Conoscere e far conoscere: un monito e una missione che la Fondazione Giancarlo Ligabue si è data fin dalla sua nascita, 10 anni fa (il 25 gennaio 2016), e che si rafforza all’indomani dell’apertura del “Palazzo delle Arti e delle Culture”quale centro principale della sua attività, nel veneziano Palazzo Erizzo Ligabue sul Canal Grande, con l’invito a iscriversi agli “Amici di Fondazione” condizione esclusiva per poter accedere alla visita della Collezione, assistere ai “Dialoghi”, essere parte delle prossime iniziative pubbliche a Palazzo e, soprattutto sostenere l’impegno di studio, ricerca e divulgazione dell’istituzione voluta da Inti Ligabue.

Per chi ama la scoperta, il viaggio, l’incontro tra culture; per chi ha sete di conoscenza, l’invito è di “salire a bordo” di questa grande “arca del sapere”, come l’ebbe a definire Alberto Angela.

Come annunciato infatti dal 15 settembre riaprirà COLLECTO, l’esposizione di oltre 400 opere della Collezione Ligabue che, attraverso millenni e continenti, rivela connessioni, bisogni e radici comuni dell’Umanità; e sempre il 15 settembre tornano gli incontri con grandi personalità del mondo della cultura – ricercatori, direttori di musei, storici dell’arte e divulgatori – in un ciclo di appuntamenti pensati per accompagnare l’apertura al pubblico del Palazzo, offrendo nuovi affondi su temi e studi affrontati in questi dieci anni di attività o invitando ad aprire lo sguardo e la mente verso nuovi mondi e campi del sapere.

La visita al percorso espositivo di COLLECTO – solo su prenotazione e con guida esperta – sarà dunque possibile solo con l’iscrizione alla membership della Fondazione Giancarlo Ligabue, che prevede riduzioni in base all’età, agevolazioni per i veneziani e diversi benefit, tra cuiappunto la possibilità di partecipare ai “Dialoghi” a Palazzo Erizzo (su prenotazione), riservata ora agli “Amici della Fondazione”.

In questo primo mese saranno tre i Dialoghi in programma: il 15, il 22 e il 29 settembre.

Sarà André Delpuech – tra i maggiori studiosi della preistoria europea e conservatore generale del patrimonio francese – ad aprire il ciclo (15/09), portandoci a ripercorre la storia e il dietro le quinte de Il mondo che non c’era, mostra inaugurata a Firenze nel settembre 2015, prima ancora della nascita ufficiale della Fondazione, e da lui curata insieme a Jacques Blazy; mentre l’incontro del 22 settembre darà modo di avvicinarsi a una cultura straordinaria e antica come quella giapponese, profondamente legata a Venezia avamposto internazionale di studi orientali, attraverso un’esperienza diretta di teatro, musica e danza grazie alla piattaforma culturale “ATTO ZERO”, a cura di Piero Galassi Ferrari.

Infine il terzo “Dialogo” del mese, il 29/09 vedrà infine l’avvincente dialogo tra Stefano De Martino e Pietro Cesare Marani – membri del Comitato Scientifico della Fondazione Giancarlo Ligabue e curatori rispettivamente di Idoli e De’ Visi Mostruosi – invitati a riflettere sulla rappresentazione della figura umana, indagata nelle due esposizioni da prospettive e in riferimento a epoche profondamente diverse.

Tutti gli incontri si concluderanno tra le sale espositive per approfondire storie e curiosità legate agli oggetti e alle opere esposte.

Il mondo che non c’era” è stata la mostra che ha segnato l’inizio dell’avventura della Fondazione: un progetto nato quando Giancarlo Ligabue era ancora in vita e trasformatosi, nel corso della sua realizzazione, nel primo atto della neonata istituzione. Un momento in cui il percorso futuro non era ancora completamente tracciato, ma già ere chiara nella visione di Inti Ligabue la volontà di dare continuità all’esperienza e all’impegno culturale del padre, aprendoli a una nuova stagione di ricerca e divulgazione.

Delpuech, che ha anche contribuito alla nascita del Musée du Quai Branly ed è stato direttore dal 2017 al 2022 del Musée de l’Homme a Parigi, potrà raccontare la genesi concreta dell’esposizione fino al viaggio della mostra attraverso Firenze, Napoli, Venezia e Helsinki. Quindi accompagnerà poi il pubblico nelle sale del Palazzo delle Arti e delle Culture alla visione di alcuni degli oggetti presenti in quell’esposizione, ripercorrendone il ruolo all’interno della mostra e offrendo un nuovo sguardo sulle culture che rappresentano.

ATTO ZERO, che vedrà in azione musicisti con tradizionali strumenti a fiato e corde come koto, shamisen e shakuhachi e il performer Yoshihiro Shioi, mette in dialogo passato e presente, passando da composizioni classiche, caratterizzate dalle sonorità e scale proprie della tradizione giapponese, fino a brani contemporanei in cui gli strumenti tradizionali incontrano elementi e sensibilità della musica occidentale.

Quindi, Stefano De Martino e Pietro Cesare Marani, due studiosi d’eccellenza, nel ricostruire l’esperienza delle mostre Idoli. Il potere dell’immagine De’ Visi Mostruosi e Caricature. Da Leonardo da Vinci a Bacon, affronteranno un tema centrale nello sviluppo delle civiltà e nell’iconografia: dalle figure antropomorfe alla ricerca sul volto e la fisionomia, il corpo è infatti da millenni uno dei principali strumenti attraverso cui l’uomo racconta se stesso e il proprio rapporto con il mondo.

Rappresentare la figura umana significa raccontare anche una società, i suoi valori e i suoi modelli culturali: identità, ruoli, gerarchie, potere e appartenenza si riflettono nel modo in cui il corpo e il volto vengono raffigurati, idealizzati o trasformati. Dalle più antiche rappresentazioni del corpo umano, tra Oriente e Occidente alle celebri teste “caricate” di Leonardo, si preannuncia un confronto affascinante.

I “Dialoghi della Fondazione” continueranno con altri appuntamenti tra arte e scienza.

In dialogo con il Presidente della Fondazione Inti Ligabue, si alterneranno nei prossimi mesi, tra gli altri: Marco Cattaneo direttore del National Geographic Italia e del Ligabue Magazine ma anche i ricercatori Antonio Sica (Group leader presso l’Humanitas Research Hospital e professore all’Università del Piemonte Orientale) e Cecilia Laterza, scienziata di VIMM (e) e professoressa all’Università degli Studi diVeneto Institute of Molecular Medicin Padova, insieme a Samuel Romano e Saturnino, notissimi protagonisti della scena musicale italiana, per parlare di musica e ricerca scientifica, e poi Patrizia Sandretto Re Rebaudengo collezionista e mecenate a capo della omonima Fondazione, Davide Domenici, professore all’Università di Bologna esperto di antropologia, storia e archeologia del mondo indigeno americano, l’artista Giorgio Andreotta Calò, e tanti altri.

Info, iscrizioni e prenotazioni su: www.fondazioneligabue.it

I Dialoghi di Settembre

15 settembre, ore 18.00

André Delpeuch

Dieci anni dopo, Il mondo che non c’era.

Storie, opere e incontri di Fondazione Ligabue.

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22 settembre ore 18.00

ATTO ZERO

Musica e teatro giapponese in Fondazione Ligabue.

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29 settembre, ore 18.00

Stefano De Martino, Pietro Cesare Marani

Rappresentare l’uomo: due mostre, due sguardi sulla figura umana