Tre nuovi appartamenti in via dell’Istria: spazi curati e accoglienti che ogni anno offrono a circa 270 famiglie non solo un alloggio, ma un sostegno concreto ed emotivo durante il percorso di cura

ABC Bambini Chirurgici apre alla stampa e alla comunità le nuove Case ABC, tre appartamenti ristrutturati in via dell’Istria 37, pensati per accogliere gratuitamente le famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di chirurgia dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste. Un traguardo importante per l’Associazione, che rafforza e rende ancora più stabile il proprio Progetto Accoglienza, attivo da oltre vent’anni a sostegno dei piccoli pazienti e dei loro cari.

«Negli anni il progetto è diventato sempre più centrale  dichiara Giusy Battain, fondatrice e direttrice dell’Associazione – sia per il crescente bisogno delle famiglie sia per l’affermarsi di una visione di cura che va oltre l’ospedale e considera la persona nella sua dimensione familiare, emotiva e quotidiana. I dati ci confermano che stiamo andando nella direzione giusta: il 69% dei genitori accolti dichiara di aver scelto Trieste anche grazie all’insieme dei servizi offerti da ABC, comprese le Case. Questo dimostra come il lavoro di un’organizzazione privata del Terzo Settore possa potenziare concretamente il servizio pubblico, rendendolo più accessibile, umano ed efficace. Siamo felici che ABC venga vista non più solo come una risorsa da attivare nei momenti di emergenza, ma come un vero co-progettatore delle politiche di welfare e di salute, capace di generare valore stabile e duraturo per l’intera comunità».

Ogni anno sono circa 270 le famiglie che arrivano a Trieste da tutta Italia per affrontare interventi chirurgici e cure altamente specialistiche. Secondo i dati del Ministero della Salute (2023), oltre 25.000 bambini in Italia – pari al 5-6% dei nati – presentano difetti congeniti, tra le prime cause di mortalità nei piccoli sotto i 5 anni. Trieste si conferma un punto di riferimento nazionale di eccellenza per interventi multipli e complessi nei primi anni di vita, capace di attrarre famiglie da tutto il Paese. Questo fenomeno si inserisce in un quadro più ampio di migrazione sanitaria, che in Italia evidenzia ancora forti disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure: molte famiglie sono costrette a spostarsi lontano da casa per garantire ai propri figli le migliori opportunità terapeutiche, affrontando costi e difficoltà. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre. Un dato che conferma il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud.

Per tutte le famiglie, insomma, oltre alla preoccupazione per la salute del proprio figlio, si aggiungono spesso difficoltà pratiche, economiche e logistiche: trovare un alloggio, sostenerne i costi, restare vicini all’ospedale e mantenere un minimo di quotidianità. È proprio a questo bisogno concreto che risponde ABC: offrire non solo una sistemazione gratuita, ma un luogo sicuro e accogliente in cui le famiglie possano riposare, preparare un pasto, ritrovarsi e affrontare insieme il periodo del ricovero

Questa attenzione alla qualità degli spazi non è casuale, ma parte integrante del modello di cura promosso da ABC, che affianca al valore della rete di relazioni umane la creazione di ambienti curati, pensati per incidere positivamente sul benessere emotivo e psicologico delle famiglie. Gli appartamenti diventano così non solo un supporto pratico, ma anche luoghi capaci di accogliere, rassicurare e offrire un senso di equilibrio in un momento di grande fragilità.

La ristrutturazione ha trasformato gli appartamenti in ambienti curati nei minimi dettagli, belli, accoglienti e funzionali. Due delle unità saranno modulabili, per adattarsi alla composizione dei nuclei familiari; il deposito garantirà risposte rapide a bisogni pratici (come carrozzine, seggioloni o tessili di ricambio); la gestione unificata renderà più semplice e veloce l’organizzazione dei servizi. Non un semplice tetto sopra la testa, ma uno spazio capace di restituire un po’ di normalità anche nei giorni più difficili.

