Il fabbricato di via dei Cavapietre, realizzato con una struttura mista in cemento armato e legno, è in classe energetica A4. Inaugurata anche “Scossa”, un’installazione dedicata ai cinquant’anni dal terremoto del Friuli

Dieci nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, realizzati con un sistema costruttivo che combina cemento armato e legno, e un edificio in classe energetica A4. È l’intervento realizzato da Ater Udine a Osoppo, in via dei Cavapietre 2, che è stato inaugurato oggi dopo la demolizione di due fabbricati preesistenti. Presenti alla consegna dei nuovi alloggi, Vanessa Colosetti, presidente Ater Udine, Stefano Mazzolini, vicepresidente Consiglio regionale, Luigino Bottoni, presidente  della Comunità collinare del Friuli e i consiglieri regionali Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo.

Il progetto, sviluppato in gran parte con competenze tecniche interne all’Ater, punta sulla sicurezza sismica, sull’efficienza energetica e sulla qualità abitativa. L’inaugurazione alla presenza delle istituzioni pubbliche, è stata accompagnata dalla presentazione anche di “Scossa”, un’installazione dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976.

Dieci alloggi, sicurezza sismica ed efficienza energetica

Il nuovo fabbricato si sviluppa su tre livelli, con una pianta rettangolare di circa 13,70 per 28,30 metri. I dieci appartamenti, con una superficie utile media di 75 metri quadrati, dispongono ciascuno di una zona giorno con cucina e soggiorno, due camere da letto, bagno e ripostiglio. Ogni alloggio è inoltre dotato di cantina e posto auto dedicato. L’edificio dispone di un corpo scala con ascensore, per garantire accessibilità e funzionalità. La principale innovazione riguarda il sistema costruttivo misto. Il piano terra è realizzato in cemento armato, mentre i due piani superiori utilizzano pannelli strutturali in legno XLAM, costituiti da strati di tavole disposti ortogonalmente. La tecnologia assicura resistenza strutturale e un rapporto favorevole tra capacità portante e peso, consentendo di adottare soluzioni progettuali attente anche alla risposta dell’edificio alle sollecitazioni sismiche. Il fabbricato è completamente elettrico e utilizza pompe di calore, integrate con impianti solare e fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile. Le soluzioni adottate consentono di raggiungere la classe energetica A4, la più elevata, con l’obiettivo di contenere i consumi e i costi di gestione.

“Scossa”, un’installazione per ricordare il terremoto del 1976

L’inaugurazione dell’edificio è stata accompagnata dalla presentazione di “Scossa – Dalla scossa alla ricostruzione”, una panchina-scultura progettata dai tecnici di Ater Udine e realizzata in collaborazione con Cella Costruzioni e Zanutta, con il coinvolgimento dell’Ufficio tecnico del Comune di Osoppo.

L’opera si ispira al tracciato di un sismografo durante il terremoto del Friuli del 1976. La linea spezzata diventa una struttura irregolare che attraversa lo spazio e si trasforma in una seduta pubblica. I cinque elementi che la compongono rappresentano i cinque decenni trascorsi dal sisma.

Collocata accanto al nuovo fabbricato, l’installazione intende collegare la memoria della distruzione e della ricostruzione alle esigenze abitative di oggi, offrendo al tempo stesso uno spazio di incontro per i residenti e la comunità.

L’Assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli

“Si tratta di un intervento importante, che risolve un problema annoso legato a un’intersezione particolarmente trafficata, soprattutto negli orari di punta del lavoro. Grazie a un investimento di 1,3 milioni di euro di risorse pubbliche, la rotatoria consente di rendere più fluida la circolazione e migliorare la fruibilità della viabilità, anche in considerazione dei mezzi pesanti che attraversano il territorio da e verso la zona industriale”, ha dichiarato Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze portando il saluto della Regione e in particolare dell’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante.

L’opera comprende anche interventi mirati a rafforzare la sicurezza degli utenti della strada, con l’ampliamento dei percorsi pedonali, la realizzazione di un nuovo attraversamento sul lato est, in direzione Gemona del Friuli, e il completamento delle protezioni per pedoni e ciclisti. Sono stati inoltre ottimizzati gli spazi di manovra e i parcheggi in via Ottavio Valerio, mantenendo la possibilità di transito in sicurezza anche per i trasporti eccezionali. Nel corso della visita, la rotatoria è stata anche l’occasione per l’intitolazione a Valentino Trombetta della via adiacente, con la scopertura del nuovo cartello toponomastico.

La presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti: “Dalla memoria una nuova idea di abitare”

“Osoppo è un luogo che porta nella propria storia il segno profondo del terremoto del 1976. A cinquant’anni da quella tragedia, inaugurare un nuovo edificio di edilizia residenziale pubblica non significa per Ater Udine soltanto consegnare nuove case, ma anche testimoniare come dalla memoria possa nascere una nuova idea di abitare”, commenta la presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti.

“In questo intervento – prosegue – abbiamo voluto mettere insieme sicurezza, innovazione, sostenibilità e qualità dell’abitare. La scelta di una struttura in XLAM per i piani superiori, integrata con il cemento armato, rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata e ancora poco consueta nell’edilizia pubblica, realizzata valorizzando direttamente le competenze tecniche e progettuali di Ater Udine. È un edificio che parla di futuro – aggiunge – , ma che non dimentica il territorio e la sua storia. Per questo abbiamo scelto di accompagnare l’inaugurazione con Scossa, un’installazione progettata da Ater e realizzata grazie al contributo di Cella Impianti e Zanutta, le due aziende che hanno collaborato alla realizzazione dell’edificio. Un’opera che vuole evocare, attraverso un linguaggio contemporaneo, la forza di ciò che è accaduto cinquant’anni fa e ricordarci quanto la sicurezza e la prevenzione debbano essere parte integrante del modo in cui progettiamo e costruiamo”.

“Quello di Osoppo è quindi molto più di un nuovo fabbricato – conclude Colosetti – è un esempio concreto di come l’edilizia pubblica possa essere un laboratorio di innovazione, capace di trasformare la memoria in consapevolezza e la consapevolezza in nuove forme dell’abitare”.