Le testimonianze dei visitatori confermano il fascino di un luogo ancora vivo, tra storia europea e linguaggi contemporanei. Lanciato il nuovo filmato che sostiene la promozione e racconta l’atmosfera del Castello.

Il maniero della famiglia della Torre e Tasso chiude il primo semestre del 2026 con un bilancio positivo registrando tra giugno e luglio un aumento dei visitatori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

«Arrivano turisti americani, polacchi e slovacchi, mentre sloveni e austriaci si confermano una presenza fissa», osserva il principe Dimitri della Torre e Tasso, da dieci anni alla guida del Castello, aperto al pubblico dal 2003. «Accanto agli stranieri non mancano i visitatori italiani e i triestini, stanno riscoprendo il maniero come meta per una gita domenicale o come tappa di un itinerario tra Trieste, Miramare, Sistiana e il Sentiero Rilke. Il quadro generale è incoraggiante e ci auguriamo di chiudere l’anno con risultati significativi. Molti arrivano anche con il nuovo servizio del Delfino Verde che ho trovato un’iniziativa davvero interessante e positiva anche per il Castello».

UN NUOVO VIDEO APRE LE PORTE DEL CASTELLO – A sostenere la promozione del sito contribuisce ora anche un nuovo video, che verrà trasmesso anche sugli schermi degli infopoint di PromoTurismoFVG. Una sorta di invito a entrare in punta di piedi in una casa ancora abitata, ricca di storia. Il racconto visivo mette in dialogo gli scorci sul Golfo di Trieste, la pietra, la luce che attraversa le sale, gli arredi, i documenti, il giardino e le testimonianze lasciate dai protagonisti che nei secoli hanno frequentato il Castello.

Le immagini restituiscono la sensazione che si ha quando si entra al Castello di Duino: quella di trovarsi non soltanto in un museo, ma in una dimora viva, nella quale la storia sembra camminare a fianco dei visitatori che si muovono tra le 18 sale visitabili. Esattamente come se uno degli illustri ospiti del passato – dalla principessa Sissi a Mark Twain, da Franz Liszt a Eleonora Duse, da Rainer Maria Rilke a Gabriele D’Annunzio – fosse uscito pochi istanti prima per raggiungere il cortile o affacciarsi sul mare. Tra le immagini si possono scorgere anche le installazioni di “Pezzi di Storia”, realizzate con oltre 350mila mattoncini LEGO. Inserite in forma permanente nel percorso espositivo, accompagnano la visita, come piccole finestre contemporanee aperte sulla storia. Le opere raccontano personaggi, episodi e simboli legati al Castello: dai ritratti della famiglia della Torre e Tasso alla figura di Rainer Maria Rilke, fino alla Bora.

I RACCONTI DEI TURISTI – Oltre al Castello, è proprio questo incontro con le installazioni a colpire molti turisti. Una giovane coppia della provincia di Cuneo racconta di avere scoperto il Castello cercando informazioni sul Sentiero Rilke. «Ci hanno colpito la vista, il bunker e gli arredi interni. Tra le installazioni ci è piaciuta soprattutto la statua di Rainer Maria Rilke, bellissima, e poi la scena della Bora». Il Castello, assicurano, sarà consigliato anche agli amici appassionati di LEGO.

Tre ragazze slovene, Gaia, Pilar ed Evelin, due delle quali erano già state a Duino in primavera, hanno invece deciso di ritornare per accompagnare un’amica. «Ci era piaciuto moltissimo», spiegano. Oltre al panorama e alla storia, hanno apprezzato la libertà del percorso, che consente a ciascuno di procedere con il proprio ritmo. A sorprenderle sono stati soprattutto i ritratti in mattoncini. «Quello della principessa Marie sembra un ritratto tradizionale: non ci si accorge che è costruito con i LEGO finché non ci si avvicina. Le installazioni sono davvero un’idea creativa».

Dalla Germania arriva Carl Erik, 47 anni, in viaggio con la famiglia. A suggerirgli il Castello di Duino è stato un amico. «Qui si percepisce davvero che il Castello è un crocevia di culture europee e di storia. Ho apprezzato molto il fatto che non sia soltanto un museo, ma un luogo ancora abitato e vissuto».

Claudio, 64 anni, arrivato da Narni con la moglie e ospite a Sistiana, sottolinea il valore storico e internazionale del sito: «Ci ha colpito l’importanza del Castello, il suo ruolo nel mecenatismo e l’ospitalità offerta ad artisti e reali provenienti da tutta Europa».

Sara e Francesco vengono da Fermo, nelle Marche; sono già stati tanti anni fa al Castello, ma oggi sono tornati perché ci tenevano a portare i loro figli, Leonardo e Lorenzo: «Le installazioni con i LEGO sono tutte belle», raccontano i bimbi, ma quella che gli ha colpiti di più, si scopre, è la riproduzione del Castello realizzata con oltre 155mila mattoncini LEGO che accoglie i visitatori all’ingresso.

 www.pezzidistoria-duino.it

 www.castellodiduino.it