Due maestri del basket, due storie che hanno segnato generazioni, due modi diversi e complementari di leggere la pallacanestro. Si sono incontrati ieri a Trieste Dan Peterson e Bogdan “Boscia” Tanjević, protagonisti di un momento simbolico dell’anteprima di Sport Business Forum 2026.

L’occasione è stata l’appuntamento “Per me, numero uno: parola di coach”, dedicato a Dan Peterson, allenatore di basket, commentatore televisivo e membro dell’Italian Basketball Hall of Fame, svoltosi presso Trieste Campus. In platea, era presente anche Tanjević, figura centrale della storia del basket europeo e profondamente legato a Trieste, città che ha scelto come luogo di vita e di riferimento.

Una stretta di mano emozionante tra due personalità che hanno attraversato epoche, Paesi e culture sportive diverse: Peterson, capace di portare in Italia una nuova grammatica del basket e della sua comunicazione; Tanjević, maestro di talento, visione e formazione dei giovani, protagonista di grandi stagioni europee e italiane.

“Trieste non è una piazza qualsiasi: è una città che appartiene alla storia del basket italiano – ha sottolineato Dan Peterson durante il dibattito, dedicando un pensiero al capoluogo giuliano e alla delicata situazione societaria di Pallacanestro Trieste. “Qui il basket moderno ha trovato una delle sue culle nel dopoguerra e da qui sono passati miti come Cesare Rubini, Gianfranco Pieri, Giulio Iellini, Renzo Vecchiato, Alberto e Stefano Tonut, Gianmarco Pozzecco. Parliamo di leggende nazionali. Per questo Trieste, insieme a Udine e a questa parte d’Italia, rappresenta un pezzo fondamentale della geografia cestistica del Paese. Perdere una piazza così sarebbe un danno per tutto il movimento”.

I due coach si sono poi confrontati sullo stato del movimento della pallacanestro in Italia.

“Il basket italiano deve difendere le proprie radici e le proprie piazze storiche – ha detto Peterson – ma anche tornare a dare spazio ai giovani. Il problema non è il talento, ma il fatto che molti ragazzi finiscano il settore giovanile e poi restino in panchina. Allenarsi non basta, bisogna giocare, prendere responsabilità, sbagliare in partita e crescere dentro il campo. Tanjević questo lo aveva capito benissimo: i giovani li mandava in campo, li faceva sbagliare e così li trasformava in giocatori veri”.

“In Italia bisogna avere il coraggio di investire davvero sui propri giocatori – ha ribadito Tanjević sulla stessa lunghezza d’onda. Se aumentano sempre gli stranieri, i giovani italiani non trovano minuti, non hanno responsabilità e non possono crescere. Non si diventa giocatori restando in panchina: bisogna stare in campo, portare peso sulle spalle. Solo così si costruiscono giocatori veri e, di conseguenza, anche una nazionale più forte”.

L’incontro ha rappresentato il momento conclusivo dell’Anteprima Sport Business Forum 2026, promossa da Nord Est Multimedia e Il Piccolo di Trieste, con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia e di Promoturismo FVG, che si è svolta a Trieste il 28 e 29 maggio con incontri, interviste e momenti aperti alla città dedicati al ruolo dello sport come infrastruttura civile, comunitaria e culturale.

Dopo la tappa triestina, Sport Business Forum 2026 proseguirà il proprio percorso in Veneto con il cuore della manifestazione, in programma dal 5 al 7 giugno tra Treviso e Belluno, dove si alterneranno incontri con campioni e protagonisti dello sport, appuntamenti dedicati allo sportsystem, momenti aperti al pubblico, attività diffuse in città e occasioni di confronto sul valore economico, sociale e culturale dello sport.

Il programma completo e gli aggiornamenti sono disponibili su www.sportbusinessforum.com.

Credits

L’evento di anteprima è promosso da Nord Est Multimedia, Il Nord Est, Il Piccolo di Trieste

con il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo FVG

Main partner Banca Generali

Charity partner Fondazione SIT

Si ringrazia Trieste Campus