede, la perde, poi la rivede, nelle cose. Infine Giacomo Vit, voce centrale della poesia friulana contemporanea, torna con Dialics-Dialoghi, un libro che affronta il presente come un campo di rovine morali e linguistiche. La sua è una poesia corale, intessuta di molte voci, dove il friulano si fa strumento potentissimo di resistenza culturale e di interrogazione civile.

«Quella di Pordenone è una festa che ha saputo rinnovarsi e creare relazioni – osserva il co-curatore della Festa di Poesia Roberto Cescon – perché le parole della poesia si animano nel nostro sguardo, mostrandoci un altro luogo, al di là di ogni apertura, nel cuore di questa realtà che ci interroga». Accostiamoci allora alle traiettorie delle loro voci anche distanti, ma sempre tese a cercare una parola intima e attenta alle gravi domande che ci toccano. Ascoltiamo i poeti perché sono l’esempio di come la parola poetica unisca le vite in un dialogo che percorre il tempo e intona il presente alle nostre voci. Sarà una festa per mostrare che la poesia ritorna a stupirci ancora una volta come tutte le estati. La partecipazione è aperta liberamente a tutti. In caso di maltempo l’evento si terrà nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica.
FESTA DI POESIA 2026, AUTRICI E AUTORI PROTAGONISTI
Veronica Chiossi (Venezia 1979) si è laureata a Ca’ Foscari in Traduzione e Interpretazione con una tesi sull’opera di Federico García Lorca. Nel 2005 comincia a tradurre film e sceneggiature. Si trasferisce negli Stati Uniti, dove lavora come traduttrice e copywriter presso Apple e Bloomberg LP. Nel 2017 è ammessa al prestigioso Master for the Arts in Creative Writing della New York University. Ha tradotto Suzanne Lummis per il collettivo Le Ortique, di cui è una delle fondatrici. Ha pubblicato le raccolte poetiche Candeggina (Ensemble, 2019; Contropremio Carver per la Poesia, 2020) e Il coltello sul vassoio (Molesini, 2025).
Ivan Crico è nato a Gorizia nel 1968. Dal 2006 vive A Tapogliano, nell’aquileiese. Si dedica alla pittura laureandosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia ed esponendo in importanti gallerie e sedi museali. Parallelamente, dai primi anni Novanta collabora con i poeti Amedeo Giacomini, Gian Mario Villalta, Mario Benedetti e Pierluigi Cappello, con il quale ha ideato la collana di poesia La Barca di Babele . Scrive in lingua e nell’arcaico veneto bisiàc. Nel 2019 è uscita l’antologia L’antro siel del mondo (LietoColle-Fondazione Pordenonelegge), con introduzione di Giorgio Agamben, riedita nel 2023 da Ronzani. Tra le sue opere si segnala la versione integrale in bisiàc del Cantico dei Cantici (Al cant dei Canti, ACB, 2018), con prefazione del linguista Michele Cortellazzo. Con Graziella Chiarcossi ha curato la riedizione di I Turcs tal Friùl di Pier Paolo Pasolini (Quodlibet, 2019). Ha inoltre curato e tradotto, sempre per Quodlibet, opere di Biagio Marin e Amedeo Giacomini. Con l’antropologo Gian Carlo Gri ha studiato il fenomeno dei Benandanti nel Friuli goriziano nel volume Di prodigi segreti (2006). Con Luca Bresciani, Paolo Gera, Mario Marchisio e Paolo Pera ha curato l’antologia poetica Fissando in volto il gelo (2023). La sua poesia è apparsa su importanti riviste italiane e straniere ed è stata oggetto di numerosi studi critici.
Sebastiano Gatto vive a Mestre. Tra le sue raccolte di poesia: Padre vostro (Campanotto, 2000), Horse Category” (Il Ponte del sale, 2009), Voci dal fondo” (LietoColle – Pordenonelegge, 2015) e I dì de San Mai (Edizioni della Meridiana, 2025). Per Amos edizioni ha tradotto Memoria della neve e Poesie complete di Julio Llamazares, Abel Sánchez di Miguel de Unsmuno, Volverás a Región di Juan Benet. Per Il Ponte del sale, assieme a Ianus Pravo, ha tradotto, Peter Pan non è che un nome di Leopoldo María Panero. Ha anche scritto due romanzi brevi per Amos edizioni: Le sette biciclette di César (2012) e Blues delle zucche (2015). Dal 2017 al 2022 ha curato la collana di poesia A27 (Amos) assieme a Maddalena Lotter e Giovanni Turra.
Marco Marangoni, San Donà di Piave (VE), 1961, ha pubblicato i testi poetici: Tempo e oltre (Campanotto Editore, 1994); Dove dimora la luce (I quaderni del Battello Ebbro, 2002), da cui è stato tratto il melologo omonimo (in collaborazione con il compositore Mario Pagotto) per musica da camera (Velut Luna, 2002); Per quale avventura (Raffaelli Editore, 2007) – sette liriche di questo libro sono apparse in «Almanacco dello specchio» (Mondadori, 2006); Congiunzione amorosa (Moretti & Vitali, 2013); La passione degli anni, (Stampa 2009, 2018); Sentimentalissima luce (puntoacapo, 2021). È segretario e membro della giuria scientifica del “Premio di poesia San Vito al Tagliamento”.
Francesca Piovesan. Nata a Venezia, risiede a Pordenone. Insegna lettere al liceo. Per il «Gazzettino» ha condotto reportage culturali. Ha pubblicato quattro libri di poesia: Una vita, tante vite (Ladolfi 2015); La sospensione dei pensieri (ivi 2016); Il buio della scarpiera (ivi 2019) e L’obbedienza dell’acqua (Puntoacapo, 2026). Ha partecipato a numerosi Premi letterari in qualità di giurato e presidente di giuria. Scrive su diverse riviste.