La famiglia Stefanelli presenta il nuovo corso di Padovanelle: un progetto di rigenerazione urbana che unisce sport, cultura ed eventi.
Padovanelle, storico ippodromo della città, torna a vivere.
Acquistato nel 2023 dalla Giuseppe Stefanelli, oggi il complesso Padovanelle è protagonista di un progetto di rigenerazione che guarda al futuro, senza rinunciare alle proprie radici.
Quello che, inizialmente, era nato come un investimento mosso dalla passione per il mondo dei cavalli si è progressivamente trasformato in una visione più ampia: riportare al centro della vita cittadina uno spazio che ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di padovani, e non solo.
Lo storico ippodromo cittadino oggi è al centro di un percorso di rilancio che punta a restituire questo spazio alla città, attraverso una nuova visione capace di trasformarlo in uno spazio eventi multifunzionale.
Continuerà ad essere un importante ippodromo e a custodire il proprio patrimonio sportivo, dando spazio a una fitta programmazione di corse, dalle notturne ai Gran Premi.
Al tempo stesso, diventerà un luogo aperto alla città, capace di accogliere attività culturali, eventi, sport e intrattenimento, che si intrecceranno con l’ippica e con la tradizione di questo luogo. L’obiettivo è quello di creare un grande polo urbano esperienziale, accessibile, sostenibile e polifunzionale, attivo durante tutto l’anno e pensato per pubblici differenti.
Il primo passo di questo percorso è rappresentato dal Giardino Padovanelle, già aperto all’interno dei grandi spazi verdi dell’ippodromo, tutti i giorni dalle 18.
Attivo per tutta la stagione estiva, il Giardino Padovanelle nasce come luogo di incontro aperto a tutti, un ambiente informale e accogliente con un programma quotidiano di appuntamenti con musica dal vivo, attività per bambini, spettacoli, stand-up comedy, incontri culturali, presentazioni di libri, attività sportive e momenti dedicati al benessere, il tutto con una grande attenzione alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio e non solo.
Oltre ad alcune realtà conosciute in città, come Casa Barozzi, Eroica Caffè e Quintana, Padovanelle sta lavorando per portare anche i sapori e le eccellenze del Salone, creando un dialogo ideale tra uno dei luoghi più identitari del centro storico e uno spazio che ambisce a tornare uno dei nuovi punti di riferimento della vita cittadina.
Il calendario completo delle attività del Giardino Padovanelle è disponibile su www.padovanelle.it.
Il Giardino rappresenta, però, solo il primo tassello di un progetto molto più ampio.
Padovanelle è l’unico ippodromo privato del Nordest e, in quanto tale, racchiude grandi potenzialità anche in termini di investimenti da parte di privati e aziende.
L’intera area è oggetto di un programma di riqualificazione e valorizzazione che ha l’obiettivo ultimo di creare una piattaforma multifunzionale capace di vivere dodici mesi all’anno.
Con una superficie complessiva di oltre 16 ettari, già oggi dispone di caratteristiche uniche nel panorama regionale: ampie aree verdi, una logistica strategica, con oltre mille posti auto, collegamenti con il trasporto pubblico – soprattutto quando sarà attiva la linea del tram – e una posizione facilmente raggiungibile sia dal centro città sia dalla rete autostradale. Gli spazi ampi, dalle tribune al prato, fino al giardino, consentono diversi assetti, in termini di dimensioni e tipologia di allestimento.
Accanto agli spazi destinati all’ippica e agli eventi all’aperto, il progetto prevede inoltre il recupero di numerosi ambienti coperti, destinati ad ospitare anche convegni, meeting aziendali, attività culturali, mostre, eventi privati e iniziative dedicate al mondo delle imprese.
Tra questi, figurano la storica Club House, spazio di 80 mq con arredamento di design, la Galleria Padovanelle, con oltre 1.200 metri quadrati coperti e modulabili, e la Church Padovanelle, uno spazio di circa 600 metri quadrati caratterizzato da una forte identità architettonica.
Padovanelle diventerà, quindi, un luogo vivo tutto l’anno: un punto di incontro per la città, una destinazione per il tempo libero, uno spazio per la cultura e l’aggregazione e anche una nuova infrastruttura per eventi, imprese e turismo. Un percorso di trasformazione che, negli ultimi anni, ha coinvolto altri importanti spazi urbani in Italia e in Europa e diversi ippodromi nazionali.
Nei prossimi mesi saranno quindi presentati i successivi interventi di riqualificazione previsti dal piano di sviluppo di Padovanelle e le nuove progettualità che accompagneranno il percorso di trasformazione del complesso nel corso del 2027: dal miglioramento dell’accessibilità e della sostenibilità dell’intero complesso alla valorizzazione dei percorsi ciclopedonali fino all’efficientamento energetico, con adeguamenti strutturali e una gestione integrata degli spazi che consenta la convivenza tra attività sportive, culturali e di intrattenimento.

Le dichiarazioni
Alfonso Stefanelli
L’acquisto di Padovanelle è nato dal desiderio di mio padre di restituire alla città un luogo unico e iconico. Noi figli abbiamo raccolto e condiviso questa visione, costruendo un progetto che parte dalla valorizzazione dell’attività ippica, che per noi rimane centrale prima di tutto per il fascino e l’unicità che rappresenta all’interno del complesso.
Da questo punto di partenza abbiamo immaginato un luogo capace di aprirsi anche a chi non è appassionato di ippica, valorizzando le caratteristiche straordinarie di Padovanelle – gli spazi, il verde, l’ampiezza e il valore storico del luogo -, per restituire così alla città un posto da vivere ogni giorno.
La riapertura del giardino estivo rappresenta il primo passo verso la realizzazione di un vero polo esperienziale: uno spazio in grado di ospitare attività sportive, eventi culturali e artistici, spettacoli, musica, incontri e momenti di socialità, facendo convivere la tradizione dell’ippodromo con nuove occasioni di incontro.
L’obiettivo è riportare Padovanelle al centro della vita cittadina, trasformandole in un luogo frequentato tutto l’anno e non soltanto in occasione delle giornate di corse.
Cristiana Stefanelli
Questo luogo nasce come ippodromo e le corse ippiche ne hanno sempre rappresentato l’anima. Con il tempo, però, questa vocazione si è un po’ affievolita rispetto a quando l’ippodromo era un vero polo catalizzatore della vita cittadina. Il nostro obiettivo è valorizzare nuovamente questa identità, mettendola in relazione con tante altre attività.
Siamo anche parte di una rete di imprese che sta sviluppando un progetto di turismo legato al cavallo e al turismo lento, perché crediamo che il cavallo, essere senziente e straordinario, sia capace di generare benessere e nuove opportunità di relazione con il territorio.
Da oltre un anno, inoltre, ospitiamo attività sociali grazie alla collaborazione con la Cooperativa Scuderia dell’Arte, che ha sviluppato percorsi di danza aperti a tutti, con particolare attenzione alle persone affette da Parkinson e da malattie neurodegenerative.
Sono tutte iniziative che mettono al centro la bellezza: la bellezza del cavallo e di un luogo davvero straordinario, capace di accogliere, includere e creare benessere.
Antonio Bressa, Vicesindaco della Città di Padova
L’amministrazione comunale ha seguito con grande attenzione questo percorso e ha sempre accompagnato la famiglia Stefanelli.
Ricordo molto bene quando Pino entrò nel mio ufficio, e c’era anche Diego Bonavina. Ci raccontò questo progetto con grande entusiasmo, ci guardò negli occhi e ci disse che era necessario che anche noi dessimo una mano. E in effetti oggi siamo qui, a portare avanti con convinzione quella visione.
Ed è un’idea vincente, perché apre questi spazi a 360 gradi, intercetta esigenze nuove e crea le condizioni affinché tutta la città possa riscoprire l’ippodromo, riportandolo al ruolo centrale che ha avuto nella sua storia.
