4 – 7 giugno 2026 / 18 – 21 giugno 2026 / 25 – 28 giugno 2026 Giardino del Museo Sartorio, ore 21.00 

Ritorna per la sua sesta edizione LET’S PLAY, la rassegna teatrale inserita nel cartellone di Trieste Estate 2026 e realizzata grazie alla collaborazione tra i teatri La Contrada, Bonawentura / Teatro Miela e il Teatro Stabile Sloveno.

La manifestazione è in programma in tre weekend: dal 4 al 7 giugno, dal 18 al 21 giugno e dal 25 al 28 giugno, e si svolgerà anche quest’anno negli spazi esterni del Museo Sartorio di Trieste, grazie alla collaborazione con il Comune di Trieste e i Civici Musei.

Anche per questa edizione, LET’S PLAY conferma la propria vocazione a valorizzare il dialogo tra realtà teatrali del territorio, proponendo un calendario di spettacoli capace di intrecciare linguaggi, sensibilità artistiche e pubblici diversi in uno dei luoghi più suggestivi della città.

Il programma è stato presentato oggi al Civico Museo Sartorio alla presenza di Serena Tonel – vicesindaco del Comune di Trieste, Livia Amabilino –direttrice artistica e presidente de La Contrada di Trieste,Nina Ukmar – direttrice del Teatro Stabile Sloveno – Slovensko stalno gledališče, Francesco De Luca – direttore organizzativodi Bonawentura / Teatro Miela e Lino Marrazzo, regista dello spettacolo inaugurale Oro Bianco/ Sol”, nuova coproduzione dei 3 teatri.

Per questa edizione, il programma di LET’S PLAY propone nove spettacoli distribuiti in dodici serate: una coproduzione dei tre teatri, due produzioni del Teatro La Contrada, tre produzioni di Bonawentura/Teatro Miela e tre appuntamenti del Teatro Stabile Sloveno, di cui due spettacoli ospiti.

Tra le novità di quest’anno, oltre alla nuova coproduzione Oro Bianco / Sol e a diversi titoli inediti, debutta il BigliettONE: un carnet non nominale del valore di 45 euro, valido per tutti gli spettacoli in cartellone fino all’esaurimento dei nove ingressi complessivi previsti.

Ad aprire la rassegna, giovedì 4 giugno — con repliche giovedì 18 e domenica 28 giugno — sarà “Oro Bianco / Sol!”, la nuova coproduzione di Bonawentura / Teatro Miela, Teatro La Contrada e Teatro Stabile Sloveno. Lo spettacolo, scritto da Eva Maver e con la regia di Lino Marrazzo, che ha collaborato anche alla stesura del testo, sarà arricchito dai video di Mario Bobbio e dalle musiche di Ilija Ota. In scena Eva Maver, Ilija Ota, Romina Colbasso e Maurizio Zacchigna.

Il sale ha favorito scambi e relazioni, stimolando la fantasia letteraria, culinaria e musicale. Indispensabile come l’acqua, con cui trova un equilibrio perfetto, regola la vita e la storia di ogni essere vivente.

Lo spettacolo è un viaggio tra narrazione, musica e curiosità dedicato a questo prezioso elemento, il sale, l’“oro bianco”, come veniva definito in passato e come continua a essere chiamato ancora oggi in senso universale e locale, con la grande storia e all’attività delle saline tra Trieste, Muggia e Pirano.

Venerdì 5 giugno andrà in scena “Cik Pausa. Ovvero viaggio tra le molteplici e complesse personalitàin pausa sigaretta“, produzione Bonawentura, di e con Laura Bussani; lo spettacolo al suo debutto aveva beneficiato dell’amichevole supervisione di Marko Sosič.

Confessioni tragicomiche, riflessioni ironiche e ricordi incerti esplodono in improvvise performance esilaranti durante la pausa sigaretta che è un intervallo nel mezzo del lavoro ma anche, in un certo senso, pausa dalla vita. Tra comicità e malinconia, Laura Bussani dà vita a una moltitudine di personaggi in un assolo travolgente, sospeso tra cabaret e imprevedibile flusso di coscienza. 

La sera seguente, sabato 6 giugno, sarà la volta di “Topolini”, produzione Bonawentura, di e con Luigi Orsini. Il racconto di un giovane abruzzese che finisce quasi per caso a fare il bagnino ai “Topolini” di Trieste: niente sabbia da cartolina, ma scogli, vento e dialetto. Un monologo comico e affettuoso sull’incontro tra mondi e persone, con battute fulminanti, aneddoti e riflessioni intime. Un inno all’identità e alla sorprendente umanità dei luoghi più impensabili. 

Domenica 7 giugno andrà in scena “Secondo Amleto”, produzione Bonawentura in collaborazione con Artifragili. Il progetto drammaturgico, firmato da Davide Rossi e liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare, vede in scena Alejandro Bonn, che cura anche la regia, Veronica Dariol, Davide Rossi e Giacomo Tamburini.

La storia ruota attorno a una famiglia di circensi che si ritrova sul palco per errore, con lo spettacolo incompleto e Amleto assente. I clown Orazio, Claudio e Ofelia si trovano quindi a improvvisare, tra numeri mancati e vita privata che invade il palco: Ofelia con l’hula hoop, Claudio tra cerchi di fuoco, Orazio con l’escapologia. L’arrivo di Amleto porterà molti dubbi. 

