Appuntamento venerdì 19 giugno alle ore 18. Dialoga con l’autrice Eleonora Ferrari. Il toccante romanzo ripercorre l’infanzia perduta di Aida Kamber nella Sarajevo sotto assedio degli anni Novanta.

Sarà la Sala Dora Bassi di Gorizia ad ospitare venerdì 19 giugno, alle ore 18, la presentazione di “Sejdia – L’identità perduta”, il toccante e quanto mai attuale romanzo autobiografico d’esordio della scrittrice e attivista Aida Kamber.

Promosso dall’associazione culturale Le Ombre – Desto o son sogno? Aps, l’appuntamento torna a mettere al centro le ferite della capitale bosniaca durante la guerra nell’ex Jugoslavia degli anni Novanta, accompagnata dalla proiezione fotografica “#Sarajevo25” di Flavio Snidero.

“Sejdia” è la storia di un’infanzia perduta, quella vissuta dall’autrice – nata nel 1981 – in una Sarajevo stritolata dall’assedio. Attraverso i suoi occhi di undicenne, Kamber ripercorre le tappe di quei lunghissimi quattro anni, raccontando in maniera diretta ed emozionante le sofferenze, le privazioni e l’angoscia di una quotidianità vissuta tra lo scoppio delle granate e il vibrare dei proiettili, cercando di aggrapparsi alle restanti briciole di normalità.

Nelle pagine del libro, la piccola Aida si trova a rischiare più volte la vita; a trascorrere notti di freddo, malattia e paura nell’attesa che cessino i bombardamenti; ad ammirare l’amore che spinge sua madre, ridotta allo stremo delle forze, a fare tutto il possibile per procurare il necessario a sopravvivere, sognando il ritorno a quel che tutti i cittadini di Sarajevo temevano di non poter avere più: la pace e una vita normale.

Il libro di Aida Kamber non parla solo del passato, ma vuole invitare il lettore a riflettere su quale presente e soprattutto su quale futuro l’umanità voglia costruire. Ci ricorda che i bambini non dovrebbero ereditare paure, ma avere l’opportunità di crescere nella pace, nella sicurezza e nella solidarietà. E Snidero, con le sue foto, condivide con l’autrice la volontà di ricostruire mantenendo i segni di una preziosa memoria storica, cercando tuttavia di proiettarsi in un futuro migliore nel quale Sarajevo, anche attraverso l’Arte, possa ridivenire quel Punto d’Incontro tra diverse culture come lo è stato in passato.

L’evento vuole dunque essere occasione per aprire insieme uno spazio di dialogo, comprensione e nuove prospettive. La presentazione sarà accompagnata dalle letture di estratti del romanzo da parte di Marilisa Trevisan. L’autrice dialogherà con Eleonora Ferrari, scrittrice e presidente dell’associazione “Le Ombre – Desto o son sogno?”.