Il 19 giugno debutta al Politeama Rossetti di Trieste “Ballo al Savoy”. La famosa, operetta di Paul Abraham, allestita dall’Associazione Internazionale dell’Operetta, apre il Festival dell’Operetta 2026 con l’adattamento e la regia di Andrea Binetti. In scena la FVG Orchestra diretta da Romolo Gessi e un nutrito cast di artisti triestini.

Nato dalla collaborazione tra Comune di Trieste nell’ambito di TriesteEstate, Associazione Internazionale dell’Operetta FVG, Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile FVG, il Festival è giunto alla sua quarta edizione, propone quest’anno due produzioni d’operetta. Si parte appunto con “Ballo al Savoy” il 19 e 20 giugno al Politeama Rossetti, mentre il 9, 11 e 12 luglio sarà la volta de “La Bajadera” al Teatro Verdi.

Il Festival si avvale del contributo della Regione FVG e del Comune di Trieste.

Nel cast sono presenti nomi noti dell’operetta giuliana, da Marzia Postogna nel ruolo di Daisy Parker, spumeggiante protagonista, ad Andrea Binetti, mattatore nei panni del turco Mustafà Bey. Compaiono inoltre Mathia Neglia, l’aristocratico Aristide e sua moglie Maddalena, il soprano Veronika Foia, l’esilarante Tangolita di Ilaria Zanetti, l’arcigno cameriere interpretato da Gualtiero Giorgini, il ruolo comico dell’avvocato Celestino che vede protagonista Julian Sgherla, e interprete d’eccezione nei panni del presentatore, Umberto Bosazzi. Il coro diretto da Andrea Mistaro e i balletti coreografati da Noemi Gaggi concludono il cast, mentre scene e costumi sono del Teatro Verdi.

Operetta su musica di Paul Abraham e libretto di Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda, fu rappresentata per la prima volta il 23 dicembre 1932 al Großes Schauspielhaus di Berlino. La partitura dell’operetta risulta essere più moderna rispetto ai canoni dell’epoca, facendo un uso abbondante di musiche a ritmo di Fox-Trot e balli di impronta latino-americana, come il Tango e il Paso Doble, che in quel tempo cominciavano a invadere l’Europa, contaminando tutto un genere di teatro musicale.

Nominato direttore d’orchestra presso il Teatro dell’Operetta di Budapest nel 1927, Paul Abraham trovò la sua strada attraverso questa forma d’arte che, più popolare, si adattava meglio al suo talento. Vittoria e il suo Ussaro, Fior d’Hawaii e Ballo al Savoy sono le composizioni che lo resero famoso in tutto il mondo, assieme a colonne sonore di molti film. Nel 1933 abbandonò la Germania a causa delle persecuzioni nei confronti degli ebrei. Visse prima a Cuba, poi in Messico e infine a New York. Rientrò in Germania nel 1956 dove morì quattro anni più tardi, afflitto da gravi problemi mentali.

Trama

Il maggiordomo Arcibaldo ci introduce in casa Faublas dove si festeggiano i padroni di casa, Aristide e Maddalena, di ritorno dal lungo viaggio di nozze. Fra gli eleganti invitati spiccano lo stravagante Mustafà Bey, un turco sempre alla ricerca di una nuova moglie, e la frizzante Daisy Parker, cugina della padrona di casa. Nel mezzo del divertimento generale Aristide riceve un telegramma da Tangolita, una danzatrice sua ex-fiamma, che pretende una notte d’amore con lui: lo aspetterà al Savoy. Aristide, consigliato da Mustafà, trova una buona scusa per andare: deve assolutamente incontrare il suo amico José Pasodoble, compositore jazz al Savoy. Naturalmente Aristide non conosce affatto Pasodoble, anche perché in tal caso saprebbe che Pasodoble non è altro che lo pseudonimo dietro cui si nasconde Daisy Parker, la cugina di sua moglie; Maddalena è così certa che si tratta di una scusa. Decisione fatale: anche loro andranno al Savoy, Daisy per dirigere il concerto, Maddalena per sorvegliare il marito. Qui troviamo fra gli avventori un buffo e timido avvocato, Celestino, che si concede ogni tanto qualche follia nel celebre hotel. Quando Maddalena si rende conto che suo marito, dopo il bellissimo numero di danza di Tangolita, si ritira con questa in un separé, fa altrettanto con lo stralunato Celestino. A questo punto la direzione del Savoy premia Pasodoble per le sue composizioni jazz rivelandone la vera identità. Aristide è sbalordito ma lo è ancora di più quando Maddalena sotto l’effetto dello champagne dice di aver tradito il marito. La mattina dopo nella sua bella villa Aristide è furibondo e pretende la rottura del matrimonio. Le pratiche per il divorzio vengono affidate ad uno studio che manda proprio l’ignaro Celestino: immaginate lo scompiglio! E anche il lieto fine!

INFORMAZIONI e PREVENDITA dei BIGLIETTI per “Ballo al Savoy’”: presso la Biglietteria del Politeama Rossetti di Largo Giorgio Gaber 1, lunedì- sabato 10.00-13.00 e 16.00-19.00; domenica chiuso, e un’ora prima dello spettacolo. È possibile contattare la biglietteria al numero: 040.3593511 oppure inviando una mail all’indirizzo: [email protected]. Sul circuito VIVATICKET. Presso Ticket Point di Corso Italia 9- Galleria Rossoni a Trieste, dal lunedì al sabato 8.30-12.30 e 15.30-19.00, tel. 040 3498276; on line biglietteria.ticketpoint-trieste.it. Prezzo dei biglietti da 20 a 35 euro. www.triesteoperetta.it[email protected]

Ballo al Savoyoperetta in due atti
musica di Paul Abraham
libretto di Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda
Adattamento e regia di Andrea Binetti

Allestimento dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG

POLITEAMA ROSSETTI

19 e 20 giugno, ore 20.30

personaggi ed interpreti:
 
Marchese Aristide di Faublas                                              Mathia Neglia
Maddalena – sua moglie                                                      Veronika Foia
Daisy Parker – compositrice di Jazz                                      Marzia Postogna
Mustafà Bey                                                                         Andrea Binetti
La Tangolita – danzatrice argentina                                    Ilaria Zanetti
Arcibaldo-cameriere di Aristide                                           Gualtiero Giorgini
Celestino Formand – giovane avvocato                               Julian Sgherla
 
FVG Orchestra diretta da Romolo Gessi
 
Coro diretto da Andrea Mistaro
 
Coreografie di Noemi Gaggi
 
Scene e Costumi della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste