Originario di Udine e cresciuto nelle Valli del Natisone, l’autore ventiquattrenne è tra i soli sei fotografi selezionati al mondo dall’Accademia Statale uzbeka per esporre sette opere alla storica Casa della Fotografia, tra 140 artisti da 34 Paesi.

Il talento fotografico e la ricerca visiva del Friuli Venezia Giulia conquistano un prestigioso palcoscenico istituzionale nel cuore dell’Asia Centrale. Si è svolta e conclusa con straordinario successo, dal 12 al 16 ottobre 2026 nella capitale dell’Uzbekistan, la XI Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Tashkent intitolata “Orizzonte degli eventi” (“Event Horizon”), che ha visto il giovane fotografo regionale Aran Cosentino selezionato per rappresentare ufficialmente l’Italia ed esporre sette sue opere fotografiche d’autore.

L’esposizione che ha ospitato gli scatti di Cosentino è stata inaugurata ufficialmente martedì 13 ottobre nelle monumentali sale della Casa della Fotografia di Tashkent (Tashkent House of Photography) nel distretto di Mirobad, una delle sette sedi istituzionali designate per accogliere gli eventi della rassegna. Situata in un edificio storico del 1934 di fronte al Palazzo dei Forum, la Casa della Fotografia costituisce uno dei centri culturali più frequentati e dinamici del Paese, animato da mostre, workshop e incontri internazionali. L’apertura della mostra è stata impreziosita dalla performance d’avanguardia “Zahhak: The Awakening of Power” della compagnia teatrale Qurultoy Theatre.

Promossa dall’Accademia Statale di Belle Arti dell’Uzbekistan (Academy of Arts of Uzbekistan) presieduta da Akmal Nur, in stretta sinergia con l’Unione degli Artisti dell’Uzbekistan e la Direzione delle Mostre d’Arte, sotto la direzione di O. Ro’ziyev e la curatela della storica dell’arte Z. Zaynutdinova, l’undicesima edizione della Biennale uzbeka ha confermato lo status di Tashkent quale snodo internazionale di dialogo tra radici territoriali e pratiche artistiche globali. La mostra centrale “Orizzonte degli eventi” è stata inaugurata il 12 ottobre nella Sala espositiva centrale dell’Accademia e ha visto complessivamente l’esposizione delle opere di 140 artisti provenienti da 34 Paesi (suddivisi in 70 autori uzbeki e 70 internazionali), con una rappresentanza geografica che ha compreso Italia, Stati Uniti, Australia, Francia, Ungheria, India, Cina, Corea e le repubbliche dell’Asia Centrale.

La rassegna, forte del patrocinio delle massime istituzioni uzbeke e seguita con ampia copertura mediatica, ha promosso conferenze internazionali dedicate alle grandi sfide del nostro tempo: l’incrocio tra memoria storica e futuro algoritmico, esperienza umana e intelligenza artificiale, identità reale e simulazione. Tra installazioni monumentali, videoarte e linguaggi visivi complessi, la giuria internazionale formata da specialisti giunti da Germania, Turchia, Corea e Uzbekistan ha inoltre assegnato quattro prestigiosi premi per un montepremi complessivo di circa 10.000 euro.

Nello specifico dello spazio espositivo della Casa della Fotografia — che ha ospitato delegazioni artistiche da 12 nazioni estere in dialogo con importanti esponenti della scena uzbeka — la selezione di Aran Cosentino è maturata grazie ad Aida Abdullaeva, artista, stilista e presidente dell’associazione culturale Progetto Angeli, attiva dal 2015 nella cooperazione culturale tra Italia e Uzbekistan. Abdullaeva, apprezzando la maturità espressiva e il rigore dell’autore friulano, ne ha candidato il portfolio all’Accademia Statale uzbeka, che lo ha nominato rappresentante italiano per la sezione fotografia.

Dal corpus artistico di Cosentino sono state scelte 7 opere fotografiche (tra colore e bianco e nero), inserite in un articolato percorso espositivo tra pittura e installazioni spaziali che ha visto l’autore esporre a fianco di soli altri cinque fotografi di rilievo internazionale: Agdes Bagirzade, Tamash Yanosh Molnar, Abdul-Ganiu Dermani, Olga Volodina e Gulmaral Tattibay. Come evidenziato dalla curatela uzbeka, le opere fotografiche hanno occupato una posizione di assoluto rilievo, ponendo al centro dell’indagine visiva l’essere umano, la memoria collettiva e la salvaguardia del pianeta.

Temi che traggono origine dal percorso accademico e dall’impegno civile dell’autore. Nato a Udine nel 2002 e cresciuto nelle Valli del Natisone, Aran Cosentino si è laureato con 110 e lode in Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Venezia con una tesi sul concetto di Ombra in Carl Gustav Jung, ed è attualmente iscritto all’ultimo anno del biennio magistrale di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Noto alle cronache regionali fin dall’adolescenza per aver fondato ad appena quattordici anni il comitato vittorioso in difesa del torrente Alberone alle pendici del monte Matajur (valso la “Bandiera Verde” di Legambiente FVG nel 2017), Cosentino è stato premiato a sedici anni a Palermo da Letizia Battaglia per la Miglior Fotografia al concorso nazionale “TuttoMondo” di Save the Children Italia. Vanta prestigiose collaborazioni con il noto direttore della fotografia Peter Zeitlinger nel suo studio di Premariacco e quattro edizioni consecutive come assistente al Venezia International Photo Festival al fianco di maestri quali Steve McCurry, Reza Deghati, Stefan Rappo e Arthur Hubert Legrand. Già performer al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2024 per l’opera “Audience for a Tree” di Massimo Bartolini e perfezionatosi con workshop assieme ad autori come Mario Cresci, Erik Kessels, Max Pinckers e Adam Broomberg tra la Fondazione MAST e Bologna, ha ricevuto tra gli altri la Menzione di merito al Premio Nino Migliori (2026), il Premio Ordine San Stanislao (2026), il Premio Austria Imperialis (2025), il titolo di “Fotografo ambientalista di eccellenza” a Trieste (2025) e gli attestati di merito del Club per l’UNESCO di Udine e della F.I.D.C.A. di Udine (2019).

A valorizzare ulteriormente la presenza regionale e italiana alla rassegna asiatica, sono stati inoltre proiettati tramite videoinstallazione gli scatti fotografici del fotografo goriziano Andreas Martin Fedrigo, oltre a una serie di opere digitali della stessa Aida Abdullaeva. La dimensione istituzionale dell’appuntamento è stata rafforzata dalla partecipazione del presidente dell’associazione culturale Total Pulchra, Monsignore Jean-Marie Gervais, che ha illustrato l’avvio di progetti e scambi creativi all’estero per giovani artisti.

La rassegna ha coinciso con l’avvio della fase storica del “Terzo Rinascimento” proclamata dall’Uzbekistan, caratterizzata da provvedimenti normativi che prevedono dieci anni di esenzione fiscale per gli artisti professionisti al fine di stimolare la produzione contemporanea. A chiusura delle giornate espositive, Monsignore Jean-Marie Gervais ha elogiato l’iniziativa definendola «una vera festa per l’anima», a testimonianza del prestigio internazionale tributato ai talenti del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia nel mondo.