foto di Massimo Silvano

Nata dall’esperienza diretta di un gruppo di genitori di bambini prematuri, l’associazione di volontariato Scricciolo opera da anni a Trieste per offrire supporto morale, materiale e psicologico alle famiglie che affrontano il delicato percorso della nascita prematura o aggravata da rischi per la vita.

L’attività dell’associazione si sviluppa in stretta collaborazione con il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, con l’obiettivo di accompagnare i genitori in un momento complesso e spesso segnato da fragilità emotive, economiche e organizzative.

Uno dei progetti più importanti promossi dall’associazione è Le case di Scricciolo per i genitori di neonati prematuri o a rischio, iniziativa che mette a disposizione appartamenti destinati ad accogliere le famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, in forma gratuita.

Sono stati presentati oggi i due alloggi di cui l’Associazione dispone e che gestisce anche grazie al contributo della Fondazione CRTrieste. Erano presenti all’evento Serena Bontempi di Roccaspada, Presidente dell’Associazione Scricciolo, Francesco Peroni, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste, Sabrina Plet, psicologa che offre supporto alle famiglie, e Laura Travan, Direttore della Struttura Complessa Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’IRCCS Burlo Garofolo.

Negli alloggi situati nelle vicinanze dell’ospedale i posti letto messi a disposizione sono 6. Nel corso del 2025 sono state accolte complessivamente 49 famiglie; nella maggior parte dei casi si è trattato di mamme sole, ma in diverse situazioni è stato possibile ospitare l’intero nucleo familiare.

Le famiglie ospitate provengono prevalentemente dal territorio regionale, ma cresce il numero di nuclei provenienti da fuori regione o dall’estero, spesso in condizioni di forte vulnerabilità sociale ed economica.

Negli ultimi anni, anche a seguito della pandemia, i costi di gestione delle strutture sono aumentati sensibilmente, mentre è cresciuta la necessità di garantire un’accoglienza continuativa a famiglie immigrate o prive di adeguati riferimenti sul territorio.

Per molte di queste persone, poter contare su un alloggio vicino al proprio bambino ricoverato rappresenta non soltanto un aiuto pratico, ma un sostegno fondamentale per mantenere unita la famiglia durante il periodo di degenza.

Informazioni:

Serena Bontempi di Roccaspada: + 39 338 6982426 – [email protected]