Si chiude tra applausi e standing ovation, riconoscimenti nazionali e consolidamento di autorevoli relazioni europee la 19.a edizione del Piccolo Opera Festival, rassegna che ancora una volta ha coniugato sapientemente musica, patrimonio storico e paesaggio sul Collio transfrontaliero.
“Questa edizione del Piccolo Opera Festival ha evidenziato importanti potenzialità e nuove prospettive artistiche, anche in previsione del ventennale del 2027” commenta con soddisfazione l’ideatore e curatore del Festival Gabriele Ribis. “È emersa con sempre maggiore concretezza la dimensione della cooperazione transfrontaliera, testimoniata dalla prima coproduzione con il Teatro nazionale di Nova Gorica. Al tempo stesso, il Festival ha confermato la propria attenzione alla creatività contemporaneae ai nuovi linguaggi, alla promozione di giovani artisti e al rapporto profondo con il territorio”.

La presenza in cartellone di ben cinque produzioni operistiche internazionali (con enti musicali e teatri d’opera italiani, di Francia, Slovenia, Croazia), prestigiosi ensemble vocali ospiti su musiche Patrimonio UNESCO (Georgia e Albania le due nazioni presenti quest’anno, insieme alla Sardegna) e brillanti voci provenienti dal tutto il mondo in master all’Accademia GO! Borderless Opera Lab testimoniano infatti la capacità di mettere a frutto e raccogliere in buone pratiche il lascito di GO! 2025, portandone avanti non solo lo spirito, ma soprattutto l’attitudine a un pensiero progettuale realmente aperto allo scambio e alla valorizzazione della diversità culturale europea. “Tutto ciò non solo per realizzare il programma del Festival” prosegue Ribis, “ma per rappresentare sempre più un nuovo Hub di formazione e innovazione del teatro musicale, al crocevia tra Est e Ovest”.
Impegno e risultati riconosciuti al Piccolo Opera Festival anche dal Ministero della Cultura, con il quarto punteggio assoluto a livello nazionale nella categoria dei nuovi festival di musica ammessi al finanziamento 2026, su ben 53 progetti in lista.
Particolarmente significativo il conseguimento del punteggio massimo in due indicatori particolarmente connotativi della rassegna: la “Valorizzazione della programmazione della creatività emergente” e per i “Partenariati con operatori pubblici e privati del turismo e del patrimonio e con strutture e attività del sistema culturale”.
Per il 2027 si prepara già l’edizione del Ventennale, che avrà il titolo “Incantesimo”. Tra le prime anticipazioni, il nome dello “spirito guida” del Festival: dopo Giacomo Casanova nel 2025 e Lorenzo Da Ponte nel 2026, il prossimo sarà l’anno di Carlo Goldoni.