Anche quest’anno il Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale propone al pubblico alcuni intensi appuntamenti serali nel cortile interno del Memoriale, nel solco di una ormai consolidata tradizione estiva che unisce arti performative, storia e memoria.
Il programma del 2026 propone due serate interamente dedicate alla musica, frutto della collaborazione tra il Comune di Trieste e due fra i più interessanti festival musicali del territorio.
Lunedì 29 giugno alle ore 20.30, nell’ambito del Piccolo Opera Festival 2026, saranno eseguite le opere “Il Sigillo” di Maurizio Agostini, in prima assoluta (dopo il debutto del 27 giugno alla Casa circondariale di Gorizia), e “Il Prigioniero” di Luigi Dallapiccola, nel 50° anniversario della morte del compositore.
Mercoledì 1 luglio alle ore 21.00, nell’ambito del Festival Viktor Ullmann 2026, si terrà il concerto “Musica proibita”, una serata-evento con il celebre flautista Roberto Fabbriciani e l’Orchestra Abimà, che suoneranno musiche di autori di origine ebraica perseguitati ed emarginati.
Il programma è stato approvato in seno alla Commissione per il Civico Museo della Risiera di San Sabba, è curato dalla conservatrice del Museo Anna Krekic e realizzato con il coordinamento di Stefano Bianchi, responsabile dei Musei Storici, e la collaborazione di Andreja Bruss, Giada Tubia e Morena Bisacchi. È promosso dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e realizzato dal Servizio Promozione Turistica, Musei, Eventi Culturali e Sportivi – Museo della Risiera di San Sabba-Monumento Nazionale con il contributo del Ministero della Cultura.
Entrambi i concerti sono a ingresso gratuito con posti limitati.
Per prenotare scrivere a:
- per Il Prigioniero/Il Sigillo, 29 giugno: [email protected]
- per Musica proibita, 1 luglio: https://www.eventbrite.it/e/musica-proibita-tickets-1992185820417?aff=oddtdtcreator
Info: [email protected] – www.risierasansabba.it
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno all’interno della Sala delle Commemorazioni della Risiera di San Sabba e il numero di posti disponibili verrà ridotto seguendo la data di prenotazione.
Lunedì 29 giugno
ore 20.30
Il Prigioniero
Il Sigillo
Risiera di San Sabba
nell’ambito del
Piccolo Opera Festival 2026
in co-organizzazione con il
Comune di Trieste, Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo
Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale
Il Sigillo
di Maurizio Agostini (1978-)
monologo per tenore e pianoforte
su libretto di Maria Carla Curia
arrangiamento per pianoforte, organo e percussioni Maurizio Agostini
Federico Lepre tenore
prima assoluta
Il Prigioniero
di Luigi Dallapiccola (1904-1975)
opera in un prologo e un atto su libretto di Luigi Dallapiccola
Arlene Miatto Albeldas La madre
Tamon Inoue Il prigioniero
Enrico Basso Il carceriere/Il grande Inquisitore
Federico Lepre Primo sacerdote
Stefan Petković* Secondo sacerdote (*allievo GO! Borderless Opera Lab)
Coro del Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc – Fiume/Rijeka
Matteo Salvemini maestro del coro
in coproduzione con la Fondazione Accademia Musicale Chigiana di Siena
in collaborazione con il Centro Studi Luigi Dallapiccola
nel 50° anniversario della morte del compositore
nell’ambito del Piccolo Opera Festival 2026
Davide Garattini Raimondi regia
Domenico Franchi scene e costumi
Mario Ruffini direttore musicale
Riccardo Burato pianoforte
Elisabeth Zawadke organo
Pierluigi Corvaglia percussioni
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria via e-mail [email protected]
In caso di maltempo il numero di posti disponibili verrà ridotto seguendo la data di prenotazione.
Info: www.piccolofestival.org
Come scrive il regista Davide Garattini Raimondi, «l’accostamento tra Il Sigillo e Il Prigioniero nasce dal desiderio di costruire un percorso teatrale che rifletta sul tema della libertà e sulle molte forme che può assumere la sua negazione. Pur appartenendo a linguaggi musicali differenti e a contesti drammaturgici lontani, le due opere condividono una tensione profonda: quella tra la ricerca di uno spazio di protezione e la scoperta che quello stesso spazio può trasformarsi in una prigione».
L’opera di Luigi Dallapiccola, compositore istriano nato a Pisino, è strettamente legata alla sua vicenda autobiografica e ai molti drammi che attraversarono la sua vita: dal confino dell’adolescenza a Graz durante la Prima guerra mondiale alle leggi razziali che colpirono la moglie Laura Coen Luzzatto durante il Secondo conflitto mondiale, costringendola a nascondersi in alloggi di fortuna messi a disposizione da amici. In questo contesto nasce la partitura de Il Prigioniero (1944-1948), che seppure nel libretto è ambientato nella Spagna del XVI secolo durante gli anni oscuri dell’Inquisizione, in realtà riflette pienamente la tragedia della guerra in corso in Europa negli anni Quaranta del Novecento, come rivelano le stesse parole di Dallapiccola: «Mi appariva sempre più chiara la necessità di scrivere un’opera che, nonostante la sua ambientazione storica, potesse essere di toccante attualità; un’opera che trattasse la tragedia del nostro tempo, la tragedia della persecuzione, sentita e sofferta da milioni e decine di milioni di uomini. L’opera si sarebbe intitolata Il Prigioniero, semplicemente».
