Sarà il Palazat, sede comunale di Cavasso Nuovo e del Museo ERPAC dell’Emigrazione “Diogene Penzi”, ad ospitare domenica 26 luglio alle 10.00 nella Sala Convegni l’incontro dedicato al “Taccuino del Ritorno”, pubblicazione promossa dalla Storica Società Operaia di Pordenone nell’ambito di “Vite forestiere”, percorso culturale focalizzato sulla storia dell’emigrazione regionale.
Il progetto editoriale del “Taccuino”, coordinato da Chiara Aglialoro, è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli, e conta su un partenariato formato dalle Associazioni attive nei rapporti con i corregionali all’estero (Ente Friuli nel Mondo, EFASCE Pordenonesi nel Mondo, Associazione Giuliani nel mondo, Unione Emigranti Sloveni del FVG, ERAPLE), la Società Filologica Friulana, ERPAC FVG con l’Archivio della memoria dell’emigrazione AMMER, PromoTurismoFVG, GO! 2025 & Friends e il coordinamento regionale di ITALEA, programma nazionaledel Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che opera nell’ambito del “turismo delle radici”. Tra i partner figura anche la rete regionale degli Ecomusei, fra i quali “Lis Aganis” – Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, che collabora all’evento, con il patrocinio del Comune di Cavasso Nuovo.
“Il Taccuino del Ritorno” si propone come una sorta di “guida sentimentale” del Friuli Venezia Giulia rispetto agli obiettivi di promozione del territorio, ma anche di recupero del filo dei ricordi presso gli italodiscendenti all’estero. Per questo i percorsi di cui si compone hanno un carattere molto “personale”, essendo scelti e raccontati da testimoni locali che in molti casi hanno sperimentato da vicino vicende legate all’emigrazione. Nell’incontro di Cavasso sarà Erika Di Bortolo Mel la testimone che proporrà il suo itinerario della memoria, lungo le orme del prozio Ermenegildo Bertolo, partito da Maniago per l’America prima della grande Crisi del ’29. “Nei luoghi delle Aganis” ripercorre i paesaggi correlati al suo vissuto e alle tradizioni popolari dell’area montana della Destra Tagliamento, oggetto degli studi di Bortolo Mel, antropologa e ricercatrice.
La scelta del Palazat di Cavasso Nuovo è particolarmente significativa per la valenza che il Museo dell’Emigrazione ERPAC ha rispetto al tema del progetto: situato all’ultimo piano, conta circa 400 fotografie, documenti e oggetti organizzati in dodici sezioni che raccontano i molteplici aspetti del “lâ pal mont” (“andare per il mondo”) e offrono un quadro ampio dei flussi e delle destinazioni migratorie dei lavoratori del Friuli Occidentale (visitabile il giovedì e venerdì mattina dalle 10 alle 13 e nei fine settimana con orario 10-13 e 15-17).
La presentazione del “Taccuino del Ritorno” è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Al termine sarà possibile visitare il Museo.
Gradita la prenotazione ai recapiti dell’Associazione Lis Aganis – Ecomuseo delle Dolomiti Friulane APS con sede a Maniago (tel. 0427 764425 – [email protected]).
Per informazioni: www.somsipn.it