Giovedì 12 febbraio alla Sala Sbisà del Magazzino 26, la Casa del Cinema di Trieste presenta Il dilemma dell’identità di Sabrina Morena, film dedicato a cinque donne della Trieste di inizio Novecento, nell’ambito della mostra Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque.
Giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 17, alla Sala Sbisà del Magazzino 26 nel Porto Vecchio di Trieste, la Casa del Cinema di Trieste presenta Il dilemma dell’identità, un film di Sabrina Morena che racconta la storia di cinque donne sulle cui vite ha soffiato il vento della Storia. L’evento si inserisce nel programma degli appuntamenti collaterali della mostra Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque.
Cinque attrici e la loro regista preparano uno spettacolo teatrale in cui mettono in scena i destini emblematici di cinque donne che hanno vissuto a cavallo della prima guerra mondiale, Pavla Hočevar, Marica Nadlišek Bartol, Elody Oblath, Giuseppina Martinuzzi e Alice Schalek, andando in cerca delle loro tracce sul territorio e ricostruendo sul palcoscenico le emozioni e i sentimenti espressi nei loro diari, lettere e saggi. Archivi, animazioni, scene teatrali e interviste raccontano le storie di queste donne che vivevano a Trieste quando all’avanzare delle tensioni nazionali, preludio della Grande Guerra, furono costrette a scegliere e a prendere delle posizioni nette.
Sabrina Morena si è laureata presso l’università degli Studi di Trieste in lingua e letteratura russa e ha iniziato a lavorare in ambito teatrale all’università, come assistente di Giorgio Pressburger per la direzione artistica di Mittelfest (1994-1999) e come coordinatrice del festival “Teatri a Teatro” a Trieste (2007-2008). Dal 2000 è la curatrice di “Spaesati eventi sul tema delle migrazioni”. Ha diretto diversi spettacoli: “Rose” di Martin Sherman, “James Joyce. Scene di un arrivo” di Renzo Crivelli, “Un marito” di Italo Svevo al Teatro La Contrada; “Il fondo del bicchiere” di Mauro Corona, “Amiche per la pelle” e “Come diventare italiani in 40 minuti” di Laila Wadia al Bonawentura-TeatroMiela. Ha scritto i documentari “Donne allo specchio”; “A mani Nude”; “Revolutionary Mind” e “Il viaggio di Caterina”.
“Da quando sono nata – racconta la regista Sabrina Morena – vivo a Trieste, città di confine fra Italia e Slovenia. Mi occupo di teatro facendo la regista e sono molto sensibile al tema dell’identità, che le persone che vivono vicino a un confine sentono con particolare intensità e difficoltà a seconda della situazione storica. Per questo, da molti anni sono impegnata in attività che riguardano il dialogo interculturale. Le immagini relative alla mia esperienza personale del confine e le prove dello spettacolo teatrale sul palcoscenico costituiscono una base di partenza da cui affiorano i filmati d’archivio e le fotografie dell’epoca che a volte vengono proiettate sul fondale del palcoscenico del teatro sul quale si muovono le attrici che interpretano le protagoniste del documentario creando dei parallelismi tra ieri e oggi. In alcuni punti la storia ritorna al presente andando nei luoghi delle protagoniste e attraverso delle immagini in controluce su chroma-key potremo immaginarli come erano in passato.”
Il dilemma dell’identità (The Identity Dilemma) è un film italo-sloveno del 2018, della durata di 78 minuti, scritto e diretto da Sabrina Morena. La produzione è curata da Marta Zaccaron per Quasar Multimedia, con la coproduzione di Ida Weiss per Bela Film e RTV Slovenia. La fotografia è firmata da Radovan Čok, il montaggio da Giorgio Milocco e il suono da Havir Gergolet. Le musiche originali sono di Francesco Morosini, con sound mix a cura di Julij Zornik e color correction di Andrea Guarascio. Il film è stato realizzato con il sostegno del Fondo regionale per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, della Film Commission del Friuli Venezia Giulia, di Bonawentura Soc. Coop., della Fondazione Museo Storico del Trentino e del MiBAC.
La mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”, visitabile fino al 15 marzo 2026 dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 17 a ingresso libero, riunisce 70 fotografie stampate su pannelli e 100 fotografie originali, componendo un insieme di grande fascino che permette di riscoprire atmosfere, gesti e volti di un’epoca in trasformazione.
L’iniziativa è realizzata dalla Casa del Cinema di Trieste nell’ambito delle attività culturali ospitate al Magazzino 26 con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali, in collaborazione con Associazione Hubgrade, I.R.C.I., Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e Trart, e in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo.
I prossimi appuntamenti di “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”:
domenica 15 febbraio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè
domenica 22 febbraio
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Donne in movimento: dall’immagine alla parola
Visita teatralizzata a cura di Trart
martedì 24 febbraio
Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
ore 17
Ritratti e costumi: la moda di inizio ‘900
Con Arianna Boria. Modera Sara Del Sal