I tre nuovi alloggi – di 72, 72 e 58 metri quadrati, oltre a un deposito strategico – rappresentano per l’Associazione una soluzione stabile, centralizzata e duratura, che si aggiunge agli altri appartamenti già messi a disposizione in città. La vicinanza all’ospedale, la funzionalità degli spazi e la possibilità di accogliere più nuclei familiari nello stesso stabile consentiranno di rendere il servizio ancora più efficace e sostenibile nel tempo. L’apertura delle nuove Case assume un significato ancora più importante in un territorio come Trieste, città di eccellenza sanitaria ma anche a forte vocazione turistica, dove trovare un alloggio disponibile e a costi accessibili è diventato molto difficile, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Per molte famiglie, il rischio è che al peso della malattia si aggiunga anche quello dell’isolamento e della fatica economica.

L’efficacia del progetto di Accoglienza dell’Associazione è confermata anche dai dati: una ricerca triennale condotta da ABC con l’Università di Trieste ha evidenziato che il 69% delle famiglie la possibilità di usufruire dei servizi di Accoglienza di ABC ha influenzato la scelta di far curare il proprio bambino a Trieste, il 97,8% delle famiglie ha vissuto con maggiore serenità il periodo di ricovero grazie alla disponibilità di una Casa ABC, mentre il 100% si è detto pienamente soddisfatto dell’accoglienza ricevuta.

La realizzazione delle nuove Case è stata possibile grazie al lavoro costruito negli anni da ABC e al sostegno di istituzioni, fondazioni, enti e realtà del territorio, aziende e donatori privati che hanno scelto di accompagnare concretamente questo percorso. Un ruolo di primo piano è stato svolto dalla Fondazione Beneficentia Stiftung, che ha contribuito all’acquisto degli appartamenti.

«ABC è una realtà che Beneficentia Stiftung conosce e sostiene da oltre vent’anni, nel corso dei quali ha ricevuto complessivamente più di 650.000 euro di donazioni attraverso nove interventi realizzati nel tempo – dichiara Dario Nider, Presidente dell’International Advisory Board di Beneficentia Stiftung, con sede a Vaduz, in Liechtenstein Siamo particolarmente soddisfatti per aver contribuito all’acquisto dei tre nuovi appartamenti destinati all’accoglienza delle famiglie dei bambini sottoposti a interventi chirurgici. Si tratta di un progetto che offrirà un supporto concreto e significativo a queste famiglie in momenti di grande difficoltà. La collaborazione con ABC si conferma dunque solida, positiva e duratura. Beneficentia Stiftung desidera inoltre esprimere il proprio ringraziamento all’Associazione per le importanti e meritorie iniziative realizzate fino ad oggi».

Anche la Regione Friuli Venezia Giulia ha riconosciuto il valore sanitario e sociale del progetto contribuendo a parte della ristrutturazione. 

In questa occasione, il progetto ha visto la nascita di una rete particolarmente significativa di aziende e realtà del territorio che, pur appartenendo a settori diversi e affini, hanno scelto di unire le forze in un’azione condivisa a sostegno di ABC: CiviBank, Rotary Club Trieste Nord e Rotary 2060, Siot Tal,  Fondazioni Casali ETS, Fondazione Johnson & Johnson,  Barilla Group, Crédit Agricole Italia, Banca Mediolanum, CortinaBanca, Poste Italiane, Eurospital, Solidarietà Trieste ETS, insieme alle donazioni tecniche di Ilcam, Ar-Tre, Midj, Gervasoni e Azzurra Group Srl. 

Le nuove Case raccontano anche il territorio che le ospita: grazie al contributo del fotografo Gabriele Crozzoli, alcuni scatti del volume Friuli Venezia Giulia. Sguardi sull’acqua decorano oggi gli ambienti, offrendo alle famiglie un segno ulteriore di vicinanza e bellezza.

BARILLA AL FIANCO DI ABC BAMBINI CHIRURGICI DI TRIESTE PER UNA TECNOLOGIA SALVAVISTA E L’ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE

Una nuova tecnologia per la diagnosi precoce della retinopatia nei neonati prematuri e spazi dedicati all’accoglienza delle famiglie: è questo il risultato di un’importante donazione del Gruppo Barilla ad ABC Bambini Chirurgici (ABC), a supporto delle attività dell’associazione di cui beneficia l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste.