Questo è un luogo bellissimo, ricco di significato e di memoria, ma deve essere anche un luogo vivo, pulsante, capace di guardare al futuro.
Padova sta attraversando una fase di grande trasformazione e questo cambiamento ha bisogno anche del contributo di imprenditori privati che credono nella bellezza e investono sul territorio. Gli Stefanelli rappresentano una nuova generazione di imprenditori che, insieme alle istituzioni, contribuirà a rendere Padova ancora migliore.
Diego Bonavina, Assessore allo Sport della Città di Padova
Mi preme prima di tutto rivolgere il mio pensiero alla memoria di Pino Stefanelli, una persona che, proprio grazie alle Padovanelle, ho avuto il piacere di conoscere e stimare.
Non entro nel merito di quanto di buono ha fatto Pino per lo sport e l’imprenditoria padovana perchè la cosa è nota a tutti, voglio solo ricordarlo nelle chiacchierate di fronte ad una buona brioche che hanno contraddistinto molte mattinate degli ultimi anni, nel corso delle quali parlavamo di ogni cosa riguardasse Padova, a dimostrazione dell’amore che Pino ha sempre provato per la sua città.
Il rilancio delle Padovanelle parte da lì, da una persona illuminata e amante dello sport.
Il progetto nasce oggi grazie alla famiglia Stefanelli, in particolare ad Alfonso e Cristiana, che oggi rivestono, unitamente a tutti i loro collaboratori, un ruolo di primaria importanza per gli sviluppi futuri.
Come assessore allo sport guardo con grande attenzione ed entusiasmo a queste nuove progettualità, consapevole che far tornare ai fasti di un tempo l’Ippodromo Padovanelle non sia una cosa semplice; è necessario l’impegno da parte di tutti e, come rappresentante dello sport padovano, sono pronto a fare la mia parte fino in fondo per far sì che questo luogo sia in futuro un luogo di ritrovo per tutti gli sportivi e le famiglie padovane.
In bocca al lupo e viva lo sport!
Andrea Colasio, Assessore alla Cultura della Città di Padova
Il mio primo ringraziamento va a tutta la famiglia.
Anch’io ricordo perfettamente l’incontro con Pino Stefanelli, quando ci raccontò quella che allora sembrava una follia. Oggi possiamo dire che quella visione sta diventando realtà.
È stata richiamata una parola importante: mecenatismo. Breda donò questa struttura alla città e credo che oggi sarebbe orgoglioso di vedere come sta rinascendo.
Questo era uno dei grandi luoghi di incontro dei padovani e oggi può ritrovare una nuova centralità, anche rafforzando il legame con Villa Breda e con tutto il territorio circostante.
Non stiamo parlando semplicemente di uno spazio da recuperare, ma di un luogo capace di innervare la città. Le politiche pubbliche devono proprio fare questo: creare relazioni, favorire la rigenerazione urbana, non limitarsi ad affiancare i processi. La cultura e l’identità non sono bandiere da sventolare, ma pratiche quotidiane, costruite attraverso luoghi come questo.
Questo spazio è un unicum e può diventarlo ancora di più in una Padova che oggi è Capitale italiana dell’arte contemporanea. Mettiamo insieme le forze e costruiamo una vera catena della memoria.
È stato raccolto un testimone importante e noi faremo tutto il possibile perché questo luogo diventi un punto di riferimento unico per la città.
Bruno Cacciavillani, Consigliere Provincia di Padova
Porto i ringraziamenti di Sergio Giordani, sia come sindaco che come presidente della Provincia.
La presenza di tre assessori con deleghe diverse dimostra quanto questo progetto riesca a mettere insieme competenze, politiche e visioni differenti. È un luogo di rilievo nazionale e, proprio per questo, rappresenta un patrimonio fondamentale anche per l’intero territorio provinciale.
