In occasione della Giornata Mondiale contro la Siccità, l’Europa si scontra con un paradosso certificato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente: nonostante l’efficientamento abbia tagliato i prelievi idrici del 14% in 20 anni, la morsa dello stress idrico non arretra, alimentata da temperature record che accelerano l’evaporazione di fiumi e invasi. Un’emergenza cronica che nei mesi caldi si trasforma in crisi strutturale, arrivando a colpire ben il 70% dei residenti nell’Europa meridionale, circa 105 milioni di persone, con l’Italia tra i primi Paesi per indice di sfruttamento idrico (27,2%). Di fronte a questa emergenza, la risposta passa dalla gestione industriale delle reti: in prima linea c’è BrianzAcque, “Top Utility” nazionale. “La lotta alla siccità si combatte su due fronti: investimenti sulle infrastrutture e una quotidiana alleanza antispreco con i cittadini”, spiega Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque
Garantire l’accesso all’acqua senza depauperare le falde acquifere è diventata la priorità ambientale del nostro decennio. In occasione della Giornata Mondiale contro la Siccità del 17 giugno, il dibattito europeo torna a focalizzarsi su una delle sfide climatiche più urgenti: la gestione e la preservazione della risorsa idrica. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), il continente vive un complesso paradosso: nonostante l’efficientamento tecnologico abbia permesso di ridurre i prelievi idrici complessivi del 14% negli ultimi due decenni, l’estensione geografica delle aree in sofferenza non si è ridotta. Questo scenario rende improbabile un’inversione di tendenza entro il 2030, specialmente per l’Europa meridionale, identificata dai report sul clima continentale come l’epicentro assoluto del rischio idrico. Nello specifico, la scarsità d’acqua colpisce ogni anno circa il 30% della popolazione che vive in aree con stress idrico permanente e fino al 70% in aree con stress idrico stagionale estivo:una cifra che si aggira complessivamente sui 105 milioni di persone. Un quadro allarmante confermato anche dal recente rapporto European State of the Climate (ESOTC) di Copernicus, che evidenzia una criticità strutturale: nel Sud Europa il deficit di acqua sotterranea e di umidità del suolo si sta accumulando di anno in anno, rendendo spesso insufficienti le precipitazioni invernali e primaverili per compensare lo stress termico dei mesi più caldi.
L’Italia, situata nel cuore del “hotspot” climatico mediterraneo, vive in prima linea questa vulnerabilità. In base all’indice di sfruttamento idrico plus (WEI+) che misura le condizioni di scarsità idrica stagionale più gravi per i paesi europei, l’Italia è ai primi posti con un indice del 27,2%, superata solo da Portogallo (30,7%), Romania (33,9%), Grecia (37,4%), Malta (66,7%) e, al primo posto, l’isola di Cipro (92,1%). I dati evidenziano come la frequenza di anomalie termiche stia surriscaldando il suolo, provocando un deficit idrico profondo che i soli piovaschi stagionali non riescono più a colmare. In questo scenario, la resilienza idrica dei territori non dipende più solo dal meteo, ma dalla capacità di azzerare gli sprechi infrastrutturali prima che la risorsa si disperda nel sottosuolo. Una risposta industriale, strutturale e virtuosa a questa crisi climatica arriva dalla Lombardia con il modello BrianzAcque, l’azienda partecipata dai 55 Comuni della Provincia di Monza e della Brianza che da oltre 20 anni gestisce industrialmente il servizio idrico integrato del territorio. Nata il 12 giugno del 2003 e cresciuta grazie a un percorso di fusioni e acquisizioni particolarmente sfidante, BrianzAcque figura oggi tra i primi operatori italiani grazie a un modello che mette al centro gli investimenti, cresciuti in modo esponenziale dai 2,3 milioni del 2011 ai 65,3 milioni del 2023, mantenendo parallelamente tra le tariffe più basse d’Europa: 1,55 euro per metro cubo, 88 centesimi in meno rispetto alla media nazionale. “La tutela dell’oro blu richiede una visione di sistema”, spiega Enrico Boerci, Presidente e Amministratore delegato di BrianzAcque. “I nostri investimenti infrastrutturali da record servono a rinnovare le condutture, abbattere le dispersioni e garantire la resilienza del territorio di fronte a estati sempre più estreme. Tuttavia, la tecnologia e le reti da sole non bastano se non sono supportate da un uso consapevole della risorsa nelle case di tutti noi. L’acqua dolce è un bene finito e limitato, e il contrasto ai cambiamenti climatici passa inevitabilmente attraverso l’evoluzione delle nostre abitudini quotidiane”.
Per supportare le famiglie in questa transizione e promuovere stili di vita più sostenibili, dagli esperti BrianzAcque 10 consigli pratici per evitare gli sprechi ed eludere le difficoltà legate alla carenza d’acqua in estate:
- Chiudere il rubinetto quando non serve: un gesto tanto banale quanto cruciale. Lasciar scorrere inutilmente l’acqua mentre ci si insapona, ci si lava i denti o ci si rade comporta uno spreco evitabile di decine di litri.
- Privilegiare la doccia al bagno: per riempire una normale vasca da bagno servono circa 150 litri d’acqua, mentre una doccia di 5 minuti ne consuma un terzo (circa 50 litri).
- Installare i frangigetto ai miscelatori: questi piccoli ed economici dispositivi miscelano l’acqua in uscita con l’aria: il getto appare ugualmente corposo, ma il consumo effettivo di acqua si dimezza.
- Utilizzare gli elettrodomestici solo a pieno carico: avviare lavatrici e lavastoviglie soltanto quando sono completamente piene ottimizza non solo i consumi idrici, ma abbatte significativamente anche quelli energetici in bolletta.
- Monitorare e riparare le perdite: un water che perde internamente o un rubinetto che gocciola in modo costante possono disperdere silenziosamente fino a 100 litri d’acqua potabile in un solo giorno.
- Annaffiare le piante nelle ore serali: durante le giornate estive, bagnare il verde al tramonto o nelle ore notturne impedisce che l’acqua evapori rapidamente a causa del calore solare, garantendo alle radici il tempo necessario per l’assorbimento.
- Fare la “doccia musicale”: scegliere una canzone di 3-4 minuti e concludi la doccia prima che finisca. Molte persone riducono il consumo senza percepire una rinuncia.
- Praticare il recupero idrico in cucina: l’acqua usata per lavare frutta e verdura, così come quella di cottura della pasta (se non salata eccessivamente), è perfetta per essere recuperata e riutilizzata per innaffiare i vasi sui balconi.
- Lavare l’auto in modo inverso: primarimuovere polvere e sporco con un panno in microfibra umido e solo alla fine risciacquare rapidamente. Si può consumare meno della metà dell’acqua rispetto a un lavaggio tradizionale.
- Fare attenzione all’impronta idrica invisibile: dietro ogni prodotto, dal cibo ai capi di abbigliamento, c’è un enorme consumo d’acqua impiegato per la produzione. Ridurre lo spreco alimentare e fare acquisti ponderati aiuta a preservare i bacini idrici su scala globale.