Trieste è l’unica città ad aver ospitato Maria Callas in due dei suoi Teatri: e nel centenario della nascita del grande soprano sia al Politeama Rossetti che al Teatro lirico G.Verdi di Trieste sono state tributate le medaglie celebrative #veronacallas100, attribuite dal Festival Internazionale Maria Callas di Verona ai teatri italiani nei quali Maria Callas si è esibita nel corso della sua carriera e ad alcune importanti istituzioni culturali legate alla sua eredità artistica.

Per i teatri triestini a ritirare il prestigioso tributo è stato Francesco Granbassi, Presidente del Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che ha sottolineato come sia un onore avere questo interessante “primato”, e poter vantare in città sia una straordinaria esibizione di Maria Callas al Politeama (acclamata nel 1948 in “La forza del destino”) sia poi al Teatro Verdi dove interpretò fra l’altro in modo magnifico “Norma”. Inoltre il soprano fu anche applaudita a Udine.

La cerimonia di consegna delle medaglie si è tenuta lo scorso 15 giugno al Teatro dell’Opera di Roma e ha dunque riunito rappresentanti istituzionali dei teatri e degli enti premiati, autorità e ospiti del mondo della cultura.

Ad aprire la cerimonia sono stati il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma Francesco Giambrone, il Presidente e ideatore del Festival Internazionale Maria Callas di Verona Nicola Guerini e il referente per la ricerca scientifica e i progetti culturali Simone Di Crescenzo. A rendere ancora più significativo il momento è stata la presenza dell’Ambasciata della Repubblica Ellenica in Italia, nella persona di S.E. l’Ambasciatrice Eleni Sourani – a testimonianza del profondo legame tra Maria Callas e la cultura greca – e del soprano Stefania Bonfadelli.

Tra le eccellenze individuate dal Comitato scientifico e culturale del progetto – composto da professionisti e studiosi di riconosciuto prestigio, tra cui Simone Di Crescenzo, Giovanni Gavazzeni, Stephen Hastings, Piero Mioli e Mario Tedeschi Turco – figurano anche archivi storici, istituti di ricerca e formazione e, soprattutto, i ventiquattro teatri italiani che hanno accolto Maria Callas sui loro palcoscenici, e ne hanno custodito la memoria artistica. Un omaggio che ricorda come il debutto veronese del soprano, avvenuto nel 1947 all’Arena di Verona, abbia rappresentato l’inizio di un percorso destinato a rivoluzionare il panorama lirico internazionale.

L’Ambasciatrice Eleni Sourani ha consegnato le medaglie ai rappresentanti dei teatri premiati: Francesca Orazi, per il Teatro Nuovo Giovanni da Udine; Francesco Granbassi, per il Politeama Rossetti e il Teatro Verdi di Trieste; Francesco Giambrone per il Teatro dell’Opera di Roma, Edoardo Bottacin e Erica De Luca per il Teatro Sociale di Rovigo; Marida Cassarà per il Teatro Massimo di Palermo; Andrea Petrella, per il Teatro di San Carlo di Napoli; Francesco Tolotti, per il Teatro Grande di Brescia; Giovanni Cultrera, per il Teatro Massimo Bellini di Catania; Paolo Besana, per il Teatro alla Scala di Milano; Daniela Isetti, per il Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme; Gabriele Scrima per il Teatro Duse di Bologna; Alessandro Ferrari, per il Teatro Verdi di Pisa; Maria Francesca Chiappe, per il Teatro Massimo di Cagliari; Massimo Boffelli, per il Teatro Donizetti di Bergamo; Paolo Maier, per il Teatro Regio di Parma; Paolo Bilardi per il Teatro Cilea di Reggio Calabria.

«La cerimonia di consegna delle medaglie #veronacallas100 al Teatro dell’Opera di Roma accentua il ruolo fondamentale delle istituzioni culturali e dei teatri italiani nella tutela e nella valorizzazione dell’eredità artistica di Maria Callas – dichiara Nicola Guerini, presidente del Festival Internazionale Maria Callas. – Coinvolgere i luoghi che hanno segnato il suo straordinario percorso, a partire da Verona, dove debuttò nel 1947, significa promuovere un’importante azione di diplomazia culturale, capace di mettere in rete territori, istituzioni e comunità nel nome di un’artista ancora oggi, così rivoluzionaria e moderna».

Simone Di Crescenzo, responsabile per la ricerca scientifica e i progetti culturali, ha evidenziato come questa manifestazione rappresenti un’occasione per riflettere sul valore della memoria culturale e sul ruolo dei teatri nella trasmissione del patrimonio artistico: «Maria Callas ha lasciato nei teatri italiani un patrimonio immateriale fatto di gesti interpretativi, di scelte espressive e di un modo di abitare la scena che ha ridefinito il rapporto tra voce e dramma. Il suo esempio ci ricorda che la qualità non si improvvisa: si costruisce passo dopo passo attraverso lo studio, il rigore e l’umiltà davanti alla musica. È questo il lascito più vivo che siamo chiamati a custodire e trasmettere alle nuove generazioni».