Una maratona rinfrescante di buona musica per salutare l’arrivo dell’estate nel cuore di Udine, dal tramonto a mezzanotte: è la Tomadini Open Night che rinnova il suo appuntamento in coincidenza con il solstizio d’estate, domenica 21 giugno. Dopo il successo dell’Open Day di maggio, la festa della musica torna così nell’Istituzione di Alta Formazione musicale in una speciale sessione serale, negli spazi del giardino del Conservatorio Tomadini, in piazza Primo maggio. È questa la 3^ edizione di Tomadini Open Night, e sarà la nuova Direttrice del Conservatorio Cristina Nadal ad accogliere il pubblico della città insieme al Presidente del Tomadini, Guglielmo Pelizzo. «La terza edizione di Tomadini Open Night – spiega Cristina Nadal, che entrerà nel vivo del suo mandato il prossimo autunno – trasformerà per una notte il Giardino del Conservatorio in un palcoscenico a cielo aperto, accogliendo il pubblico in un’atmosfera suggestiva e informale. Nelle esibizioni dei docenti e degli allievi della nostra istituzione si alterneranno concerti capaci di restituire, nella varietà dei linguaggi e dei repertori, la ricchezza e la vitalità della vita musicale del Tomadini. L’Open Night è soprattutto un invito aperto alla città: un’occasione per avvicinarsi al Conservatorio, scoprirne i talenti e vivere la musica come esperienza collettiva e accessibile a tutti. Con questa terza edizione, l’auspicio è che la serata si consolidi come un appuntamento fisso nel calendario culturale della città, un rituale annuale che la cittadinanza possa riconoscere, attendere e sentire proprio». E aggiunge il Maestro Beppino Delle Vedove, Direttore del Conservatorio Tomadini 2023 al 2026, dopo aver ricoperto il ruolo di vicedirettore dal 2015 al 2017: «abbiamo ideato l’Open Night nel 2024 come una perfetta integrazione dell’Open Day di maggio, perché trasforma l’approccio informativo e di orientamento della primavera in una grande festa collettiva all’aperto, per salutare l’estate insieme, condividendo una lunga serata di buona musica. Siamo lieti di rinnovare questo evento che è diventato una delle iniziative più apprezzate della programmazione annuale del Conservatorio Tomadini».

Evento nell’evento sarà, alle 18.45, l’intitolazione di un’Aula del Conservatorio al grande liutaio udinese Sergio Peresson, del quale il Tomadini possiede in custodia un prezioso violino, affidato agli studenti tramite bando. Interverranno i familiari di Sergio Peresson, classe 1913, nativo di Udine, scomparso nel 1991 nel New Jersey, noto a livello internazionale per aver costruito e fornito violini a famosi solisti come Isaac Stern, Yehudi Menuhin, Jaime Laredo, Eugene Fodor, Maria Bachmann ed Ivan Galamian, e per aver realizzato negli anni settanta un violoncello per Jacqueline du Pré.
La Tomadini Open Night 2026 sarà scandita da una sequenza di concerti affidati a musicisti e ensemble in cui suonano fianco a fianco gli studenti e i docenti del Conservatorio Tomadini, nel segno di una sinergia intergenerazionale e di un’avvincente contaminazione stilistica. Docenti e allievi, infatti, abbatteranno le barriere tra musica classica e contemporanea, musica da film e partiture cameristiche, trasformando il Conservatorio in un laboratorio vivo che saluta l’estate celebrando la musica come linguaggio di pura condivisione. Dal jazz al pop-rock, dalla musica cameristica agli ottoni, dai sax ai fiati,una cascata di note liberamente aperta alla partecipazione di tutti gli spettatori, senza prenotazione. Info e dettagli www.conservatorio.udine.it.
L’evento si aprirà alle 19 nel segno del pop-rock, con una band di 20 elementi diretta dal Maestro Valter Sivilotti, nella quale si esibiranno anche gli insegnanti Giuseppe Saracini, Michele Di Conti, Michele Papadia e Nicola Cantatore: grandi classici in repertorio, da I Will Survive a Love Theory. E si chiuderà, a mezzanotte, nel segno del jazz con un omaggio a Burt Bacharach e una sequenza di celebri sue partiture, suggellate da That’s what friends are for, resa celebre nella versione corale del 1985 per le voci di Dionne Warwick, Elton John, Gladys Knight, Stevie Wonder. Fra le formazioni in scena spicca per originalità l’Ensemble di fagotti, guidato dal docente Alarico Lenti, e per vivacità l’Ensemble di Fiati del Conservatorio, guidato dal direttore Antonio Piani sul celebre Adagio dalla Gran Partita K 361 di Wolfgang Amadeus Mozart, per virare poi nell’esecuzione di Shepherd’s Hey di Percy Grainger e della New world record polka di Matt Johnston. Il programma darà spazio anche alla profondità espressiva della Musica da Camera con un’attenzione particolare al repertorio per archi e pianoforte. Il Duo della violinista Valentina Manzocco con la pianista Dafne Comelli sarà impegnato nella virtuosistica esecuzione di Tzigane, la celebre Rapsodia da concerto di Maurice Ravel. Subito dopo, il violinista Ruggero Ottogalli e il pianista Francesco Morici si cimenteranno con la scrittura tardo-romantica francese, nei due movimenti dalla celebre Sonata per violino e pianoforte di César Franck. Sempre nell’ambito del repertorio cameristico spazio al Quintetto per Clarinetto e Archi, sulle note del Quintetto K.V. 581 di Mozart, mentre il Quintetto per Pianoforte e Fiati eseguirà l’op. 52 di Louis Spohr e il Trio per Clarinetto, Viola e Pianoforte nel Maerchenerzaelungen op. 132 di Robert Schumann. La spinta alla coralità strumentale sarà ben rappresentata dalle formazioni d’Archi, in Quartetto sullo Scherzo dal Quartetto in Re maggiore di César Franck e con il travolgente Primo movimento dal Quartetto numero sei in Fa minore opera 80 di Felix Mendelssohn. In Trio con una panoramica transnazionale: dal lirismo slavo di Antonín Dvořák passando per le tensioni del Novecento di Dmitrij Šostakovič, fino all’energia trascinante del Rondò all’ongarese di Franz Joseph Haydn. Il Trio Aulòsdedicherà l’intera performance al compositore Friedrich Kuhlau, il mondo dei sassofoni sarà esplorato attraverso il Rapsodia Saxophon Quartett e con un organico più ampio nell’Insieme di Sax del Conservatorio. Un’atmosfera densa di suggestioni popolari e cinematografiche arriverà con l’esibizione delle fisarmoniche, in due diverse configurazioni di Trio, da Little story di Janusz Wojtarowicz a un arrangiamento per tre fisarmoniche della celebre colonna sonora de I Pirati dei Caraibi di Klaus Badelt. L’Ensemble di Ottoni del Conservatorio sarà invece impegnato in un monumentale viaggio nel tempo, che unisce il barocco di Buxtehude e Bach alla musica elisabettiana di Byrd, fino a toccare il misticismo tardo-romantico di Nimrod di Elgar e lo sfarzo hollywoodiano della Parade of the Charioteers, celebre brano di Miklós Rózsa tratto dal film Ben Hur.