Dopo 48 anni di assenza da Trieste, torna uno dei titoli simbolo del milieu culturale mitteleuropeo e opera germinale per tutto il Novecento fino ai giorni nostri, Elektra di Richard Strauss nella nuova produzione del Teatro Verdi di Trieste, che vede il debutto all’opera dell’affermato regista cinematografico e di prosa Marco Filiberti, il podio di Enrico Calesso e un cast assai ferrato nel repertorio e costruito con meticolosa cura. L’allestimento, pur nel rispetto della grande classicità filtrata dalla lente novecentesca, stupirà per la presenza dell’orchestra in palco e per una sofisticata eleganza che è cifra stilistica di Filiberti in tutti i suoi lavori.
Dopo la fortunata operazione culturale dedicata al mito di Romeo e Giulietta da Shakespeare a Gounod, il Teatro Verdi di Trieste affronta una nuova sfida: riportare Elektra di Richard Strauss in città dopo l’ultima rappresentazione del 1978. Eseguita solo tre volte nella storia di Trieste, di cui la prima nel 1936 come quarto teatro italiano ad accogliere lo scandaloso capolavoro di Strauss e Hofmannsthal, Elektra rappresenta insieme a Salome, il culmine del cosiddetto ‘dittico espressionista’ di Strauss, ove l’eroina atride porta alle estreme conseguenze sia il tema dell’ossessione morbosa al femminile sia la sua resa in musica, dal celebre nome-motto “Agamennon” al famoso “Elektra-Akkord”. Profondamente influenzata dal milieu viennese degli Studi sull’Isteria di Freud e Breuer fino agli estremi violenti di Sesso e Carattere di Otto Weininger, Elektra respira la stessa atmosfera culturale che influenzò la letteratura triestina d’inizio secolo, vero compendio in musica di quella stagione creativa che pone ancora oggi la città fra le capitali letterarie italiane. Un appuntamento dunque imperdibile e raro, anche per lo sforzo produttivo che chiede ai teatri a causa dell’orchestra di dimensioni assai importanti e inusuali nell’opera e per l’ampissimo cast che chiede voci impeccabili anche sul testo, così da rendere piena giustizia a parole che affondano nella notte dei tempi, dalla tragedia greca fino alla modernità.


Nella nuova produzione del Verdi poi Elektra presenterà alcune sorprese decisamente nuove per il pubblico cittadino e non solo, infatti l’oceanica massa sonora disegnata da Strauss giungerà dal palco, con orchestra e direttore sempre protagonisti come un coro greco, mentre la scena vera e propria aggetterà sulla platea coinvolgendo gli spettatori nell’epica del dramma famigliare degli Atridi e sarà una classicità rovinosa ad avvolgere la sala, quasi una citazione della pittura di quel Grand Tour di cui Trieste, con la nota tragedia di Winckelmann, fu protagonista in una chiave noir che bene si addice ad Elektra. L’ambizioso progetto nasce dal Direttore Musicale Enrico Calesso ed è stato sviluppato in tutti i suoi dettagli in oltre un anno di lavoro, culminato con la scelta del regista milanese Marco Filiberti, profilo perfetto per portare sul palco del Verdi questo delicato equilibrio di citazioni e rimandi letterari, pittorici e musicali pur nell’assoluto rispetto di una classicità estetica di pura e signorile eleganza. Filiberti, noto nel mondo del cinema e della prosa per i suoi lavori sfidanti e per l’assoluta negazione di ogni compromesso, debutta dunque grazie al Verdi nel mondo dell’opera e vi è grande attesa per l’esito di questa innovativa operazione.
Ma anche l’ampio cast vocale ha richiesto un lavoro di ricerca lungo e minuzioso e vedrà nei ruoli principali star assolute del repertorio, come Okka von der Damerau, mezzosoprano conteso da direttori come Kiril Petrenko, Barenboim o Metha, che condividerà il ruolo di Clitemnestra con la serba-austriaca Sanja Anastasia. Quindi l’Elektra avrà il volto e la voce del soprano Elena Batoukova-Kerl, ben nota in città e sui palchi più prestigiosi del globo; con lei una vera esperta del ruolo e di tutto il repertorio straussiano, Diana Lamar. Per Crisotemi si avranno Simone Schneider, considerata nel mondo voce di riferimento per Strauss e Wagner, in alternanza al soprano austriaco Regina Riel, mentre Egisto sarà interpretato in tutte le recite dal berlinese Alexander Schulz. L’apparizione così invocata, temuta ed attesa di Oreste avrà la voce del basso russo Mikhail Petrenko, da sempre pupillo di direttori come Rattle, Harding, Barenboim fra i tanti, quindi del basso-baritono di lunga carriera Lars Fosser.

A Venerdì 19 giugno 2026 ore 20.00
S Sabato 20 giugno 2026 ore 16.00
D Domenica 21 giugno 2026 ore 16.00
C Venerdì 26 giugno 2026 ore 20.00
B Sabato 27 giugno 2026 ore 18.00
E Domenica 28 giugno 2026 ore 16.00
STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2025-2026
ELEKTRA
Richard Strauss
Libretto di Hugo von Hofmannsthal tratto dalla sua tragedia Elektra.
Ed. musicali: Fürstner/Schott
Rappresentante per l’Italia: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano
Maestro Concertatore e Direttore ENRICO CALESSO
Regia MARCO FILIBERTI
Scene BENITO LEONORI
Costumi DANIELE GELSI
Luci ALESSANDRO CARLETTI
Video MARIO SPINACI
Coreografia e movimenti scenici EMANUELE BURRAFATO
NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
Personaggi e interpreti principali
Klytämnestra
OKKA VON DER DAMERAU (19, 21, 26, 28/VI)
SANJA ANASTASIA (20, 27/VI)
Elektra
ELENA BATOUKOVA-KERL (19, 21, 26, 28/VI)
DIANA LAMAR (20, 27/VI)
Chrysothemis
SIMONE SCHNEIDER (19, 21, 26, 28/VI)
REGINA RIEL (20, 27/VI)Aegisth ALEXANDER SCHULZ
Orest
MIKHAIL PETRENKO (19, 21, 26, 28/VI)
LARS FOSSER (20, 27/VI)
Der Pfleger des Orest / Ein alter Diener ANDREA PELLEGRINI
Ein junger Diener SAVERIO FIORE
Die Aufseherin VALENTINA BILANCIONE
Die erste Magd SOPHIE HAAGEN
Die zweite Magd BENEDETTA MARCHESI
Die dritte Magd MARTA LOTTI
Die vierte Magd VERONICA PRANDO
Die fűnfte Magd MANDY FREDRICH
Die Vertraute/ La confidente
VIDA MATIČIČ MALNARŠIČ
Die Schleppträgerin / L’ancella dello strascico
FRANCESCA PALMENTIERI / ELISA SERAFINI
Maestro del Coro PAOLO LONGO
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano e inglese