E se il futuro che ci attende fosse un mondo senza inverno, segnato dalla crisi climatica, dalla scarsità di risorse e da una società divisa in caste, sorvegliata dall’intelligenza artificiale? È lo scenario al centro di “Il mondo senza inverno” (Guanda, 240 pagine, 18 euro), l’ultimo romanzo di Bruno Arpaia, che sarà protagonista di due incontri organizzati dall’associazione Thesis nell’ambito delle iniziative collegate a Dedica Festival, occasione per approfondire un’opera che intreccia narrativa e interrogativi urgenti sul nostro tempo.

Il primo appuntamento è in programma martedì 20 ottobre, alle 18, all’auditorium del Palazzo del fumetto di Pordenone, in collaborazione con il Circolo della cultura e delle arti. A conversare con l’autore sarà Claudio Cattaruzza, curatore di Dedica. Mercoledì 21 ottobre Arpaia incontrerà invece il pubblico dell’Università di Klagenfurt, alle 14. L’incontro sarà condotto da Nicola Tallarini e Jaime Climent de Benito, in collaborazione con la facoltà di Cultura e scienze della formazione e l’Istituto di romanistica dell’ateneo.

Il romanzo riprende le vicende di “Qualcosa, là fuori”, pubblicato dieci anni prima, riportando i protagonisti in un’Europa devastata dagli effetti del cambiamento climatico. Dopo una migrazione estenuante dall’Italia, Marta, la figlia Sara e il giovane Miguel sono arrivati in Scandinavia, dove sperano di trovare condizioni di vita più favorevoli. Ma il Nord non è il rifugio immaginato: la popolazione è suddivisa in categorie gerarchiche, con cittadini privilegiati dotati di neurochip e capacità potenziate, mentre gli esclusi vivono confinati in insediamenti precari. Quando la siccità compromette le risorse alimentari e la crisi si aggrava, i protagonisti si uniscono alla Resistenza contro un sistema che esercita un controllo pervasivo sulle persone.

Attraverso una trama di speculative fiction, Arpaia trasforma gli scenari prospettati dalla ricerca scientifica in un racconto di paure, speranze e scelte individuali. Il cambiamento climatico non è soltanto uno sfondo catastrofico, ma una forza capace di modificare le relazioni sociali, l’accesso al cibo e i diritti, mentre l’uso incontrollato della tecnologia apre nuove forme di sorveglianza e disuguaglianza. Il futuro immaginato nel libro porta così in primo piano le contraddizioni del presente e ciò che potrebbe accadere se le conoscenze scientifiche non si traducessero in azioni adeguate.

Nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli, Bruno Arpaia è romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore. Nel corso della sua attività ha affiancato alla scrittura una costante attenzione per il rapporto tra cultura, politica e scienza. È inoltre un importante traduttore di narrativa in lingua spagnola e latinoamericana: ha portato in italiano opere di autori come Javier Cercas, Fernando Aramburu, Arturo Pérez-Reverte, Paco Ignacio Taibo II e Carlos Ruiz Zafón. Per Guanda ha pubblicato numerosi titoli, tra cui “L’energia del vuoto”, “Luis Sepúlveda. Il ribelle, il sognatore” e “Ma tu chi sei”. Nel 2002 ha ricevuto il Premio nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Con “Il mondo senza inverno” torna a interrogare il futuro attraverso la letteratura, dando forma umana ed emotiva a questioni che i dati scientifici, da soli, non sempre riescono a rendere vicine.