Venerdì 10 luglio. alle 10.00

La “Ninfa di Aurisina” è la scultura scelta dall’Associazione Casa C.A.V.E. Contemporary Art VisoglianoVižovlje Europe per rappresentare il tema della 11ª edizione de L’Energia dei Luoghi. Festival del Vento e della Pietra: “Il diritto alla bellezza”. Per renderle omaggio, viene organizzata una visita guidata esclusiva “Nel tempio della Ninfa Aurisina”venerdì 10 luglio. alle 10.00, al Museo Revoltella Galleria d’Arte Moderna, a cura della conservatrice del museo Susanna Gregorat (numero massimo partecipanti: 25 persone. Per informazioni e prenotazione obbligatoria: +39 339 5081138 :+39 339 5081138 / [email protected]).

Il percorso di visita trarrà spunto dall’imponente gruppo scultoreo dell’artista milanese Pietro Magni (1858), commissionato da Pasquale Revoltella per celebrare il nuovo acquedotto della città, per soffermarsi poi su alcuni dettagli del magistrale progetto di Carlo Scarpa per la Galleria d’arte moderna (1963) suggeriti dalla sua visita alla cava di Aurisina.

Domenica 12 luglio, alle ore 11.00, alla Portopiccolo Art Gallery (Sistiana, Duino Aurisina) è invece in programma una visita guidata alla mostra Inseguire una Chimera a cura di Massimo Premuda, con la presentazione del libro Leonor Fini, da Trieste in poi, la prima biografia italiana sull’artista a firma del giornalista e scrittore Corrado Premuda, giornalista e scrittore scomparso prematuramente nel 2022. Un ritratto frutto di interviste, documenti e lettere che lo confermano come il più autentico in circolazione (coedizione Comunicarte Edizioni e Trieste Contemporanea). In mostra opere di Lenor Fini, Piero Lustig, David della Venezia, Quing Yue, Giordano Rizzardi e Greta Fila

La “Ninfa di Aurisina”

Il monumentale gruppo allegorico della Ninfa Aurisina fu terminato nell’aprile del 1858 a Milano, dove rimase esposto per un mese nello studio dell’artista Pietro Magni. Pasquale Revoltella, allora impegnato nell’edificazione della sua dimora a Trieste, per la quale si avvalse di artisti e di artigiani della più varia provenienza, individuò in Magni il più adeguato scultore alle sue esigenze di rappresentanza e prestigio personale. Ritenuto tra i protagonisti della Scuola di Milano e divenuto celebre con La leggitrice, presentata a Brera nel 1856, Pietro Magni realizzò la “fontana della Nabresina” in occasione dell’attivazione del nuovo acquedotto di Trieste, che subentrava a quello Teresiano (attivo dal 1751), ormai insufficiente alle esigenze della città ottocentesca, particolarmente estesa e popolata. Revoltella partecipò finanziariamente all’impresa, per la quale si era costituita nel 1855 una Società per l’acquedotto di Aurisina, presieduta da Carl Ludwig von Bruck, amico e socio di Revoltella in diverse iniziative commerciali. Pertanto ne fu a tal punto orgoglioso che volle ricordare l’evento mediante una prestigiosa opera d’arte, che fu collocata all’entrata della sua ricca dimora dal 26 giugno del 1858 e che ancora oggi è motivo di forte attrazione e stupore per i visitatori del Museo.

Il gruppo allegorico, più volte descritto e commentato negli anni (Gatta, Rovani e, localmente, Formiggini, Kandler, Revoltella, Scrinzi in Tre giorni a Trieste, 1858), è costituito dalle personificazioni della sorgente (la Ninfa Aurisina) e della città di Trieste, elegantemente adagiata sulle rive del mare, da un genietto alato con la torcia, che affianca la Ninfa all’uscita dalle rocce, e da due fanciulli colti nell’atto di abbeverarsi, che rappresentano il popolo e il ceto marinaro. L’opera rese celebre Revoltella ben oltre i confini cittadini, procurandogli notevoli consensi soprattutto nell’ambiente artistico milanese, al punto che nel 1858 venne a lui indirizzato il tradizionale Album dell’Esposizione di Belle Arti dell’editore Canadelli, con una lusinghiera dedica introduttiva (Masau 1995).