Questa struttura ha una grande fortuna: dispone di accessibilità, parcheggi e collegamenti che la rendono ideale per ospitare eventi e iniziative di ogni tipo.
Può diventare un importantissimo nuovo polo attrattivo, una casa base o una tappa naturale per moltissime manifestazioni che coinvolgono Padova e la sua provincia.
Il mecenatismo e l’iniziativa privata sono elementi fondamentali. Il compito delle istituzioni è accompagnare questi percorsi, sostenerli e creare le condizioni perché possano crescere. Ma il merito di aver acceso questa scintilla è della famiglia Stefanelli.
Per questo li ringrazio sinceramente e assicuro che la Provincia farà la propria parte per sostenere questo progetto.
La famiglia Stefanelli
La storia della famiglia Stefanelli è strettamente legata a quella di Padova. Un percorso che attraversa impresa, sport e vita cittadina e che oggi trova una nuova espressione nel progetto di rilancio dell’Ippodromo Padovanelle.
Giuseppe “Pino” Stefanelli, scomparso nel febbraio 2026, è stato una figura di riferimento nel panorama imprenditoriale e sportivo padovano. Laureato in Giurisprudenza, scelse presto di affiancare il padre Alfonso nell’azienda di famiglia, attiva nel settore dei trasporti pubblici, rinunciando alla professione di avvocato. Fu inoltre tra i soci fondatori di Elettroveneta, realtà che negli anni è diventata uno dei principali distributori italiani di materiale elettrico.
Parallelamente all’attività imprenditoriale, coltivò per tutta la vita la passione per la pallacanestro. Con il Petrarca Padova contribuì a una delle stagioni più importanti della storia del basket cittadino, conquistando tre titoli nazionali giovanili e partecipando alla crescita della squadra fino alla Serie A. Terminata la carriera da giocatore, fu anche allenatore.
Chi lo ha conosciuto ne ricorda soprattutto la capacità di costruire relazioni. Per Pino Stefanelli le amicizie rappresentavano il patrimonio più importante: attorno a lui sono nate negli anni collaborazioni, iniziative e gruppi che hanno coinvolto imprenditori, professionisti e sportivi.
Oggi la famiglia è composta da quattro figli: Cristiana, Alfonso, Federico e Francesco.
L’acquisto dell’Ippodromo V.B. Breda – Le Padovanelle nasce da una visione maturata da Giuseppe Stefanelli e dal suo profondo legame con la città. Convinto che luoghi simbolici come Padovanelle non dovessero andare perduti, immaginò un progetto capace di coniugare la tradizione ippica con nuove funzioni aperte alla cittadinanza.
È questa l’idea che oggi guida la famiglia Stefanelli: conservare la vocazione storica dell’ippodromo e, allo stesso tempo, trasformarlo in uno spazio vivo tutto l’anno, dedicato non solo alle corse, ma anche a eventi culturali, iniziative per le famiglie e momenti di socialità, restituendo alla città uno dei suoi luoghi più rappresentativi.
Ippodromo PADOVANELLE: oltre un secolo di storia tra sport, città e innovazione
Le origini del trotto a Padova
La storia di Padovanelle inizia molto prima della costruzione dell’ippodromo.
Padova è infatti una delle città che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo del trotto in Italia: già nel corso dell’Ottocento le corse dei cavalli rappresentavano un appuntamento popolare e molto seguito, tanto da trovare spazio nel cuore stesso della città, in Prato della Valle, dove si svolgevano competizioni e manifestazioni capaci di richiamare migliaia di persone. La passione per il cavallo e per il trotto era così radicata che Padova veniva considerata uno dei principali centri italiani di questa disciplina, assieme a città come Bologna, Modena, Reggio Emilia e Piacenza.
Una curiosità riguarda proprio il nome “Padovanelle”: prima ancora di identificare l’ippodromo, il termine indicava gli antichi sulky utilizzati per le corse, piccoli veicoli leggeri a due ruote che, secondo alcune fonti storiche, furono sviluppati e perfezionati proprio a Padova nella seconda metà dell’Ottocento.
