Oggi alll’Urban Center di Trieste si è svolta la prima riunione in presenza degli Enti aderenti al Protocollo d’intesa “Innovazione d’Insieme”, l’accordo quadro che unisce Comuni, società in house e gestori di pubblici servizi attorno a un obiettivo strategico condiviso: accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione attraverso la cooperazione diretta, il riuso di soluzioni e la definizione di modelli comuni.

Il Protocollo – aperto all’adesione di tutti gli enti locali interessati, indipendentemente dalla collocazione territoriale – nasce dalla consapevolezza che la trasformazione digitale non si governa in solitudine.

Il suo cuore operativo sono i Tavoli di lavoro tematici, in cui i referenti designati da ciascun ente si confrontano su processi, architetture, standard e soluzioni, con l’obiettivo di coprogettare e cosviluppare componenti interoperabili e riutilizzabili ai sensi dell’art. 69 del Codice dell’Amministrazione Digitale.

Un modello che punta esplicitamente al contenimento dei costi dell’innovazione, evitando che ciascun ente reinventi ciò che altri hanno già sperimentato.

La scelta di focalizzare questa sessione su tre ambiti specifici non è casuale: sono esattamente i campi in cui le norme si stanno evolvendo con maggiore rapidità e in cui la mancanza di standard condivisi rischia di produrre risposte frammentate e inefficienti. Il confronto tra pari – tra enti che affrontano gli stessi vincoli normativi e le stesse sfide organizzative – è la forma più efficace per interpretare disposizioni ancora in fase di consolidamento e tradurle in scelte operative coerenti.

L’incontro ha visto la partecipazione in presenza dei rappresentanti dei Comuni di Milano, Torino, Monza e Trento, con il collegamento in videoconferenza degli altri Enti aderenti.

La giornata si è articolata in una sessione plenaria di aggiornamento e coordinamento strategico, strutturata attorno a tre pilastri:

  • intelligenza Artificiale: analisi delle opportunità di implementazione nei flussi operativi degli enti e allineamento con i requisiti normativi, a partire dal Regolamento europeo sull’IA. Il Protocollo consente di condividere le soluzioni già in corso di adozione, evitando che ogni ente affronti da solo un percorso ancora in gran parte da tracciare.
  • cybersicurezza: rafforzamento della resilienza infrastrutturale e adeguamento ai framework normativi nazionali. In un settore in cui le minacce evolvono continuamente e le disposizioni regolamentari si aggiornano di conseguenza, la risposta condivisa è anche la più efficace, oltre che la più efficiente in termini di risorse.
  • governance ICT: consolidamento dei modelli di cooperazione intercomunale attraverso il confronto su approcci organizzativi e decisionali. Uniformare i modelli adottati — dagli strumenti di demand management alle architetture enterprise — significa costruire le condizioni per una reale interoperabilità e per la coprogettazione di servizi digitali trasversali.

Ospitare questa prima riunione in presenza è per Trieste un segnale concreto di partecipazione attiva al percorso di modernizzazione della pubblica amministrazione.

Il Comune di Trieste conferma il proprio impegno nel Protocollo convinto che la collaborazione tra enti – nella condivisione aperta di esperienze, modelli e soluzioni – sia la via più solida per costruire servizi digitali all’altezza delle aspettative dei cittadini e delle imprese, nel rispetto delle norme e con un uso responsabile delle risorse pubbliche.