Dopo una lunga e complessa fase amministrativa, la nuova scuola secondaria di primo grado “Marchetti” entra finalmente nella fase operativa. Questa mattina il sindaco Massimiliano Petri ha accompagnato l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, insieme ai tecnici e alla direzione lavori, in un sopralluogo al cantiere che segna simbolicamente l’avvio della nuova stagione dell’opera. Nei prossimi giorni prenderanno infatti il via le demolizioni previste dal nuovo appalto, mentre la conclusione dei lavori è fissata dal cronoprogramma entro il 30 giugno 2027, con l’obiettivo di consentire il rientro degli studenti già dall’inizio dell’anno scolastico 2027/2028.
Quella delle Marchetti è stata una delle vicende più difficili affrontate dall’Amministrazione comunale. L’intervento, inizialmente finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si era infatti bloccato a seguito dell’abbandono del cantiere da parte della precedente impresa appaltatrice. Una situazione che ha imposto al Comune un faticoso percorso amministrativo e legale per arrivare alla risoluzione del contratto, alla rinuncia al finanziamento PNRR e alla predisposizione di una nuova gara.
“Quella che abbiamo trovato è stata una situazione estremamente complessa per il nostro territorio – ha spiegato il sindaco Massimiliano Petri –. Abbiamo dovuto affrontare un percorso lungo e delicato per liberarci dal precedente contratto, rinunciare al PNRR e creare tutte le condizioni per poter ripartire. Oggi però credo sia davvero un momento importante, perché possiamo dire di aver voltato pagina e di aver avviato ufficialmente una nuova fase per la scuola Marchetti.”
Determinante è stato il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, che non si è limitata a garantire le risorse economiche necessarie, ma ha affiancato il Comune anche nella gestione della nuova procedura di gara. “Non è stato soltanto un aiuto finanziario – ha proseguito Petri –. La Regione ci ha supportato concretamente anche nella predisposizione della gara d’appalto. Per un Comune delle nostre dimensioni affrontare procedure di questa complessità non è semplice. Il lavoro svolto insieme ha permesso di arrivare fino a questo risultato e desidero ringraziare l’assessore Amirante, la Direzione centrale Infrastrutture e tutti i tecnici regionali che ci hanno accompagnato in questi mesi.”
L’assessore regionale Cristina Amirante ha sottolineato come il caso di Campoformido rappresenti un esempio concreto del ruolo svolto dalla Regione nel garantire la continuità delle opere pubbliche quando eventi indipendenti dalla volontà delle amministrazioni locali rischiano di comprometterne la realizzazione. “L’impresa affidataria ha abbandonato il cantiere e non è stato possibile salvaguardare il finanziamento PNRR. Per questo la Regione ha deciso di sostituire integralmente le risorse europee con fondi regionali, consentendo al Comune di bandire una nuova gara e di far ripartire rapidamente i lavori. Il nostro sostegno ai Comuni durante l’attuazione del PNRR è stato costante: abbiamo anticipato risorse, contribuito a coprire l’aumento dei costi dovuto al rincaro dei materiali e, nei casi più complessi come questo, siamo intervenuti direttamente per assicurare la prosecuzione delle opere.”
L’intervento regionale ha previsto due distinti finanziamenti per un valore complessivo di circa 6,4 milioni di euro, che, sommati alle altre risorse, portano il valore complessivo dell’opera a circa 7 milioni di euro. Contestualmente, la Direzione centrale Infrastrutture ha affiancato il Comune nella predisposizione della nuova gara, la cui graduatoria è stata definita nei giorni scorsi evidenziando l’Adriacos SPA di Latisana come vincitrice dell’appalto.
Per il sindaco Petri il valore dell’opera va ben oltre l’aspetto economico. “Parliamo certamente di uno degli investimenti più importanti per Campoformido, ma il peso più grande è quello sociale. Oggi i nostri ragazzi frequentano la scuola a Pozzuolo del Friuli e desidero ringraziare ancora una volta quell’Amministrazione per la disponibilità dimostrata. Il nostro obiettivo è riportare gli studenti sul territorio nel più breve tempo possibile. I 336 giorni previsti dal cronoprogramma rappresentano una vera corsa contro il tempo, ma sono anche la prospettiva concreta di restituire ai nostri ragazzi una scuola nuova e moderna.”
Il nuovo edificio sarà realizzato con metodologia BIM (Building Information Modeling) e secondo lo standard ZEB (Zero Emission Building), con elevati livelli di efficienza energetica, impianto fotovoltaico, piena accessibilità e i più avanzati requisiti di sicurezza sismica. Sorgerà su un unico livello e ospiterà sette aule, laboratori e tutti gli spazi necessari ad accogliere i 139 studenti della scuola secondaria di primo grado.
“L’investimento sulle scuole significa investire sul futuro delle nostre comunità – ha concluso Amirante –. Continueremo ad essere al fianco degli enti locali anche nella nuova programmazione dell’edilizia scolastica, perché offrire agli studenti edifici moderni, sicuri, sostenibili e a emissioni zero significa migliorare concretamente la qualità dell’istruzione.”
Per Campoformido, la ripartenza del cantiere rappresenta il segnale concreto che una vicenda complessa, rimasta per lungo tempo in una situazione di stallo, ha finalmente ritrovato una direzione chiara. Dopo mesi di lavoro amministrativo, istituzionale e tecnico, il territorio può ora guardare con fiducia all’obiettivo di riportare i propri studenti nella nuova scuola entro l’inizio dell’anno scolastico 2027/2028.