Il Gruppo promuove una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e persona attraverso il libro “Il sé digitale” di Vittorio Gallese.

Sostenere la cultura significa investire nelle persone e nella capacità di interpretare i cambiamenti. È questa visione che ha portato ErgonGroup a sostenere Pordenonelegge, tra i più importanti appuntamenti culturali italiani, scegliendo di accompagnare la presentazione del libro Il sé digitale del neuroscienziato Vittorio Gallese.

Un incontro che si inserisce pienamente nella filosofia del Gruppo, da oltre vent’anni impegnato nell’accompagnare imprese, organizzazioni e persone nei percorsi di crescita e cambiamento attraverso servizi di consulenza strategica e digitalizzazione, di formazione, e di ricerca e selezione del personale. La scelta di sostenere Pordenonelegge nasce dalla convinzione che, in una fase di profondi cambiamenti tecnologici e sociali, il confronto tra cultura, ricerca, impresa e comunità sia fondamentale per comprendere il presente e costruire il futuro.

Ed è proprio il rapporto tra tecnologia e dimensione umana il tema al centro del libro Il sé digitale del neuroscienziato Vittorio Gallese, un’opera che affronta le trasformazioni prodotte dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale, interrogandosi sul futuro delle relazioni, del lavoro e dell’identità personale.

“Abbiamo scelto di sostenere Pordenonelegge perché rappresenta molto più di un festival letterario: è uno spazio di crescita collettiva, dove il sapere diventa occasione di dialogo e di sviluppo per l’intera comunità – afferma il presidente di ErgonGroup, Daniele Della Bianca. Come Gruppo crediamo che la crescita economica debba procedere insieme alla crescita culturale e umana. Investire nelle persone significa anche offrire loro strumenti per comprendere i grandi cambiamenti del nostro tempo. Per questo abbiamo voluto affiancare la presentazione del libro Il sé digitale di Vittorio Gallese, che affronta con profondità uno dei temi più importanti per il futuro: il rapporto tra intelligenza artificiale, tecnologia e dimensione umana. L’innovazione ha senso solo se contribuisce a migliorare la vita delle persone e a valorizzarne competenze, relazioni e benessere.”