Un’applicazione per smartphone che certifica automaticamente mediante blockchain la genuinità, l’autenticità e l’integrità di contenuti multimediali di ogni tipo: immagini, video, fotografie e audio. È il risultato del progetto Truthster (http://truthster.io), coordinato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine e sostenuto con 92mila euro dalla Regione Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è supportare l’attività dei professionisti della comunicazione che creano contenuti, come giornalisti, blogger, videomaker e youtuber. L’Ateneo ha già presentato richiesta di registrazione del marchio del progetto, diretto da Federico Costantini, docente di informatica giuridica del dipartimento.

A cosa serve e come funziona

Il caso d’uso tipico di Truthster è l’intervista. Attraverso questo sistema l’intervistatore può automaticamente certificare, dal punto di vista tecnologico: la genuinità del file prodotto, la titolarità di diritti (copyright) sul materiale, il consenso alla pubblicazione dell’immagine e il consenso al trattamento dei dati personali della persona intervistata. Truthster processa il file, lo arricchisce di metadati – come ora e luogo – crea una stringa di caratteri (HASH) che identifica univocamente l’artefatto e la registra sulla blockchain.

Il gruppo di ricerca

A Truthster ha lavorato un gruppo di ricerca che lo sviluppato e portato a un elevato livello di maturità tecnologica. Oltre a Costantini ne fanno parte Francesco Crisci, del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche, e i ricercatori Miray Hascoskan e Matteo Paier.

La dimostrazione

Il progetto è stato presentato nel corso di un evento al Dipartimento di Scienze giuridiche, introdotto da Federico Costantini e dal saluto della direttrice Silvia Bolognini. Si è quindi svolta la prima registrazione di un artefatto digitale condotta congiuntamente Miray Hascoskan e Matteo Paier. Quindi Francesco Crisci ha esposto il business plan e i ricercatori hanno risposto alle domande del pubblico di stakeholders intervenuti in presenza e da remoto.

«Il progetto – ha spiegato Federico Costantini – si propone di rafforzare l’autorevolezza del professionista dell’informazione, fornendo uno strumento concreto per restituire fiducia nei contenuti digitali, e ciò proprio in un momento storico in cui la distinzione tra vero e falso è sempre più difficile, e la stessa libertà di cronaca è minacciata. Questo evento, lo “showcase”, è stata l’occasione per mostrare il funzionamento della nostra piattaforma, che è il risultato del lavoro svolto con grande entusiasmo dai nostri ricercatori».

«Sono molto grata al professor Costantini perché il progetto Truthster incarna alla perfezione quella che dovrebbe essere per me la vocazione del Dipartimento di Scienze giuridiche – ha detto la direttrice, Silvia Bolognini –, ovvero creare conoscenza utile. La ricerca effettuata, infatti, oltre a rappresentare un’apertura verso le nuove tecnologie senza rinunciare al metodo critico del giurista, ha dimostrato che l’innovazione non è un fine in sé, ma uno strumento per proteggere diritti, garantire trasparenza e facilitare il lavoro di un determinato settore professionale, richiamando al contempo l’attenzione sulle responsabilità degli operatori».

I precedenti progettuali

Il progetto Trusther in precedenza era stato finanziato dal programma europeo Horizon con 75 mila euro. Si era avvalso di un gruppo di ricerca composto, oltre che da Costantini e Crisci, da: Marino Miculan, del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Università di Udine; Stefano Bistarelli dell’Università di Perugia; dalle aziende Innov@ctors e HTS Hi-Tech Services, e dai giornalisti Giancarlo Virgilio e Silvia Venier.