Le linee guida per accedere agli incentivi

l nuovo bando della Regione Friuli-Venezia Giulia sulla sostituzione degli impianti a biomassa domestica è un’azione che punta a diminuire una delle principali fonti di emissioni locali e ad accelerare la transizione verde verso tecnologie elettriche, caratterizzate da migliori prestazioni energetiche e da un minore impatto ambientale.

La Regione ha stanziato 490.000 euro per favorire la dismissione di vecchi generatori di calore alimentati a biomassa legnosa – come legna, pellet e cippato – con potenza fino a 35 kW e classificazione ambientale fino a tre stelle oppure non classificati. In sostituzione, il contributo sostiene l’installazione di sistemi più performanti dal punto di vista energetico e ambientale, tra cui pompe di calore elettriche e generatori a biomassa di nuova generazione. Il contributo, destinato a privati cittadini su unità immobiliari ad uso residenziale situate nel territorio regionale, può arrivare fino a 4.000 euro nei comuni in cui sono stati accertati superamenti dei valori obiettivo per il benzo-a-pirene negli anni 2021-2024 e fino a 3.000 euro negli altri casi. Le domande potranno essere presentate online fino al 15 luglio 2026.

Un aspetto centrale riguarda la fase di implementazione dell’incentivo. La procedura richiede infatti il coordinamento di più passaggi – dalla dismissione del vecchio impianto all’installazione del nuovo sistema, fino alla raccolta della documentazione tecnica e alla presentazione della domanda tramite piattaforma digitale – che, pur essendo formalmente accessibili, presuppongono competenze operative e una certa familiarità con gli iter amministrativi. È qui che interviene TABO, la scale-up fondata nel 2022 e specializzata nell’efficientamento energetico soprattutto nel territorio del Nord Est, proponendosi come interlocutore unico per il cittadino. L’azienda offre un supporto end-to-end lungo tutte le fasi del processo – dal sopralluogo al dimensionamento, dalla gestione delle pratiche per gli incentivi fino all’installazione – con l’obiettivo di rendere l’esperienza più semplice, fluida e accessibile.

Abbiamo sviluppato un modello ‘chiavi in mano’ per il settore delle energie rinnovabili, in cui ogni fase è progettata in chiave digitale, rapida e trasparente, con una forte attenzione all’esperienza del cliente”, spiega Nima Oulomi, founder e CEO di TABO. “Quando si tratta di bandi pubblici, il processo di applicazione è spesso tutt’altro che immediato per il cittadino medio. Per questo oggi non è più sufficiente fornire la tecnologia: il valore sta nella capacità di semplificare e gestire l’intero percorso. Se il cittadino viene lasciato solo a districarsi tra moduli, requisiti e passaggi tecnici, il rischio è che l’incentivo perda efficacia”.

Un incentivo locale che punta a un cambiamento culturale

La portata economica del bando è limitata e non ha la scala per incidere in modo strutturale sul mercato nazionale ma il messaggio è chiaro: “La Regione Friuli-Venezia Giulia sta promuovendo le pompe di calore per affrontare un problema preciso, ossia l’inquinamento generato dalla biomassa domestica. L’approccio è pragmatico: individuare gli impianti più datati e incentivare la riqualificazione attraverso un contributo economico diretto ai cittadini. Quando un’amministrazione pubblica finanzia la sostituzione di una stufa a legna con una pompa di calore sta infatti tracciando con chiarezza una traiettoria tecnologica”, osserva Nima Oulomi, founder e CEO di TABO.

Nel breve periodo l’effetto della misura resterà concentrato sul territorio regionale con un aumento della domanda di ammodernamento degli impianti e una conseguente crescita dell’attività per installatori e operatori del settore. Tuttavia, il valore dell’iniziativa è anche di natura culturale, in quanto può contribuire a ridurre la distanza tra modelli di consumo consolidati e l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche. La misura si rivolge a una fascia di utenti che utilizza sistemi a legna o pellet per il riscaldamento domestico e che tende ad adottare più lentamente tecnologie come le pompe di calore. In questo senso, l’incentivo svolge un ruolo nel ridurre sia la barriera economica sia quella culturale all’ingresso, favorendo una maggiore diffusione di soluzioni più efficienti e sostenibili.

A questo si aggiunge il tema dell’efficienza. Le pompe di calore funzionano secondo un principio di valorizzazione dell’energia elettrica più che di semplice conversione. Questo si traduce in consumi più prevedibili e, nelle condizioni ideali, soprattutto in abbinamento con il fotovoltaico, anche potenzialmente più contenuti. Questa tecnologia elimina alla radice le emissioni locali in ambiente domestico, che rappresentano proprio uno degli aspetti su cui l’amministrazione regionale del Friuli-Venezia Giulia intende intervenire.

A proposito di

TABO è un’azienda italiana (con sede a Silea (TV), in Veneto) fondata nel 2022 dal giovane imprenditore Nima Oulomi (classe 1998), con l’obiettivo di semplificare l’accesso al fotovoltaico attraverso un modello digitale, trasparente e orientato all’esperienza del cliente. Dalla progettazione all’installazione, ogni fase del processo è gestita da remoto, riducendo i tempi di attivazione a 15 giorni contro i 60 di media del mercato. TABO è una realtà in crescita che oggi conta oltre 450 impianti fotovoltaici installati nel Nord-Est, e un team di 30 persone (con oltre l’80% dei dipendenti sotto i 30 anni).