Il contributo ha permesso di realizzare due interventi di rilievo. Da un lato, l’acquisizione del dispositivo di imaging retinico 3Nethra-neo HD-FA, una tecnologia all’avanguardia che consente una diagnosi precoce e un monitoraggio più efficace della retinopatia del prematuro (ROP), tra le principali cause di cecità infantile. La patologia interessa ogni anno circa 100 neonati seguiti dalla struttura triestina e, grazie a questo strumento, sarà possibile intervenire in modo più tempestivo, migliorando significativamente le prospettive di cura.

Dall’altro lato, la donazione ha contribuito all’allestimento di una zona giorno all’interno di uno degli appartamenti che ABC sta ristrutturando per ospitare gratuitamente le famiglie dei bambini ricoverati in via dell’Istria. Un intervento che risponde al bisogno concreto di garantire vicinanza, accoglienza e condizioni di maggiore serenità durante il periodo di cura, presentato in occasione dell’inaugurazione odierna, 17 aprile, dei nuovi spazi.

Il Gruppo Barilla a sostegno dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste per l’a di imaging retinico 3Nethra-neo HD-FA, che consente una diagnosi precoce e un monitoraggio più efficace della retinopatia del prematuro (foto by Barilla)

Il sostegno di Barilla Group permette inoltre ad ABC di portare avanti uno dei suoi impegni più connotanti, il Progetto Accoglienza, che garantisce ai bambini chirurgici e alle famiglie non solo un alloggio gratuito, ma anche un luogo accogliente e un tempo di normalità in un momento difficile come l’ospedalizzazione. La ristrutturazione delle nuove Case ABC è stata resa possibile anche grazie a questa donazione.

“Siamo orgogliosi di aver contribuito a un progetto che ha permesso di sostenere ABC Bambini Chirurgici e l’Ospedale Marterno infantile Burlo Garofolo di Trieste con una tecnologia importante per la salute dei più piccoli e, al tempo stesso, di realizzare uno spazio pensato per ritrovare una dimensione di quotidianità anche nei momenti più difficili”, dichiara Pasquale Di Sarno, il direttore dello stabilimento Barilla di Muggia in provincia di Trieste“Crediamo fortemente nel valore delle collaborazioni sul territorio capaci di mettere al centro i bisogni delle persone: è da questa sinergia tra pubblico e privato che nasce la possibilità di stare davvero vicini alle famiglie dei piccoli pazienti e contribuire a creare ambienti di accoglienza”.

“Desideriamo ringraziare Barilla per la collaborazione con ABC Bambini Chirurgici che si consolida nel tempo e che rappresenta un esempio concreto di come la responsabilità sociale d’impresa possa tradursi in un impatto reale sul territorio. La donazione realizzata è particolarmente significativa: la strumentazione destinata al reparto di oculistica farà davvero la differenza per bambini molto piccoli, contribuendo a migliorare in modo concreto la qualità delle cure. Accanto a questo, il contributo ha riguardato anche la realizzazione e l’allestimento della zona pranzo dei nuovi appartamenti di ABC, uno spazio pensato non solo per rispondere a esigenze pratiche, ma per offrire alle famiglie un ambiente accogliente, curato e capace di sostenere anche il loro benessere emotivo durante il percorso di cura. Non si tratta solo di un intervento funzionale, ma di un elemento che incide sul benessere complessivo delle persone, offrendo un ambiente accogliente e curato in un momento così delicato della loro vita”, dichiara Giusy Battain, fondatrice e direttrice dell’Associazione ABC Bambini Chirurgici.

PRODUZIONE E SOLIDARIETÀ: IL CONTRIBUTO DEL PLANT DI MUGGIA AL TERRITORIO

Lo stabilimento Barilla di Muggia rappresenta una realtà produttiva strategica per il territorio che conta 167 persone, 5 linee di produzione e 19 linee di confezionamento, una capacità produttiva di 180 mila tonnellate annue e prodotti esportati in tutto il mondo. Accanto all’attività produttiva, il plant si distingue per il forte impegno sociale delle proprie persone: nel corso dell’ultimo anno sono stati donati quasi 8.000 kg di pasta a realtà come Caritas e Comunità di Sant’Egidio, a sostegno delle persone in difficoltà, e ulteriori 8.000 kg ad associazioni sportive dilettantistiche impegnate in iniziative dedicate a bambini e persone con disabilità, confermando una cultura aziendale attenta alla solidarietà e al supporto concreto delle comunità locali.