Una grande artista e intellettuale dimenticata purtroppo da una cultura che ha cancellato il valore e lo spessore del lavoro intellettuale femminile

16 e 17 agosto: in programma due reading musicali dedicati alla musicista, compositrice e pioniera dell’etnomusicologia Ella von Schultz Adaïewsky nel centenario della morte. Entrambe le serate hanno per voce recitante Astra Lanz, nota al grande pubblico per il ruolo di suor Maria in Don Matteo, che proporrà alcuni stralci dalle sue opere dedicate proprio ai luoghi degli eventi.

Il primo appuntamento è domenica 16 agosto alle 18.00 all’Osteria Alla Speranza di San Giorgio di Resia e trova il sostegno del Comune di Resia, del Gruppo Folkloristico “Val Resia”, dell’Ecomuseo Val Resia ed è organizzato dall’Associazione Sergio Gaggia in collaborzione con il Festival Folkest all’interno della rassegna ODMEVI/Echi. A supportare Astra Lanz nella lettura da Un voyage à Résia, lo stesso Gruppo Folkloristico “Val Resia”.

Il secondo è in programma lunedì 17 agosto alle 19.00 nella chiesa di Santa Maria a Liessa di Grimacco, con Cristina Del Tin soprano e Andrea Rucli al pianoforte sempre al fianco di Astra Lanz.

I due reading ripercorrono i viaggi di ricerca che Ella compì nel Friuli montano — in Val Resia nel 1883, nelle Valli del Natisone nel 1894 — sulle tracce di canti e tradizioni che seppe leggere con occhio nuovo e con decenni di anticipo sui metodi della moderna etnomusicologia, dimenticata purtroppo dalla storia e da una cultura che non ha mai riconosciuto il valore e lo spessore del lavoro intellettuale femminile. Il progetto nasce dall’Associazione Gaggia, sotto la direzione artistica dello stesso Rucli.

A questi eventi ne seguiranno altri, non solo in regione, per ricordare adeguatamente la figura di Ella Von Schultz Adaïewsky.

Ella von Schultz Adaïewsky fu una musicista a tutto tondo — pianista, compositrice raffinata e soprattutto pioniera dei primi studi etnomusicologici di stampo moderno. Nata a San Pietroburgo nel 1846 da una famiglia tedesco-baltica, studiò presso il neonato Conservatorio della capitale russa e frequentò molti protagonisti della scena musicale europea del secondo Ottocento, suonando più volte alla presenza dello zar Alessandro II. Fu una figura fuori dal comune che dovette subire in vita e post mortem pregiudizi di genere e sessismo tali da determinarne un rapido oblio, riscattato solo dal lavoro degli studiosi più recenti. Basti ricordare che per poter pubblicare dovette utilizzare l’espediente di usare come cognome Adaïewsky invece di Adaïewskaia, come stabilivano le regole del tempo, mascherando il proprio nome dietro una lettera maiuscola puntata: E. von Schultz Adaïewsky.

Al centro della sua parabola meno nota stanno i due viaggi nel Friuli montano. Il primo, nell’autunno del 1883, la portò in Val Resia in veste di proto-etnomusicologa, quando questa scienza era ancora agli albori: vi arrivò per studiare la cultura musicale tradizionale di un popolo delle Alpi Giulie di cui aveva colto immediatamente le straordinarie peculiarità. Quel viaggio confluì in un grande trattato che, per ragioni ignote, non venne mai pubblicato, ma la cui dovizia di particolari assume oggi, a oltre un secolo di distanza, una rilevanza umana e scientifica notevole. Fondamentale è stato in questo senso il rinvenimento, nel 2009, di Un voyage à Résia, frutto proprio di quella spedizione: un lavoro di profondità e completezza tali che molti studiosi concordano nel riconoscervi l’anticipazione, di decenni, di concetti e metodi della moderna etnomusicologia.

Il secondo viaggio, nell’estate del 1894, la condusse a piedi nelle Valli del Natisone insieme al grande linguista polacco Jean Baudouin de Courtenay.
Il diario di quell’escursione scientifica divenne un feuilleton, pubblicato poco dopo a Praga sulla rivista Politik.

Ne emerge l’incontro con una valle tutt’altro che arretrata, paragonata a un certo punto addirittura all’ultima Thule, la mitica terra in cui “si mangiano cibi squisiti e si beve l’idromele, misto di erbe rare e miele, dove tutto è pace e armonia, e dove, terminato il periplo avventuroso, si trova la felicità dell’approdo”. Dalla parrocchia di Cosizza, con le sue arcaiche liturgie, il racconto tocca Liessa e Drenchia per concludersi con la testimonianza, raccolta dalla voce di tre bambine, di quel canto spontaneo a più voci per cui le Valli del Natisone erano celebri nell’Ottocento. Le letture di Astra Lanz saranno contrappuntate da musiche della compositrice, eseguite da Andrea Rucli al pianoforte e da Cristina Del Tin, soprano. Il concerto è gratuito per gli abitanti del comune di Grimacco.