DALLA UE 3 MILIONI DI EURO AL PROGETTO ELDA
Quasi 3 milioni di euro dall’Unione europea per ELDA – Effective and Law-Compliant Data-Driven Solutionsfor Addressing Customs Risks, progetto di ricerca coordinato dall’Università di Parma e guidato dal principal investigator Marco Riani, ordinario di Statistica al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Il finanziamento complessivo è di 2.995.217,36 euro.
Il progetto riunisce università, istituzioni pubbliche e imprese specializzate per accompagnare la riforma doganale europea, rafforzare l’analisi del rischio, prevenire le frodi e sostenere la cooperazione tra autorità.Oggi a Roma la presentazione, nella sede della Rappresentanza del Parlamento europeo, in un incontro aperto dai saluti istituzionali della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, del Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli, del Rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari, dal Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza Giuseppe Arbore, del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Roberto Alesse. A seguire le relazioni tecniche.
ELDA nasce con un obiettivo preciso: contribuire a costruire un sistema doganale europeo più moderno, sicuro, interoperabile e fondato sui dati. Il progetto punta a sviluppare basi scientifiche, metodologiche e tecnologiche per accompagnare la transizione dell’Unione Europea da un assetto ancora frammentato a un modello più integrato, efficiente e resiliente.
A guidare il consorzio è l’Università di Parma, capofila di una rete internazionale che riunisce atenei, istituzioni pubbliche e imprese specializzate. Sul fronte accademico partecipano Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Münster, Università di Anversa, Università di Valladolid e Università di Turku. Sulversante tecnico-operativo sono presenti partner istituzionali di primo piano: Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Autorità doganale austriaca (Bundesministerium für Finanzen). Completano il partenariato le aziende Materna Information e Communications ed ENCO.
Una parte centrale del progetto riguarda il coordinamento degli aspetti giuridici legati alla riforma doganale europea. A seguirli principalmente saranno Giangiacomo D’Angelo (Vice PI del progetto), docente dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Münster.
Sul versante tecnico-statistico, ELDA potrà contare sul contributo dell’Università di Valladolid (Spagna),dell’Università di Anversa (Belgio) dell’Università di Turku (Finlandia) e dell’Università La Sapienza di Roma.
La Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Bundesministerium für Finanzen forniranno un contributo allo sviluppo di strumenti innovativi per migliorare l’individuazione, la valutazione e la gestione dei rischi doganali alla luce della consolidata esperienza maturata nel contrasto alle frodi nel settore.
ELDA rappresenta dunque il risultato di un articolato lavoro di squadra che ha visto convergere competenze interdisciplinari e multisettoriali: scienziate e scienziati, ricercatori e ricercatrici di comprovata eccellenza,insieme alle massime esperte e ai massimi esperti del settore doganale, con il contributo determinante della UO Supporto alla Ricerca Europea e Internazionale dell’Università di Parma, che ha supportato la fase di progettazione svolgendo un ruolo strategico di raccordo tra l’eccellenza tecnico-scientifica e la progettualità europea.
Il progetto si inserisce in una fase decisiva per il futuro del sistema doganale europeo. La crescita dei flussi commerciali, l’espansione dell’e-commerce e le tensioni geopolitiche rendono sempre più urgente un sistema doganale europeo più integrato, sicuro ed efficace.In questo contesto ELDA accompagnerà la transizione verso un modello doganale europeo più centralizzato e data-driven, in linea con il pacchetto di riforma promosso dalla Commissione Europea e con la prevista istituzione di una Autorità Doganale Europea e di un EU Customs Data Hub per la raccolta e l’analisi dei dati.
L’obiettivo è rafforzare le capacità di analisi del rischio, prevenzione delle frodi e cooperazione tra autorità,assicurando al tempo stesso il rispetto del diritto dell’Unione Europea, della trasparenza e della responsabilità.Oltre ai partner del consorzio, ulteriori tre Autorità doganali saranno coinvolte nelle attività di sperimentazione e validazione delle soluzioni sviluppate dal progetto, per favorirne l’applicazione concreta nei contesti operativi.Il consorzio intende, infine, avvalersi dell’esperienza pluridecennale del Joint Research Centre della Commissione Europea nell’analisi del commercio internazionale e nello sviluppo di tecniche avanzate per il contrasto della frode doganale.
«L’Università di Parma è orgogliosa di mettere le proprie competenze al servizio di questo progetto, che riteniamo strategico e nel quale siamo affiancati da partner di assoluto rilievo istituzionale e scientifico – afferma il Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli –. È un progetto che guarda all’Europa: mi sento di sottolinearlo in modo particolare, tanto più in una situazione geopolitica difficile com’è quella che stiamo attraversando. Anche su queste tematiche c’è bisogno di un’Europa forte e coesa, e il fatto che università, istituzioni pubbliche e imprese specializzate si mettano insieme per contribuire a costruire un sistema doganale europeo più integrato, funzionale e sicuro, superando il quadro ancora molto frammentato di oggi, è una buona pratica e un modello da seguire. La stessa Unione Europea ha colto tutte le potenzialità di ELDA accordandole un finanziamento di rilievo».
«La partecipazione a ELDA testimonia la vitalità della tradizione degli studi giuridici dell’Alma Mater, oggi stabilmente proiettata nella dimensione europea della ricerca e della costruzione delle istituzioni», dichiara Giovanni Molari, Rettore dell’Università di Bologna. «Attraverso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, il nostro Ateneo contribuisce a una trasformazione strategica per l’Unione europea, mettendo le proprie competenze al servizio di un sistema doganale capace di coniugare innovazione tecnologica, tutela dei diritti e legalità. È una responsabilità che rinnova una vocazione storica dell’Alma Mater: fare del sapere giuridico uno strumento per comprendere e governare i cambiamenti della società».
«La Guardia di finanza – ha osservato il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di finanza, Generale di Divisione Giuseppe Arbore – contribuirà alla realizzazione del progetto attraverso un team dedicato che, sulla base della consolidata esperienza maturata dal Corpo nel contrasto alle frodi di settore, fornirà supporto tecnico – statistico agli atenei partecipanti in relazione alla creazione dell’algoritmo volto a migliorare l’individuazione, la valutazione e la gestione dei rischi doganali. L’obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio informativo che sarà reso disponibile per effetto della Riforma doganale in atto per selezionare in modo sempre più mirato le spedizioni da sottoporre a controllo, così da agevolare la velocità dei traffici, salvaguardando la competitività del sistema Paese e, al contempo, incrementare la capacità di intercettare le condotte illecite».«Nell’ambito del progetto, l’Agenzia sarà chiamata a svolgere un ruolo operativo, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nella gestione dei processi doganali e nell’analisi dei rischi connessi ai traffici internazionali. Il nostro contributo riguarderà la sperimentazione e la validazione delle soluzioni tecnologiche sviluppate, affinché possano tradursi in strumenti utili a migliorare l’efficacia dei controlli e la capacità di prevenzione dei rischi delle amministrazioni doganali europee. L’Agenzia affronta questa sfida forte delle sue competenze e degli investimenti fatti nel campo della digitalizzazione», ha spiegato il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Roberto Alesse.