Lunedì 22 giugno 2026 alle ore 16.30 all’interno del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste in concomitanza con la Mostra “A passeggio con Svevo in cartolina”, si terrà la lettura scenica di e con Paolo Puppa dei testi tratti dal libro “Lettere in scena. Italo Svevo scrive alla moglie e a Pirandello” (Italo Svevo Edizioni, 2023). Ingresso libero fino a esaurimento posti

Lunedì 22 giugno 2026 alle ore 16.30  il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Poste italiane sito in piazza Vittorio Veneto, 1 all’interno dell’ufficio postale di Trieste Centro, in concomitanza con la Mostra “A passeggio con Svevo in cartolina”, ospiterà la lettura scenica di e con Paolo Puppa, che al termine dialogherà con il pubblico, del testo “Lettere in scena. Italo Svevo scrive alla moglie e a Pirandello” (Italo Svevo Edizioni, 2023).

L’appuntamento culturale, che prevede una lettura attoriale a cura dello stesso Puppa, autore del libro “Lettere in scena. Italo Svevo scrive alla moglie e a Pirandello” (Italo Svevo Edizioni, 2023), edito in occasione del centenario della pubblicazione del capolavoro di Italo Svevo “la coscienza di Zeno”, porrà a confronto due illustri esponenti della cultura italiana del primo Novecento come Pirandello e Svevo.

Nel corso dell’incontro, l’autore ricorderà sia le traversie editoriali patite da Italo Svevo prima della tardiva consacrazione mondiale con la pubblicazione nel 1923 de “La coscienza di Zeno” che i rispettivi legami di Svevo e Pirandello con la cultura europea: l’amicizia con Joyce per il primo e il Nobel per il secondo ne rappresentano solo due esempi.

Dopo la recita di un’opera di Pirandello a Trieste la ricca famiglia della moglie di Svevo (Veneziani) invitò il maestro siciliano a una cena nel loro palazzo al termine della quale un imbarazzato e riluttante Svevo lasciò il manoscritto de “La coscienza di Zeno” nelle mani di Pirandello.

Il racconto, tratto da una vicenda realmente accaduta, dove solo i dettagli sono frutto di fantasia, grazie alle ricostruzioni storiche dell’autore, guadagna una forte credibilità.

Si tratta di una ricostruzione epistolare ad opera del professor Paolo Puppa, noto scrittore e drammaturgo, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo all’Università Ca’ Foscari di Venezia, di un incontro a Trieste tra Ettore Schmitz (Italo Svevo), autore di romanzi non ancora di successo e il Premio Nobel per la Letteratura, Luigi Pirandello.

All’interno della serata avrà luogo la lettura drammatizzata di due lettere scritte e interpretate dal professor Puppa: una, dove Svevo scrive a Pirandello contestando la sottovalutazione della sua opera e una seconda dove un tiepido Pirandello conclude il rapporto epistolare con Svevo per il tramite di un membro della sua compagnia teatrale.

Al termine delle letture il professor Puppa illustrerà i retroscena e i dettagli di questo carteggio immaginario, rispondendo anche alle domande del pubblico e soffermandosi sull’importanza letteraria dei due grandi scrittori coinvolti.

L’evento, promosso dal Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste in collaborazione con la Italo Svevo, offrirà anche l’opportunità di illustrare l’attività svolta finora e fornire qualche anticipazione sulle future pubblicazioni e iniziative della casa editrice di Trieste.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il libro
“Lettere in scena. Italo Svevo scrive alla moglie e a Pirandello” di Paolo Puppa
I Germogli
Codice ISBN 978-88-946668-6-1
Uscita: novembre 2023
14€

Una raccolta di scritti eterogenei volti a dare uno spaccato fuori dagli schemi sull’uomo Ettore Schmitz e sul suo doppio Italo Svevo. Dall’esilio forzato alla Sacca Serenella sull’isola di Murano, buco nero nella vita privata e oblio letterario insieme, alla lettera impossibile scritta a Pirandello, i testi di questa pubblicazione fanno emergere il personaggio celato dall’uomo e condannato a diventare scrittore. Grazie alla sua monumentale conoscenza di Svevo, Puppa costruisce un pastiche teatrale alla Tom Stoppard, «partendo dal presupposto che la finzione spesso è più vera della realtà e che il monologo, forse, oggi è la forma più socievole del dialogo».

n. 19 – 104 pagine arabe in brossura cucita a filo refe. Dimensioni a libello chiuso 12X18, interno stampato su carta Burgo Musa, copertina stampata su cartoncino Fedrigoni Materica da 180 gr.

A cura di: Maria Dipino
Copertina: Maurizio Ceccato – Ifix ©
Redazione e Impaginazione: Studio editoriale 42Linee


L’autore
Già ordinario di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Venezia, Paolo Puppa ha curato monografie su svariati attori e registi, sulla storia della messinscena e della drammaturgia, e volumi su Pirandello, Fo, Rosso di San Secondo, Ibsen, D’Annunzio, Goldoni. Come commediografo ha all’attivo numerose opere, tradotte e rappresentate anche all’estero, tra le quali La collina di Euridice, Zio mio, Venire, a Venezia, Il teatro della pandemia, Altre scene e La fine del mondo: una vita in serie. Ha ricevuto vari premi, tra cui quello dell’Associazione critici di teatro per Parole di Giuda e il Premio Ugo Betti per Scosse in famiglia.


«Puppa, oltre alle doti di creazione drammaturgica e di affabulazione con letture-performance portate in palcoscenico, ha una solida preparazione storico-filologica, conosce benissimo le opere degli scrittori suoi epistolografi, la loro storia redazionale e le loro tecniche espressive».
– Alberto Granese