Una risposta concreta, costruita dal basso e capace di coinvolgere la comunità. Si è svolto domenica 26 aprile, all’Adriano Panatta Racquet Club di Treviso, il corso gratuito dedicato all’utilizzo dello spray antiaggressione, promosso dalle famiglie dei ragazzi coinvolti nell’aggressione avvenuta lo scorso dicembre in centro storico, nei pressi di Porta San Tomaso. All’iniziativa hanno preso parte 50 cittadini, tra genitori, giovani e adulti, che hanno colto l’occasione per confrontarsi su un tema complesso e attuale, partecipando attivamente al momento formativo, caratterizzato da numerosi interventi e domande. Durante l’incontro è emersa anche la richiesta, da parte dei partecipanti, di promuovere ulteriori momenti informativi analoghi, in linea con il percorso più ampio che le famiglie promotrici intendono sviluppare nei prossimi mesi sul tema della prevenzione della violenza e della sicurezza urbana.
Il corso, condotto da Ivan Reyes, Master Teacher di 360 Difesa Personale, affiliata alla Scuola Italiana Krav Maga (SIKM), ha affrontato in modo approfondito il tema dell’autodifesa legale, fornendo informazioni puntuali sull’utilizzo dello spray OC (oleoresin capsicum), comunemente noto come spray al peperoncino: dall’inquadramento normativo alle modalità di impiego, fino alle procedure di decontaminazione. Durante la mattinata, Reyes ha sottolineato l’importanza di un approccio corretto e responsabile all’autodifesa, evidenziando come lo spray antiaggressione rappresenti l’unico strumento legale, disciplinato dal DM 103/2011, immediatamente utilizzabile in caso di minaccia o aggressione, con un’efficacia pari all’87% dei casi.
Nel corso dell’incontro sono state fornite ai cittadini informazioni chiare su cosa sia possibile fare per difendersi senza provocare danni irreversibili e su come gestire situazioni di pericolo. È stato inoltre ribadito come la difesa personale non debba basarsi sulla forza fisica, ma su comportamenti e scelte in grado di ridurre i rischi e aumentare le possibilità di uscire da una situazione critica.
Il corso e l’utilizzo dello spray rappresentano infatti un’azione informativa sui diritti e sulle possibilità concrete che ogni cittadino ha per proteggersi, da affiancare a un necessario lavoro educativo e sociale rivolto ai giovani e alla comunità. L’iniziativa si inserisce, proprio per questi motivi, in un percorso più ampio – attualmente in fase di definizione – dedicato ai temi della violenza giovanile, della violenza in generale e della sicurezza urbana, con l’obiettivo di promuovere una maggiore preparazione individuale e collettiva di fronte a situazioni di potenziale pericolo e di favorire un confronto sull’educazione al dialogo e alla risoluzione non violenta dei conflitti, in particolare tra i più giovani.
DICHIARAZIONI
FAMIGLIE ORGANIZZATRICI
“Si tratta della seconda iniziativa che promuoviamo dopo il flash mob dello scorso dicembre e la risposta della città ci ha colpito profondamente – dichiarano le famiglie promotrici –. Vedere una partecipazione così ampia significa che esiste un bisogno reale di sicurezza, ma anche di dialogo e condivisione. Quello che è successo ai nostri figli resta una ferita aperta, ma oggi abbiamo visto qualcosa di diverso: una comunità che non si gira dall’altra parte, che sceglie di esserci e di reagire. Questo corso informativo rappresenta solo l’inizio. Vogliamo proseguire su questa strada, creando occasioni concrete per informare, formare e promuovere una cultura della prevenzione e dell’educazione. Stiamo già lavorando ad altri momenti aperti alla cittadinanza. Organizzare queste attività richiede tempo ed energie, che troviamo al di fuori della famiglia, del lavoro e degli altri impegni, ma sentiamo che è importante continuare questo percorso per affrontare il tema della violenza, in particolare quella giovanile.”
IVAN REYES – MASTER TEACHER SIKM
“La sicurezza personale nasce dalla prevenzione, dalla consapevolezza e dal rispetto della legalità. Imparare a utilizzare correttamente lo spray OC significa avere uno strumento di protezione efficace da usare solo in caso di reale necessità e sempre nel rispetto della legge. La difesa fisica deve essere considerata esclusivamente come extrema ratio, quando ogni possibilità di evitare il conflitto o chiedere aiuto non è più possibile. È fondamentale mantenere fiducia nelle istituzioni e nel ruolo delle Forze dell’Ordine, che restano il principale punto di riferimento per la sicurezza collettiva. 360 Gradi Difesa Personale, che detiene i loghi della SIKM, la Scuola Italiana Krav Maga, promuove una cultura della difesa personale basata su prevenzione, responsabilità e formazione, mai sulla violenza, ma sulla capacità di proteggersi nel pieno rispetto della legge.”