La rassegna ripartirà il 18 giugno con la replica di “Oro bianco / Sol” in apertura del week end a cura del Teatro Stabile Sloveno. Venerdì 19 giugno sarà invece la volta di un omaggio al centenario della morte del poeta Srečko Kosovel con la produzione “Uniti nello spirito e nell’amore”. Lo spettacolo nato dalla collaborazione del TSS con SKDBarkovlje racconta di come il giovane Kosovel ricercasse soltanto parole autentiche in un tempo lacerato quale fu il suo. Ascoltare i suoi pensieri e le sue lucide riflessioni in un tempo tormentato come il nostro dimostra quanto la storia e le vicende umane si ripetano e quanto i suoi scritti possano incontrare la sensibilità dell’uomo del nostro secolo con incredibile efficacia. Ne firma la regia Eva Maver in scena con Matija Kralj, Daria Ivana Vitez, David Žerjal, Tina Renar, il gruppo vocale Adrija e Kiyan Mauri.

Sabato 20 giugno andrà in scena lo spettacolo “Babe”, nato dalla concezione coreografica di Daša Grgi

e arricchito dal paesaggio sonoro di Lara Baruca. Questa coproduzione tra Danceproject Festival e Mojca Majcen intreccia danza, suono e teatro, ispirandosi alla mitologia slovena e agli archetipi della femminilità. In scena vedremo Lara Baruca, Daša Grgič e Nikla Petruška Panizon. Lo spettacolo sarà preceduto dalla consegna del Premio teatrale Tantadruj, dedicato alle eccellenze dei teatri del litorale (Trieste, Capodistria e Nova Gorica) nella stagione appena trascorsa.

Domenica 21 giugno arriva “La dolce guerra”, storia dell’amore tra un pioniere del cinema e una maestra elementare durante la Prima Guerra Mondiale, quando il consenso popolare veniva incentivato anche grazie al neonato cinema (ai tempi l’industria cinematografica italiana era una delle più fiorenti al mondo) e alla scuola, che divennero potenti mezzi di propaganda per il sostegno patriottico. Elena Ferrari e Mariano Arenellasono i due protagonisti e autori di questa produzione Cabiria Teatro.

Let’s Play ritornagiovedì 25 giugno con l’appuntamento Contrada realizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia con il Bando creatività. “El paseger dimandase sarà bel” è uno spettacolo interpretato da Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Enza De Rose, Omar Giorgio Makhloufi e Giacomo Segulia che ne cura anche la regia, arricchito dalle musiche di Tony Kozina e con la partecipazione straordinaria di Riccardo Cepach. Si gioca con le parole della premiata ditta Carpinteri e Faraguna, rievocando alcuni preziosi testi proposti nelle stagioni passate dalla Contrada, che compie quest’anno 50 anni, per perdersi nel particolare dialetto istro-dalmato e omaggiare quel repertorio tanto amato dal pubblico. Sul palco prendono vita alcuni racconti tratti dalle Maldobrie, una selezione di poesie da Serbidiola, un estratto daDue paia di calze di seta di Vienna,che fu anche uno dei più celebri spettacoli della Contrada, e da Debegnac Debegnac (le celebri conversazioni tra Mama e “el fio de Mama”).  Verranno a raccontare le loro storie anche il celebre sior Bortolo e siora Nina, alcune delle figure mitiche come Barba Nane, Marco Mitis, il comandante Terdoslavich, il comandante Brazzanovich e altri ancora. Aprirà la serata un prologo, a metà fra lezione-spettacolo e stand-up comedy, di Riccardo Cepach, ideatore e responsabile del museo della letteratura LETS, lettore e studioso degli autori ai quali è dedicato l’appuntamento

Sabato 27 si ritorna in scenacon “Conversazioni con la Mamma” dell’argentino Santiago Carlos Oves con la regia di Marcela Serli e con Ariella Reggio e Maurizio Zacchigna. L’opera, nata originariamente per il cinema e successivamente approdata al teatro grazie all’adattamento di Jordi Galcerán, conserva una scrittura intima e vivamente dialogica che si nutre di silenzi e improvvise rivelazioni. Jaime, stretto dalla necessità di provvedere alla propria famiglia, torna dalla madre con un piano tanto pratico quanto spietato: vendere la sua casa. Ma lei, anziana e libera, non ha alcuna intenzione di collaborare. Nasce così un confronto che scardina le apparenze e ribalta le prospettive. 


La rassegna si conclude domenica 28 con l’ultima replica di “Oro Bianco/ Sol”

Per tutti gli spettacoli di Let’s Play sono previste sedi alternative in caso di maltempo. Info: https://www.miela.it/spettacoli/oro-bianco/

Ingresso a spettacolo € 10 

BigliettONE:  abbonamento NON nominale per 9 spettacoli € 45 – acquistabile online o alla biglietteria del Festival

•I biglietti sono acquistabili anche la sera stessa al Museo Civico Sartorio, un’ora prima dello spettacolo

Prenotazioni:

• La Contrada Teatro Stabile di Trieste

tel. 040.390613 /948471  TicketPoint tel. 040.3498276, sulla App gratuita della Contrada, su www.contrada.it e www.vivaticket.it

• Teatro Stabile Sloveno 

tel. 040 2452616 (mar-ven 10-14)

www.teaterssg.com e www.vivaticket.it

• Teatro Miela  c/o biglietteria del teatro tel. 0403477672  (lun-ven 17.00 – 19.00) Ticketpoint, Galleria Rossoni, corso Italia 9 (lun-sab, 8.30 – 12.30 e 15.30 – 19.00)  e www.vivaticket.it

Organizzazione a cura di: La Contrada Teatro Stabile di Trieste/ Gledališče La Contrada, Slovensko stalno gledališče / Teatro Stabile Sloveno, Bonaventura/Teatro Miela. In collaborazione con il Comune di Trieste 

Let’s play è parte di un più̀ ampio progetto di LETS, Letteratura a Trieste (dal quale trae per gentile concessione anche il logo), ideato dal Comune di Trieste, che mette in rimo piano limportanza della letteratura nell’identità di Trieste.