C’è un comune denominatore fra le realtà museali di Svizzera, Ungheria, Slovacchia e Brasile presenti alla Convention internazionale di giovedì scorso 22/10 a Trieste, assieme ai rappresentanti delle prestigiose collezioni aziendali italiane del settore, intervenuti da Modena, Binasco, Fiesole e Palermo: il connubio fra storia, tradizioni, ingegno inventivo, design e nuove opportunità culturali, con uno sguardo particolare alle giovani generazioni.

Lo staff dell’Associazione Museo del Caffè Trieste, con il presidente Gianni Pistrini, il vicepresidente Doriano Simonato e il project manager Franco Rota, curatore dell’incontro, ha presentato ai rappresentanti istituzionali intervenuti – Michele Lobianco per il Consiglio regionale e Francesco Panteca per il Comune di Trieste – il concept elaborato dagli esperti per l’auspicato hub culturale dedicato al caffè, anello ancora mancante di una filiera triestina che vanta una consolidata eccellenza economica e imprenditoriale.

Particolarmente significativa la presenza di numerosi studenti di diversi istituti scolastici, a testimonianza dell’attenzione che l’Associazione rivolge alle giovani generazioni. Una partecipazione che rafforza la visione di un futuro Museo del Caffè non soltanto come luogo di conservazione della memoria storica, ma anche come spazio dinamico di conoscenza, formazione e dialogo, capace di sensibilizzare i giovani sulle trasformazioni culturali, tecnologiche e ambientali del nostro tempo.

Sono giunti messaggi di sostegno da Associazione Caffè Trieste 1891 e da Gruppo Italiano Torrefattori Caffè.

Significativa anche la presenza del Conservatore del Museo di Storia Naturale di Pordenone, città Capitale italiana della Cultura 2027, in vista di un progetto espositivo comune dedicato alle prospettive agronomiche della coltivazione del caffè alla luce dei cambiamenti climatici.