Ogni paesaggio esiste due volte: nella realtà e nello sguardo di chi sa raccontarlo. Quello di Italo Zannier, tra i maggiori fotografi e storici della fotografia italiani, ha restituito per decenni il volto della montagna pordenonese, trasformando fotografie, persone e luoghi in un patrimonio di memoria collettiva. A questo sguardo il Teatro Verdi di Pordenone dedica l’appuntamento “Italo Zannier e la montagna“, nell’ambito del Montagna Teatro Festival, una produzione Suazes con il patrocinio del Comune di Clauzetto, a cura di Giulio Zannier e Marco Minuz al suo debutto assoluto sabato 25 luglio alle 20.30 alle Grotte di Pradis. Il progetto intreccia immagini, suoni e parole per restituire il rapporto profondo tra il fotografo e la sua montagna pordenonese.

Per oltre mezzo secolo Italo Zannier ha documentato con straordinaria sensibilità paesaggi, persone, lavoro, tradizioni e trasformazioni sociali del Friuli, costruendo un patrimonio visivo che oggi rappresenta una delle testimonianze più preziose dell’identità di questo territorio. Il progetto prende forma come un racconto immersivo nel quale fotografie, narrazione, paesaggi sonori e tecnologie digitali dialogano per accompagnare il pubblico dentro l’universo creativo di Zannier, dove il visitatore non è semplice osservatore ma parte integrante del racconto. A guidare questo percorso immersivo e interattivo, realizzato attraverso l’utilizzo di cuffie, è la voce dell’autore, che intreccia alle immagini ricordi e riflessioni in un dialogo continuo tra territorio e sguardo, facendo della fotografia uno strumento capace non soltanto di documentare la realtà, ma di interpretarla e custodirne la memoria.

Le fotografie di Zannier diventano così il filo narrativo di un racconto capace di restituire non solo la bellezza dei luoghi, ma anche il loro significato culturale e umano: uno strumento di conoscenza e interpretazione della realtà che supera il concetto tradizionale di esposizione fotografica per trasformarsi in un’esperienza coinvolgente e immersiva. L’integrazione di immagini, suoni e parole costruisce un percorso multisensoriale che attualizza il patrimonio di Italo Zannier, innescando un proficuo dialogo tra memoria e contemporaneità.

Molte delle immagini proposte provengono dal volume “Tra il Cosa e l’Arzino. Album ritrovato”, pubblicato nel 1975 e dedicato ai paesaggi e alle persone di questa parte del Friuli. Un patrimonio che, nell’anno del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, assume un significato ancora più profondo, restituendo il volto di una montagna che continua a raccontare la propria storia attraverso gli occhi di uno dei suoi interpreti più autorevoli. La scelta delle Grotte di Pradis, luogo simbolico della Val Cosa, rende ancora più intensa questa esperienza, nella quale il paesaggio non costituisce soltanto la cornice dello spettacolo ma diventa parte della narrazione stessa. È uno dei tratti distintivi del Montagna Teatro Festival, che continua a trasformare luoghi identitari delle vallate pordenonesi in spazi dove arti diverse dialogano con la storia, la natura e la memoria dei territori. La partecipazione è gratuita su prenotazione. È anche disponibile un servizio di bus navetta da Pordenone alle Grotte di Pradis e rientro, con partenza davanti al Teatro Verdi alle 19.00. Info e prenotazioni www.teatroverdipordenone.it

Il Montagna Teatro Festival vivrà un grande evento anche nella serata precedente, quella di venerdì 24 luglio: alle 20.00, in Piazza lungolago a Barcis, attesissima la performance “The art of taiko” del gruppo Munedaiko dove, a grande richiesta sono stati aggiunti ulteriori posti a sedere. Sotto la direzione di Mugen Yahiro con i performer Naomitsu e Tokinari Yahiro, lo spettacolo esplora la forza vitale della tradizione nipponica secolare.