Il bollettino Excelsior-Unioncamere, che monitora mensilmente (e trimestralmente) i fabbisogni di assunzioni programmate dalle imprese del manifatturiero, del commercio e servizi e dell’agricolturariferito al mese di luglio 2026 indica 11.260 assunzioni programmate dalle imprese del Friuli Venezia Giulia (-380 nel confronto con lo stesso mese del 2025). Le previsioni per il trimestre luglio-settembre sono di 29.220 entrate, 2.050 in meno nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Va sottolineato che non si tratta di entrate “nette” in quanto andrebbero confrontate con le uscite previste nello stesso periodo.
Per il mese di luglio le assunzioni riguarderebbero principalmente il Terziario con 7.780 entrate (69,1% del totale), più in particolare il Commercio (1.440), i Servizi di alloggio, ristorazione e turismo (3.080), i Servizi alle imprese (2.170) e alle persone (1.200).
L’industria manifatturiera e le Public utilities prevedono 2.190 ingressi, le Costruzioni 810; per il settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca) la previsione è di 390 assunzioni.
Le imprese continuano a denunciare (53,0% dei casi) difficoltà nel reperimento delle figure professionali necessarie (34,1% per mancanza di candidati e 13,9% per l’inadeguatezza della preparazione). Il problema è acuto soprattutto per le posizioni di alta specializzazione: 93,2% per analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni, 73,9% per tecnici in campo ingegneristico, 70,0% per tecnici del settore sanitario. Tra gli operai specializzati risulta difficile reperire addetti soprattutto tra i fabbri ferrai costruttori di utensili (86,4%); tra le professioni non qualificate (servizi di pulizia, spostamento e consegna merci, agricoltura, costruzioni, ecc.) la difficoltà media risulta del 35,4%.
Gli entranti saranno assegnati principalmente nell’ Area produzione di beni ed erogazione servizio (5.350), in misura minore all’Area commerciale e della vendita (2.630).
Il dato che merita attenzione, pur nella sua dimensione contenuta, arriva dall’industria: 2.990 entrate programmate nel mese, +50 rispetto a luglio 2025. Un valore minimo, che va letto con tutte le cautele del caso trattandosi di previsioni, ma che rappresenta il primo segno positivo dopo molti mesi di flessione — e, soprattutto, un segnale che non arriva solo dalle costruzioni ma anche dalla componente manifatturiera, il comparto che da tempo attraversa la fase più complessa, stretto tra le tensioni geopolitiche internazionali e le trasformazioni tecnologiche, intelligenza artificiale in primis. Il confronto trimestrale per l’industria resta comunque negativo (-280).
I servizi programmano 7.880 entrate nel mese e 19.850 nel trimestre, in contrazione rispetto al 2025 (-410 nel mese). L’elaborazione del Centro Studi camerale evidenzia però che il calo non riguarda turismo e commercio: i due comparti mantengono previsioni occupazionali positive (+1,3% + 7,5% rispettivamente), segno di una maggiore fiducia degli imprenditori di questi settori. La filiera dell’alloggio, ristorazione e servizi turistici si conferma il primo comparto della regione con 3.080 ingressi programmati nel mese — oltre un quarto del totale — e 7.060 nel trimestre, mentre il commercio ne programma 1.440. Il settore primario prevede 390 entrate a luglio e 1.340 nel trimestre.
Le opportunità per i giovani fino a 29 anni restano diffuse, con il 37% delle assunzioni che interesseranno questa fascia d’età. Nell’82% dei casi le entrate previste saranno a termine, mentre il 18% avrà un contratto stabile (tempo indeterminato o apprendistato).
Difficoltà di reperimento: il mismatch tra domanda e offerta di lavoro raggiunge il 53%, in ulteriore crescita rispetto a giugno (49,6%). Tra le professioni più difficili da trovare per le imprese Fvg spiccano le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (84,8% di difficile reperimento), i meccanici, montatori, riparatori e manutentori (74,6%), gli operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni (74%), i tecnici in campo ingegneristico (73,9%) e i tecnici della salute (70%).
“Il dato dell’industria va letto con prudenza: è un mese, sono previsioni, non basta certo a parlare di inversione di tendenza — commenta il presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo —. Ma dopo molti mesi di segno negativo è un segnale di fiducia che vogliamo cogliere, anche perché non arriva solo dalle costruzioni ma pure dalla manifattura, cioè dal comparto che sta attraversando il momento più complesso, tra uno scenario geopolitico internazionale che continua a generare incertezza e a far lievitare costi di energia e logistica, e trasformazioni tecnologiche profonde. Positivo anche il quadro di turismo e commercio, che non partecipano al calo dei servizi: la stagione estiva nel vivo e i saldi in avvio si riflettono in previsioni occupazionali fiduciose da parte degli imprenditori. Strutturale resta la difficoltà di reperimento, che tocca ormai più di un profilo su due e colpisce proprio le figure più specializzate: tecnici, manutentori, professioni sanitarie, operai qualificati dell’edilizia. La risposta più concreta continua a essere la formazione tecnica superiore: gli Its Academy preparano giovani immediatamente richiesti dalle imprese per le loro specializzazioni, e su questo fronte il nostro impegno non verrà meno. Sotto tutto questo c’è la sfida dell’intelligenza artificiale, che nella manifattura incide particolarmente, già oggi, in modo rilevante e alimenta parte dell’incertezza che le imprese vivono. Non va subita né temuta: va studiata, gestita e utilizzata come leva di competitività, ricordandosi sempre di mettere al centro le persone. Le tecnologie devono valorizzare il lavoro e le competenze, non sostituirle”.
“Analizzare il mercato del lavoro continua ad essere la giusta via per comprendere quali siano i correttivi più opportuni sui quali puntare”: per Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, la rilevazione mensile va intesa come uno strumento utile alla programmazione. “Nella nostra regione – prosegue – le norme a sostegno dell’innovazione, del talento e dell’occupazione sono un utile strumento che si affianca ad altre azioni nazionali che stiamo censendo proprio per poter offrire ai giovani un panorama completo delle varie opportunità esistenti in ambito nazionale da poter affiancare alle azioni regionali. La formazione è decisamente la chiave di volta per dare risposte concrete alla richiesta occupazionale, ma è altrettanto determinante per le scelte di un giovane capire dove iniziare a mettere radici senza rinunciare a vivere il suo tempo per i troppi costi da affrontare. Vi è poi la necessità di una sempre maggiore flessibilità degli orari di lavoro perché per le nuove generazioni la qualità della vita è al primo posto nella definizione del proprio percorso lavorativo”.