Sviluppare e rafforzare la già intensa collaborazione tra l’Università di Udine e la fondazione regionale Agrifood FVG nei comparti dell’agroalimentare e della bioeconomia per orientarli all’innovazione dell’ecosistema territoriale. È stato questo il tema al centro dell’incontro tra il rettore dell’Ateneo friulano, Angelo Montanari, e il presidente della Fondazione, Pier Giorgio Sturlese.
«La collaborazione con Agrifood FVG conferma il ruolo dell’Università di Udine – ha detto il rettore Angelo Montanari – quale partner strategico per l’innovazione e il consolidamento del sistema agroalimentare regionale. Ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico sono gli strumenti con cui contribuiamo a rafforzare la competitività delle filiere e ad accompagnarne la transizione verso modelli di sviluppo bio-economici sempre più sostenibili nel nostro territorio» ha sottolineato il rettore.
«Entrambe le nostre istituzioni sono impegnate a seminare per il futuro della nostra comunità e del nostro territorio in settori che saranno sempre più strategici perché andranno a determinare l’autonomia alimentare, la valorizzazione delle eccellenze e la qualità dell’ambiente – ha dichiarato il presidente Pier Giorgio Sturlese –. Pur se giovane, Agrifood FVG ha già maturato un’ampia esperienza da condividere anche con l’ateneo friulano. Siamo inoltre pronti a dare il nostro contributo di know-how a Sistema Friuli, il laboratorio di idee promosso dall’Università di prossimo avvio».
In particolare, la partnership punterà sull’alta formazione e sulla disseminazione tecnico-scientifica, al supporto delle piccole e medie imprese, delle filiere circolari e della sostenibilità del “food system”. Protagonista di questa collaborazione è il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, punto di riferimento regionale nella didattica, nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in questi settori.
Per il dipartimento erano presenti anche il direttore, Edi Piasentier, e Daniele Zuccaccia, docente di chimica inorganica e componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione in rappresentanza dell’Ateneo. Rapporti si stanno intessendo anche con i dipartimenti di Scienze economiche e statistiche e di Medicina.
La Fondazione gestisce il cluster regionale dedicato all’agroalimentare e alla bioeconomia. Promuove l’evoluzione competitiva del sistema produttivo nazionale e locale e l’assistenza alle imprese del settore agroalimentare e bioeconomico che operano in Friuli Venezia Giulia. Soprattutto con riguardo al supporto tecnologico, alla progettazione, allo sviluppo e all’attuazione di progetti innovativi. La Fondazione è anche impegnata in numerosi progetti di carattere europeo e, per conto della Regione, gestisce tutti gli aspetti tecnici del marchio di territorio “Io Sono Fvg”.
Rapporti consolidati
L’Università di Udine fin dalla sua costituzione è socio istituzionale di Fab Fvg. Oltre a Zuccaccia nel Cda, è presente nel Comitato tecnico scientifico con Maria Cristina Nicoli, docente di Scienze e tecnologie alimentari. Partecipa inoltre ai 12 gruppi di lavoro della Fondazione, referente per l’Ateneo, è Stefano Bovolenta, docente di Zootecnica speciale. Ateneo e Fondazione hanno partecipato congiuntamente alla costituzione del primo Distretto del cibo in regione e sono presenti nel Polo formativo agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. Per entrambi il referente è Federico Nassivera, docente di Economia agraria.
I progetti europei
Le due istituzioni lavorano insieme anche in tre progetti finanziati da fondi europei. “Foodis”, con la Fondazione capofila, che punta a innovazione di filiera, logistica sostenibile, digitalizzazione, sicurezza alimentare e supporto alle imprese nelle catene del valore del cibo con la regione la Carinzia. C’è poi il progetto “Dairy+”, in cui Ateneo e Fondazione sono partner, il cui obiettivo di creare tra Italia e Slovenia modelli condivisi e replicabili di bioeconomia circolare per i sottoprodotti lattiero-caseari. Il terzo progetto è “bioRevolut”, che vede Fondazione e Università impegnate a lavorare insieme sui temi della bioeconomia alpina, a partire dalla biomassa lignocellulosica.