Dopo le serate in compagnia del leggendario alpinista Silvo Karo e dello scrittore e attivista Matteo Righetto, che hanno inaugurato la rassegna promossa dal Comune di Auronzo di Cadore, ora è la volta di una cordata inseparabile, entrata nella storia per aver scalato tutti i 14 “Ottomila” della Terra in puro stile alpino.

Meroi e Benet dialogheranno di montagne, di scelte e di vita insieme con il co-ideatrore Luca Calvi (alle 21.00 nella Sala consiliare del Municipio di Auronzo di Cadore).

Inaugurata da un “mostro sacro” dell’alpinismo come Silvo Karo (17 luglio) e da uno scrittore pluripremiato ed un attivista per il rispetto della natura come Matteo Righetto (24 luglio), laquarta edizione di “AlTre storie… sotto le Cime”, rassegna di cultura alpina e alpinistica ideata da Nicola Bombassei e Luca Calvi, promossa dal Comune di Auronzo di Cadore in collaborazione con il Consorzio turistico “Tre Cime Dolomiti”, prosegue venerdì 31 luglio all’insegna dei leggendari protagonisti della montagna, accogliendo Nives Meroi e Romano Benet (alle 21.00 nella Sala consiliare del Municipio di Auronzo di Cadore).

Prima coppia in assoluto a salire tutti e quattordici gli “Ottomila” della Terra senza ricorrere ad ossigeno supplementare né a portatori d’alta quota, Nives e Romano rappresentano un caso unico nel mondo dell’alpinismo: hanno condiviso e coronato un sogno alpinistico e personale, trovando nella montagna la loro ragione non solo di vita, ma di vita insieme.

Se è vero che Nives è una delle migliori figure nel campo dell’alpinismo, Romano, tarvisiano di etnia slovena, non è da meno: per lei, la tigre della montagna, Benet rappresenta la sicurezza, tanto nelle salite quanto nella vita. Con lui, Meroi ha sfidato “il quindicesimo Ottomila”: insieme, infatti, hanno affrontato la grave malattia che ha colpito Romano nel 2009, costringendoli a interrompere la salita al Kangchenjunga. Una battaglia vinta che, cinque anni dopo, ha permesso alla coppia di tornare e raggiungere la vetta e, nel 2015, di completare la collana delle 14 montagne più alte della Terra con la scalata dell’Annapurna.

La grandezza di Nives e Romano, tuttavia, non si esprime solo in parete o nei loro traguardi sportivi, ma emerge ogni qual volta raccontano del loro approccio alla montagna e alla vita: “Il nostro esordio in Himalaya – hanno avuto occasione di spiegare – fu un grande fallimento, mancammo di poco il nostro obiettivo (il K2 dalla parete nord) perché non avevamo più materiale. Ma questa sconfitta è stata importante perché la montagna ci ha messo subito al posto giusto, un’esperienza che si è rivelata preziosissima”.

La voglia di ricominciare, sempre, con coraggio, nonostante i fallimenti o la necessità di fermarsi, è un altro dei loro tratti distintivi: cinque anni dopo la comparsa della malattia (una aplasia midollare) di Romano – che è stato sottoposto a due trapianti di midollo, avvenuti grazie alla generosità di un donatore volontario -, infatti, sono tornati là dove tutto si era interrotto e hanno raggiunto la cima del Kangchenjunga. La scalata più difficile è diventata anche un libro, “Non ti farò aspettare. La storia di noi due raccontata da me”, scritto da Nives e edito da Rizzoli nel 2015.

Quel giorno lassù eravamo in tre – ricorda Nives – io, Romano e il suo donatore. Il gesto del dono è gratuito e silenzioso e questa è la grandezza. E non conoscere il donatore ti predispone in modo diverso verso il pubblico, è come se il bene si moltiplicasse”.

Nonostante gli anni trascorsi, i loro occhi brillano sempre di una profonda consapevolezza, in cui risiede il significato dello stare insieme: “L’unione crea la vera forza della cordata, anche sugli obiettivi, che non sono la cima, ma riportare la pelle a casa.

Il prossimo appuntamento. “AlTre storie… sotto le Cime” proseguirà con l’incontro con Hans Kammerlander, in programma venerdì 7 agosto (sempre alle 21.00 nella Sala consiliare del Municipio di Auronzo di Cadore). Guida alpina di Ahornach/Acereto, il suo nome è famoso quasi quanto quello di Reinhold Messner, con cui ha condiviso numerose spedizioni. Kammerlander non si distingue solo per le salite alpinistiche, ma anche per aver fatto compiere un salto di qualità allo sci-alpinismo. Coraggiosissimo in parete, lo è altrettanto con la penna in mano e non ha paura di mettere a nudo tanto i suoi lati forti quanto quelli più deboli.

Ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Info: Auronzo.info