A 200 anni dalla nascita di Gian Domenico Facchina.

Il 13 ottobre 1826 nasceva a Sequals Gian Domenico Facchina, mosaicista di fama mondiale, figura carismatica di imprenditore, artista e artigiano.

Oggi, a duecento anni dalla nascita di Facchina, il Comune di Sequals ha voluto ricordare alla Scuola Mosaicisti del Friuli il suo illustre concittadino con una presentazione curata da Leonardo Zecchinon, appassionato di storia locale, autore e ricercatore, che con dovizia di particolari ha tracciato la biografia di Facchina, evidenziandone lo spirito arguto, le capacità tecniche, la visione e la fiducia che egli aveva nei confronti del suo ruolo di mosaicista e della sua attività. Un documentario ha poi ripercorso la fortunata carriera di Facchina tra il Friuli, la ricca città di Venezia e la Francia, in particolare la grande capitale Parigi.

Da giovane Gian Domenico Facchina è garzone al seguito di uno zio, studia poi disegno e si sposta a Venezia assunto in cantieri dove opera il restauro di importanti mosaici come quelli della Basilica di San Marco. È il restauro che lo conduce nel 1847 nel sud della Francia: in questo campo egli introduce e brevetta nel 1858 soluzioni di “estrazione e posa senza alterazione di mosaici antichi” ovvero tecniche di strappo con garza e collante. La vera fama però la ottiene a Parigi dove per l’architetto Charles Garnier esegue nel suo laboratorio tutto l’apparato musivo dell’Opéra, il nuovo grande teatro voluto da Napoleone III. Facchina adotta una soluzione innovativa, derivata proprio dal restauro: realizzare i mosaici a rovescio su carta in atelier e poi, in un secondo momento, applicarli alle pareti. La formula risulta vincente proprio grazie alla riduzione dei tempi di lavoro in sito. Dopo l’inaugurazione dell’Opéra nel 1875 e lo strepitoso successo ottenuto, Facchina si divide tra Venezia e Parigi. Nella città lagunare ha un laboratorio in Palazzo Labia e fonda una fornace per produrre la materia prima del mosaico, lo smalto, che affidata al collaboratore Angelo Orsoni. La situazione economica europea lo porta ad abbandonare Venezia per stabilirsi definitivamente a Parigi dove egli muore all’età di 76, sepolto nel cimitero monumentale di Père-Lachaise.

Figlio e genero, eredi dell’impresa Facchina, non avranno lo stesso estro né la lungimiranza di Gian Domenico Facchina, mosaicista che nella seconda metà dell’Ottocento ha lasciato mosaici in luoghi prestigiosi nei cinque continenti; per dirne solo alcuni: la cupola di San Paolo a Londra, il Metropolitan di Chicago, la Villa Vanderbilt a New York, la basilica di Notre Dame de Sion a Gerusalemme, le quindici cappelle del santuario di Lourdes, il palazzo imperiale di Kyoto e poi altri lavori ad Algeri, Buenos Aires, L’Aia, Bucarest, San Pietroburgo e nelle maggiori città francesi.

A conclusione del sentito appuntamento celebrativo c’è stata la consegna del Premio intitolato proprio al famoso mosaicista, conferito ogni anno dal Comune di Sequals a due allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli che si sono distinti nel saggio finale del corso primo. Il Premio Facchina 2026 è stato assegnato a due allieve: Lisa Benini di Campoformido e Anastasia Smirnova di Sovetskiy (Russia). Entrambe hanno interpretato a mosaico, in stile romano e con materiali naturali, un ramoscello d’arancio tratto da pittura antica. Emozionate, ricevendo il premio dal sindaco Enrico Odorico, le due allieve, attualmente al secondo corso, hanno ringraziato il Comune di Sequals e la Scuola, in particolare i maestri Francesco Anchora e Jonas Giubbini, loro insegnanti al primo anno.

Non poteva dunque essere ricordato in modo migliore colui che ha traghettato l’arte del mosaico nell’epoca del progresso e della modernità. Un incontro formativo per gli allievi, come ha evidenziato il presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, Stefano Lovison, per approfondire questo personaggio dalla caratura internazionale e di cui la Scuola Mosaicisti del Friuli è erede: quando infatti fu istituita la Scuola, nel 1922, fu proprio un collaboratore di Facchina, Andrea Avon, a diventare docente di mosaico e la Scuola non ha mai interrotto l’insegnamento della tecnica indiretta, quel rovescio su carta di cui Gian Domenico Facchina è l’ideatore.

Un incontro che è stato anche momento di gioia con il conferimento del Premio. I due mosaici selezionati saranno esposti, come di consuetudine, per un anno nell’atrio del Municipio di Sequals, fino cioè alla prossima edizione: uno stimolo per gli allievi del primo corso a lavorare con impegno e determinazione, quella determinazione che ha permesso a Facchina di emergere tra i tanti mosaicisti e terrazzieri di origine friulana che nell’Ottocento lavoravano in tutta Europa.