Il Sigillo, che il compositore fiorentino Maurizio Agostini presenta al festival in prima esecuzione assoluta, porta anch’essa in scena la figura di un religioso: non più il Grande Inquisitore di Dallapiccola, ma un semplice prete che torna dopo vent’anni
nella parrocchia dove ebbe inizio la sua vocazione, negli ambienti di una chiesa ora abbandonata e spoglia. La desolazione opprimente del luogo, profanato tempo prima da un omicidio, rivela al protagonista la “prigionia” della propria anima, legata a un passato sepolto al fondo del suo inconscio, dal quale riuscirà a liberarsi solo quando, nell’oscurità del confessionale, sentirà come in un sogno non la voce di un penitente, ma quella del suo vecchio io addossarsi finalmente la colpa a lungo negata. L’autrice del libretto, Maria Carla Curia, ne chiosa l’epilogo: «l’assoluzione finale, “Ego me absolvo”, segna un gesto estremo: un atto di libertà che spezza l’illusione e lascia l’uomo solo davanti a sé stesso».


Mercoledì 1 luglio
ore 21.00
Musica proibita
Risiera di San Sabba
nell’ambito del
Festival Viktor Ullmann 2026
a cura di
Comune di Trieste, Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale
Associazione Musica Libera
Orchestra d’archi Abimà
Davide Casali direttore
Roberto Fabbriciani
flauto solista
musiche di
Luca Lombardi, Leone Sinigaglia, Ernest Bloch e Davide Casali
organizzato da
Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale
Associazione Musica Libera
nell’ambito del Festival Viktor Ullmann 2026 – XIII edizione
Ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti. È possibile prenotare il posto (non numerato) su eventbrite.it/e/1992185820417?aff=oddtdtcreator
In caso di maltempo il numero di posti disponibili verrà ridotto seguendo la data di prenotazione.
Info: www.festivalviktorullmann.com – 340 0813203 – [email protected]
La serata vedrà protagonista il celebre flautista Roberto Fabbriciani, uno dei più importanti interpreti del panorama musicale contemporaneo, insieme all’Orchestra Abimà, in un concerto dedicato alla musica ebraica, alla memoria e agli autori che, in epoche diverse, furono perseguitati, emarginati o considerati “degenerati” dal regime nazista.
Musicista di statura internazionale, Fabbriciani ha saputo rinnovare profondamente il linguaggio del flauto, trasformandolo in uno strumento capace di esplorare sonorità nuove, intense e sorprendenti. La sua carriera, segnata da collaborazioni con alcuni tra i maggiori compositori del Novecento e della contemporaneità, lo rende un interprete ideale per un programma che unisce memoria, ricerca musicale e forza espressiva.
Il concerto proporrà musiche di Luca Lombardi, Leone Sinigaglia, Ernest Bloch e Davide Casali, in un percorso che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità diverse, ma accomunate da un profondo legame con la cultura ebraica e con la storia del Novecento. I brani in programma non saranno semplici pagine musicali, ma vere e proprie testimonianze sonore. La musica di Leone Sinigaglia, compositore torinese di origine ebraica, richiama un mondo colto e raffinato, tragicamente travolto dalle persecuzioni razziali. Le composizioni di Ernest Bloch, tra i più significativi interpreti dell’anima ebraica nella musica del Novecento, restituiscono una dimensione spirituale intensa, fatta di canto, memoria, nostalgia e identità. La presenza di Luca Lombardi apre invece lo sguardo alla riflessione contemporanea, a una musica capace di interrogare la storia e di trasformarla in pensiero sonoro. Le musiche di Davide Casali si inseriscono in un dialogo vivo con la memoria e con la tradizione ebraica, proseguendo un percorso artistico dedicato alla riscoperta, alla trasmissione e alla valorizzazione di un patrimonio musicale spesso dimenticato.
L’Orchestra Abimà accompagnerà questo itinerario con una lettura intensa e partecipe, dando corpo a un repertorio che richiede non solo precisione tecnica, ma anche sensibilità, profondità interpretativa e consapevolezza storica. Il dialogo tra il flauto di Roberto Fabbriciani e l’orchestra diventerà il centro emotivo della serata: un incontro tra virtuosismo, memoria e poesia sonora.
Il concerto vuole essere molto più di un evento musicale. Sarà un momento di ascolto, di riflessione e di restituzione. Attraverso la forza della musica, verranno riportate alla luce voci che la barbarie del Novecento aveva tentato di spegnere: voci di compositori, di culture, di identità e di mondi artistici segnati dall’esilio, dalla persecuzione e dalla cancellazione.
In questo senso, la serata assume un valore profondamente attuale. La musica diventa strumento di memoria, ma anche di resistenza culturale; non soltanto ricordo del passato, ma messaggio vivo per il presente. Ogni brano eseguito sarà una tappa di un cammino che unisce dolore e bellezza, tragedia e speranza, storia e rinascita.