Allo storico festival di Mortegliano in programma la presentazione del nuovo album “Rosari” in uscita proprio quel giorno

Il loro canto – orgogliosamente fuori dal coro – ha saputo fondere la spinta libertaria del punk con la forza poetica della terra friulana. Capaci di unire il folk impegnato di Giorgio Ferigo e del Canzoniere di Aiello con l’energia ribelle di Clash e Dead Kennedys, gli Arbe Garbe sono stati per quasi due decenni gli outsider della cultura ufficiale friulana, ma al tempo stesso la band più amata, viscerale e popolare a cavallo fra gli anni ’90 e i 2000. Oggi ritornano per riallacciare i fili di una storia unica. La loro è sempre stata una formazione aperta, un collettivo mutato nel corso di due decenni che oggi, però, si ritrova intorno al suo nucleo originale, guidato dai membri fondatori. Più che una band, gli Arbe Garbe hanno saputo dare voce a un’idea diversa di socialità e condivisione, capaci di catalizzare un intero movimento di persone e ideali.

Il cerchio si chiude (o si riapre?!) il prossimo sabato 20 giugno, alle 21, sul palco del Festintenda di Mortegliano, una data che coincide con l’uscita del loro nuovo album, “Rosari”. È un lavoro che riparte esattamente da dove si era interrotto il loro cammino, anche se attorno lo scenario è profondamente cambiato.

Il “sogno di Genova” e la spinta dei movimenti di protesta che avevano accompagnato l’apice della band in un’epoca storica ben definita si sono purtroppo infranti contro il muro della repressione e la deriva della “cultura da social network” restituendoci un mondo dalle tinte più fosche, dove la speranza va cercata e costruita su nuove basi. Questa è la visione delle cose che gli Arbe Garbe proporranno al loro pubblico proprio su quel palco del Festintenda dove tra la fine degli anni ’90 e i primi Duemila, la band radunava migliaia di persone (l’ultimo live registrò quasi 3000 paganti). Ora gli Arbe Garbe tornano a casa con un repertorio inedito, senza però dimenticare una manciata di inni generazionali: in scaletta non mancheranno i grandi classici e i cavalli di battaglia come Invadents, Il bûs dal cûl dal mont e San Martin. Ad aprire e chiudere le danze I’m In, il funambolico drum and bass solo di Marco d’Orlando e il punk rock dj set di dj Louise.