È dall’inizio del 2026 che Pieve di Cadore, la piccola città immersa tra le dolomiti bellunesi, celebra sotto il titolo “TITIANUS CADORINUS 1576- 2026” i 450 anni dalla morte del suo più illustre cittadino, con un articolato progetto espositivo promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore con il Comune di Pieve di Cadore – la mostra “Tiziano e il Paesaggio”, curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa con l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, è in corso fino al 18 ottobre – ma anche con la riapertura della restaurata Casa Natale dell’artista e tantissimi continui appuntamenti, incontri, studi e itinerari che proseguiranno anche in autunno.
A rafforzare le proposte anche il cartellone sorprendente dell’“Estate Tizianesca 2026”, rassegna promossa dal Centro Studi Tiziano e Cadore, giunta alla 22esima edizione e divenuta ormai un punto di riferimento per la conoscenza di Tiziano, del Rinascimento e del territorio cadorino e veneto, con le sue bellezze storico-artistiche e paesaggistiche.
Ma in questo funambolico e scoppiettante anno è il 27 agosto la data da non dimenticare.
In questo giorno di fine estate del 1576, ormai sulla soglia di novant’anni e con la peste che dilania la città, Tiziano muore nella sua abitazione-studio al Biri Grande a Venezia, “amalato de febre”; qualche mese più tardi, nel Lazzareto Vecchio, anche l’amato figlio Orazio verrà a mancare.
Il grande vecchio è all’apice del successo. Ha viaggiato in tutta Europa, è stato pittore ufficiale della Serenissima, pittore di corte di Carlo V e di Filippo II di Spagna, ha rinnovato la pittura europea.
La sua fama era tale, che nonostante le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, gli vengono accordati i funerali a San Marco e la sepoltura nella Basilica dei Frari, dove nel 1852 in suo ricordo verrà inaugurato il monumentale cenotafio voluto dall’Imperatore d’Austria, su progetto di Luigi Zandomeneghi e figlio.
Nella città lagunare che lo aveva accolto e fatto conoscere al mondo, nel monumentale sepolcro che ne trasmette la memoria, Tiziano siede al centro di un arco trionfale con a fianco due emblemi della sua arte: il Genio alato del Sapere e la Natura Universale, una fanciulla coronata che viene disvelata dallo stesso pittore, riferimento perenne alla sua abilità nel riprodurre la natura e nell’averne riconosciuto valore narrativo e protagonismo in pittura, proprio il tema al centro dell’esposizione in corso presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, nella piazza che porta il suo nome, e ricordato indirettamente anche nella collaterale mostra sui “Paesaggi Cadorini negli acquarelli di Josiah Gilbert”.
Nel paese dove Tiziano è nato e dove, secondo il pittore Tizianello suo discendente e biografo, egli avrebbe ordinato “morendo.. di essere sepolto nella chiesa Arcidiaconale della sua Patria” (“Breve compendio alla vita di Tiziano”, 1662), non restano tombe ma la Casa Natale del XV secolo, con la sua tipica e originale struttura, e “il testamento” forse più intimo, sorta di omaggio alla famiglia, agli affetti e alla sua terra: la piccola pala conservata nella Chiesa Arcidiaconale di Santa Maria Nascente.
La “Madonna col Bambino tra i Santi Tiziano e Andrea” (1560, ante 1568), sottoposta a indagini e restauri nel 2023 su iniziativa della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, è stata riconosciuta grazie a queste ricerche interamente di mano di Tiziano. senza l’ausilio della bottega.
Donata dallo stesso artista alla sua città, destinata alla cappella dei Vecellio e realizzata probabilmente nel 1560 anno della morte del fratello Francesco, la piccola tela dal tono riflessivo e di devozione privata – un gesto di commiato e amore – custodisce un prezioso autoritratto del grande artista, che si raffigura dimesso e umile con in mano il pastorale, e nei due santi ai lati della Madonna i ritratti dello stesso fratello Francesco e probabilmente del figlio Pomponio, destinato alla carriera ecclesiastica ma scapestrato e vero cruccio di Tiziano.
Sarà infatti Pomponio, dopo aspre contese giudiziarie ( Tiziano lo aveva estromesso dal testamento), ottenuto il riconoscimento della proprietà dei beni immobili del Maestro in Cadore e a Venezia, ad avviare la dispersione degli stessi e la vendita della Casa Natale di Pieve.
Il 27 agosto dunque Pieve di Cadore (Magnifica Comunità di Cadore, Comune di Pieve di Cadore e Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore sempre con il fondamentale sostegno della D.M.O. Dolomiti Bellunesi) ricorderà l’anniversario con alcuni coinvolgenti e originali appuntamenti tra teatro, riflessione critica e musica, a scavare nella grandezza dell’artista e nel clima e contesto drammatico della sua morte.
In una giornata che vedrà presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore anche il servizio filatelico temporaneo con Bollo speciale dedicato all’anniversario effettuato da Poste Italiane (dalle 14.00 alle 19.00) e la degustazione del gelato artigianale “Rosso Tiziano” (ore 16.30), originale creazione del maestro gelatiere Fausto Bortolot, appuntamenti da non perdere saranno: la presentazione del volume “La vita di Tiziano” di Antonio Chiades (Ed. Antiga) con Andrea Simionato e Andrea Bellieni e con un monologo dell’autore con accompagnamento musicale di Lorenzo Tonon (ore 11 Casa di Tiziano detto l’Oratore) e il debutto in prima assoluta di “Mentre Venezia muore: l’ultimo voto di Tiziano. La Pietà e la peste del 1576” (ore 18.30 Auditorium Cos.mo) inedita lettura scenica di e con Matteo Melchiorre accompagnato dalle azioni musicali di Nelso Salton (contrabbasso) e Tommaso Sogne (percussioni).
Melchiorre direttore del Museo Giorgione, Biblioteca e Archivio Storico di Castelfranco Veneto da anni si muove tra ricerche e studi sul Rinascimento e scrittura letteraria capace di trasformare le fonti in narrazione, senza mai tradirle.
Nei 450 anni dalla morte, non una conferenza, non uno spettacolo convenzionale dunque ma una forma originale in cui ricerca storiografica, narrazione e teatro s’intrecciano senza soluzione di continuità e in cui, attraverso un intrico di fonti e documenti, riemerge il respiro affannoso di una città che muore e di un artista che fino all’ultimo, lavorando alla sua sconvolgente Pietà, cerca la grazia dentro la materia stessa della pittura: nei bruni, nei grigi, nei neri e negli improvvisi bagliori di luce dell’ultimo Tiziano.
La giornata si chiuderà simbolicamente con un emozionante “Requiem per Tiziano” presso la Chiesa Arcidiaconale di S. Maria Nascente (ore 21.00) con l’Ensamble Odhecaton diretto da Paolo Da Col.
La mostra “Tiziano e il Paesaggio” sarà aperta per l’occasione con orario continuato dalle 10.00 alle 21.00
Info: www.magnificacomunitadicadore.it – tel 0435 32262