Vincenzo Stefano Breda e la nascita dell’ippodromo
La figura che più di ogni altra è legata alla storia dell’Ippodromo V.S. Breda – Le Padovanelle è quella di Vincenzo Stefano Breda, imprenditore, senatore del Regno e protagonista dello sviluppo industriale italiano.
Appassionato allevatore e studioso del trotto, Breda fu tra i primi in Italia a importare stalloni americani e russi per promuovere una selezione moderna del cavallo trottatore. Il suo contributo non si limitò all’allevamento: contribuì infatti a trasformare il trotto da semplice attività sportiva a disciplina organizzata e strutturata.
Alla fine dell’Ottocento maturò l’idea di realizzare a Padova un impianto dedicato esclusivamente alle corse al trotto, moderno e all’avanguardia per l’epoca.
L’ippodromo Vincenzo Stefano Breda venne inaugurato il 13 ottobre 1901.
Le cronache raccontano una città in festa e una partecipazione straordinaria del pubblico. Migliaia di persone affollarono il nuovo impianto, considerato uno dei più moderni del Paese. Per Padova non si trattava soltanto di una nuova struttura sportiva, ma di un’opera che testimoniava la capacità della città di guardare al futuro e all’innovazione.
Un punto di riferimento nazionale
Nel corso del Novecento, l’Ippodromo V.S. Breda – Le Padovanelle si affermò come uno dei principali ippodromi italiani.
La pista ospitò alcune delle più importanti corse nazionali e vide alternarsi cavalli, driver e allevatori che hanno scritto la storia del trotto. L’ippodromo contribuì inoltre allo sviluppo dell’allevamento italiano e alla diffusione di una cultura sportiva che trovò proprio in Veneto uno dei suoi territori più fertili.
Per decenni le giornate di corsa furono appuntamenti capaci di richiamare migliaia di spettatori. Le tribune, il parterre e gli spazi dell’impianto divennero parte integrante della vita cittadina, accompagnando la crescita di Padova e trasformandosi in un luogo di incontro e socialità oltre che di sport.
La ricostruzione e il nuovo impianto
Dopo la Seconda guerra mondiale l’ippodromo visse una nuova fase di sviluppo grazie all’impegno della famiglia Grassetto.
Nel 1962 venne inaugurato il nuovo impianto, realizzato secondo criteri moderni e destinato a consolidare il ruolo di Padovanelle nel panorama ippico nazionale. La struttura, ancora oggi riconoscibile nella sua configurazione principale, rappresentò per molti anni uno dei riferimenti del trotto italiano.
Anche in questa fase l’ippodromo V.S. Breda – Le Padovanelle continuò a essere molto più di un impianto sportivo: un luogo frequentato da generazioni di padovani e parte integrante dell’identità della città.
Dalla metà degli anni ’90 ad oggi l’Ippodromo ha vissuto le conseguenze della crisi dell’ippica in Italia e per 20 anni ha perso quel ruolo di riferimento che aveva avuto a lungo non solo per gli appassionati, ma per tutte le famiglie padovane e non solo.
Nel 2011 con il fallimento della Fondazione Breda l’Ippodromo, dopo un anno di chiusura, ha ripreso la sua attività con gestioni annuali e senza riuscire a trovare un nuovo ruolo nel territorio.
Dal 2023 a oggi: la famiglia Stefanelli
Nel 2023 il complesso è stato acquisito da Giuseppe Stefanelli, imprenditori padovani da sempre appassionati del mondo dei cavalli.
L’obiettivo del nuovo corso è conservare e valorizzare il patrimonio storico e sportivo di Padovanelle, affiancando all’attività ippica nuove funzioni culturali, sociali e legate agli eventi.
Un percorso che punta a restituire alla città uno dei suoi luoghi più significativi, mantenendone viva l’identità e aprendolo a nuove forme di utilizzo e partecipazione pubblica.