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OPERA DELL’ARTISTA LUCIANO BIBAN DONATA ALL’UNIVERSITÀ DI UDINE

Inserito da Paolo Bencich | Apr 11, 2025 | Attualità | 0 |

OPERA DELL’ARTISTA LUCIANO BIBAN DONATA ALL’UNIVERSITÀ DI UDINE

Un’opera serigrafica dell’artista friulano d’adozione Luciano Biban è stata donata all’Università di Udine dal figlio Andrea. Grafico pubblicitario e pittore del periodo informale, Luciano Biban era nato a Venezia nel 1935 e nel ‘37 si era trasferito con la famiglia in Friuli. Nel 1968 la sua prematura scomparsa. L’opera donata si intitola “Composizione grafica”. È una serigrafia e tempera su legno di medie dimensioni (70 per 70 centimetri) realizzata nel 1967. Sarà esposta nella sala studio di Palazzo Antonini. L’opera partecipò alla mostra “Il segno, il gesto, la materia” svoltasi nel 1993 ai Civici musei di Udine. Alla cerimonia di donazione, a Palazzo Antonini Maseri, sono intervenuti il figlio Andrea, il rettore e il direttore generale dell’Ateneo friulano, Roberto Pinton e Massimo Di Silverio, e il presidente della Commissione patrimonio artistico dell’università, Alessandro Del Puppo.

«Quest’opera – ha spiegato Andrea Biban – si inserisce perfettamente nel contesto artistico e culturale dell’Università di Udine, arricchendone ulteriormente il patrimonio. Sono fermamente convinto che l’opera possa essere un valore aggiunto per la comunità accademica, offrendo ispirazione e stimolo agli studenti, al personale e a tutti coloro che avranno l’opportunità di ammirarla» ha concluso il donatore.

«L’Università di Udine accoglie con gratitudine la donazione di questa preziosa opera che racchiude in sé lo spirito artistico e l’esperienza maturata dal suo autore – ha detto il rettore Roberto Pinton –. L’opera “Composizione grafica” contribuirà ad accrescere quel “museo diffuso” che stiamo nel tempo allestendo, a beneficio di tutti, nei vari spazi dell’Ateneo, anche grazie a gesti generosi come quello di Andrea Biban».

Per il presidente della Commissione patrimonio artistico dell’università, Alessandro Del Puppo, «con la donazione dell’opera di Luciano Biban la collezione d’arte dell’Ateneo si arricchisce della significativa testimonianza di una delle personalità più brillanti e innovative della grafica e della pittura regionali, favorendo – sottolinea il professor Del Puppo, docente di Storia dell’arte contemporanea del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale – un sempre più ampio processo di riconoscimento e di valorizzazione della creatività contemporanea».

L’artista

Luciano Biban egli inizia presto a lavorare come apprendista in svariati settori. La vocazione artistica si manifesta molto presto e lo porta a frequentare i corsi di disegno e decorazione della Scuola d’arti e mestieri “Giovanni da Udine”, dove fu prima allievo e poi assistente. Inizia così ad esplorare il colore. Il suo iter lavorativo, che gli permette di mantenersi agli studi, lo vede prima aiuto imbianchino e poi, dal 1958, apprendista presso una ditta di Udine dove passa da operaio a capo operaio cartellonista. In quest’ultimo ruolo perfeziona tecniche artigianali – come allestimenti espositivi e traduzione in dimensioni giganti dei bozzetti di autori diversi – che gli saranno successivamente di importante aiuto e stimolo nel suo approdo alla pubblicità.

Nel 1965, dopo aver collaborato con alcuni grafici, Biban ha aperto il suo studio pubblicitario e si è iscritto all’Associazione italiana design della comunicazione visiva. Grazie alla sua passione e creatività, ha ottenuto importanti successi sia a livello regionale che nazionale. Parallelamente si dedica con entusiasmo alla pittura. Partecipa a numerose mostre collettive fra il 1959 e il 1968 che gli fruttano premi e riconoscimenti. Tra le sue personali a Trieste, Padova e Udine nella galleria del Centro friulano arti plastiche, che già nel 1961 lo aveva insignito di una medaglia d’argento. Muore prematuramente a trentatré anni, il 29 luglio 1968, lasciando la giovane moglie e il figlio di tre anni. Attualmente il figlio Andrea grazie alla documentazione conservata con cura dalla madre recentemente scomparsa, ne sta ricostruendo le opere, i bozzetti, i frammenti di una vita breve, ma intensa.

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Paolo Bencich

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