Un’analisi di Casinos.com su cinque anni di ricerche Google misura la domanda di gioco illegale regione per regione. Sullo sfondo, un mercato nero che in Italia vale 3 miliardi di euro l’anno.
In Friuli-Venezia Giulia la ricerca del gioco online fuori dal circuito legale si concentra soprattutto sui casinò collegati a Telegram. Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su cinque anni di dati Google Trends, dedicata a quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per raggiungere piattaforme prive di licenza italiana.
Il piazzamento più alto arriva dalla ricerca “Telegram casino“, dove la regione ottiene 66 punti e si colloca al quinto posto, alla pari con Puglia, Campania, Calabria, Toscana, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, dietro il gruppo di testa formato da Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Lazio, tutte a quota 100. Chi digita quelle due parole cerca canali Telegram gestiti da casinò senza concessione: spazi in cui vengono diffusi bonus, promozioni e collegamenti per accedere al sito privo di licenza italiana.

Quindicesimo per i “casinò non AAMS”, sedicesimo per i “trucchi slot”
Nelle altre graduatorie il Friuli-Venezia Giulia si colloca più indietro. Sulla ricerca “casinò non AAMS“, la formula più utilizzata per individuare gli operatori senza licenza in Italia, ottiene 68 punti e il quindicesimo posto, alla pari con il Veneto, in una classifica guidata dalla Basilicata (100). Su “trucchi slot” i punti sono 20, sedicesimo posto alla pari con l’Emilia-Romagna, mentre la regione non compare nella graduatoria dei “casinò stranieri”, ristretta a cinque territori.
Il piazzamento sulla ricerca legata a Telegram merita un’attenzione particolare. Secondo il secondo report dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus, a ciascun sito di gioco illegale ben posizionato corrisponde un canale sulla piattaforma di messaggistica, con community che in alcuni casi superano le decine di migliaia di iscritti, utilizzate dagli operatori per mantenere il contatto con i giocatori e comunicare loro i nuovi indirizzi attivi dopo l’oscuramento di un dominio.

Un mercato nazionale da 3 miliardi l’anno
Le ricerche analizzate si inseriscono in un contesto di dimensioni rilevanti. Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo di euro nel semestre e circa 3 miliardi su base annua.
Si tratta inoltre di un circuito difficile da contrastare: a ogni dominio oscurato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ne subentra in poche ore un altro identico, che conserva i dati di registrazione e il saldo degli utenti, mentre le community su Telegram provvedono a comunicare i nuovi indirizzi. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell’età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite.

Il commento
“I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. “Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore”.

Metodologia
L’analisi è stata condotta da Casinos.com sui dati Google Trends degli ultimi cinque anni, limitatamente alle ricerche effettuate dall’Italia, per quattro parole chiave: “casinò non AAMS”, “trucchi slot”, “Telegram casino” e “casinò stranieri”. I punteggi, compresi tra 0 e 100, esprimono l’interesse relativo di ciascuna regione e non valori assoluti. Le regioni che non compaiono in una graduatoria non registrano un volume di ricerche sufficiente. I volumi mensili citati sono stimati tramite Ahrefs.